| Onorevoli Colleghi! -- E' prossima la scadenza di un
decennio dalla data di entrata in vigore della legge 28
febbraio 1985, n. 47, recante norme in materia di controllo
dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e
sanatoria delle opere abusive, e già si è creato un
contenzioso giurisdizionale ordinario e amministrativo
veramente preoccupante, che suggerisce l'intervento del
legislatore onde porvi rimedio.
Non si tratta di demolire o, in qualche misura, sminuire o
delegittimare norme attualmente in vigore, ma di porre riparo
ad alcune situazioni che, considerate globalmente, non hanno
recato danno al territorio ed all'ambiente, tenendo sempre
presente le limitazioni già contenute all'articolo 33 della
citata legge n. 47 del 1985.
E' a tutti noto che i comuni, con l'avallo anche delle
regioni, a fronte di simili situazioni tentano di porvi
rimedio mediante l'adozione di nuovi strumenti urbanistici o
di varianti agli strumenti urbanistici vigenti.
Riteniamo che debba essere il legislatore nazionale ad
intervenire, sollevando i comuni e gli organi di controllo o
di revisione da compiti veramente lunghi e gravosi.
Riteniamo, altresì, che sia necessario separare anche nella
materia urbanisticoedilizia le competenze dell'autorità
giudiziaria da quelle dell'autorità amministrativa comunale
che, secondo il programma di Governo annunciato dall'onorevole
Berlusconi, dovrebbe venire a godere di una "più forte
autonomia".
Per gli obiettivi su esposti, presentiamo la seguente
proposta di legge.
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