| Onorevoli Colleghi! -- Riteniamo doveroso presentare anche
in questa legislatura la seguente proposta di legge, in quanto
l'attualità delle norme che detta è stata confermata proprio
dal trascorrere del tempo, rendendo necessario un suo
spassionato ma urgente esame.
La condizione della nostra emigrazione è ben nota,
soprattutto per le insufficienze e le dimenticanze dell'azione
dello Stato.
La sensibilità e l'impegno di alcune forze politiche, prima
fra tutte la nostra, hanno più volte posto il Parlamento di
fronte alla necessità di rivedere questa situazione.
In questa realtà, per mantenere e far mantenere i contatti
con i connazionali all'estero, è essenziale la funzione della
stampa. Non bisogna dimenticare che l'isolamento delle nostre
comunità è, in particolare, isolamento culturale e
politico.
D'altro lato, il volontarismo nella stampa per i nostri
emigrati, che ha dimostrato molto entusiasmo e dedizione, ma
anche tante delusioni, ha condotto, troppo spesso, alla
chiusura di testate, perché gli appoggi dello Stato sono stati
insignificanti.
Chiediamo, quindi, per l'insostituibile funzione della
nostra stampa all'estero, l'aumento del contributo statale ai
giornali,
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alle riviste edite all'estero, a quelle stampate in
Italia e distribuite e diffuse all'estero, come alle agenzie
italiane edite e diffuse all'estero. Riteniamo così di poter
anche difendere il pluralismo dell'informazione.
La nostra richiesta, anche se aumenta più del triplo il
precedente stanziamento, sarà sempre e malauguratamente
inadeguata alle concrete necessità.
Basta porre mente al documento sulla pubblicistica italiana
all'estero, presentato durante la II Conferenza nazionale
sull'emigrazione, dal quale risulta quali e quante
inadeguatezze vi siano ancora oggi in questo campo, e quale
ruolo primario dovrebbe essere svolto in mezzo ai nostri
connazionali da una stampa ampiamente diffusa, da una
informazione corretta e tempestiva.
Ovvia anche la valutazione dei costi che oggi gravano sulla
stampa, ma proprio questo aspetto non deve essere di
impedimento
per il Ministro del tesoro, perché si tratta di operare
tanto nel settore culturale quanto in quello sociale delle
comunità italiane all'estero, ma soprattutto per mantenerle
unite alla Madre Patria. D'altro lato, la spesa che proponiamo
è quasi irrisoria fra le cifre e gli impegni del bilancio
statale, soprattutto per quanto riguarda i contributi
riservati alla stampa di partito in Italia.
Non va sottaciuto che la stampa per le comunità italiane
all'estero ha tutt'ora in sé una potenzialità latente che lo
Stato deve suscitare, proprio per costruire un'immagine
dell'Italia che superi i vieti luoghi comuni, che dia ai
connazionali il senso profondo di sentirsi esponenti di un
Paese cui spettano prestigio e consensi ben diversi da quelli
correnti.
Pertanto affidiamo questa proposta di legge
all'approvazione degli onorevoli colleghi.
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