| Onorevoli Colleghi! -- Tra le tante contraddizioni che
l'Italia deve registrare ce n'è una che attende il vostro
consenso per essere rimossa.
Si tratta della disparità di trattamento sofferta dagli ex
combattenti delle forze armate per i quali sono chiusi da anni
ed anni - esattamente dal 1949 - i termini per la
presentazione di proposte di riconoscimento, con la
concessione delle relative decorazioni, di atti di valore
compiuti in guerra quando viceversa è ancora possibile
ottenerle da parte di chi partecipò - come ebbe a definirla il
Capo dello Stato - alla "guerra civile", cosiddetta "di
liberazione"!
Tra l'altro giova notare che con la caduta definitiva del
tristissimo regime sovietico e con l'apertura degli archivi di
Mosca, con la maggiore conoscenza e
obiettività che ne è derivata, anche a fronte di episodi
censurabili della "guerra partigiana" nei confronti non solo
di civili ma anche di militari, emergono ogni giorno nuove
notizie su episodi bellici nei quali rifulge il valore delle
forze armate italiane mentre il loro riconoscimento non appare
più - legalmente - possibile, mentre moralmente lo è.
E ciò per non parlare di come l'impegno bellico dell'epoca
moderna, avendo comportato, e comportando tuttora, la presenza
sullo scacchiere internazionale delle forze armate italiane,
evidenzi la necessità di una del tutto nuova formulazione
della riapertura e del permanere dei termini per il
riconoscimento di azioni belliche valorose, compiute in ogni
tempo e meritevoli della decorazione militare.
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Sottoponiamo pertanto al vostro esame una completa
revisione dell'attuale normativa ostativa al riconoscimento, a
valere, oltre che per la memoria storica, anche per il
presente ed il futuro, ed auspichiamo quindi il vostro pieno
consenso alla iniziativa legislativa che, in buona sostanza,
si riduce ad eliminare ogni termine. Infatti è semplicemente
indecoroso che una valorosa e coraggiosa azione compiuta nel
nome della Patria non debba essere riconosciuta - qualora
solo negli anni successivi ne sia emersa notizia - a causa di
ostacoli burocratici: in questi casi e non raramente i gesti
di valore rimangono indelebili nella memoria storica di una
comunità nazionale. Del resto questa proposta di legge
riproduce la n. 1618, già presentata il 24 settembre 1992,
nella undicesima legislatura.
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