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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


5408
DDL0439-0002
Progetto di legge Camera n. 439 - testo presentato - (DDL12-439)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C439. TESTIPDL
...C439.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC439 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La proposta di legge che presentiamo
  alla vostra attenzione rivoluziona il rapporto tra gli enti e
  le società erogatrici di servizi e forniture e l'utenza,
  giacché intende assegnare a questa un ruolo di partecipazione
  e di controllo allorquando il servizio o la fornitura vengano
  erogati in regime di esclusiva ed in particolare - ma non
  certo soltanto - quando l'utente sia tenuto a versare un
  deposito.
    E' il caso, per fare qualche esempio, dell'Ati,
  dell'Alitalia, della Società Autostrade, delle Ferrovie dello
  Stato e di quelle connesse, dell'Enel, degli acquedotti, della
  Sip, della Rai-Tv e via dicendo.
    La proposta di legge apre all'utenza la facoltà, ove non si
  sia in presenza di un deposito, o l'obbligo qualora questo
  esista, di partecipare al capitale azionario imponendo agli
  enti, alle aziende statali, alle società a partecipazione
  statale o private di offrire agli utenti azioni del capitale
  sociale, se del caso anche ricorrendo ad aumenti del
  medesimo.
    L'utente, qualora non abbia effettuato o non debba
  effettuare un deposito, può astenersi naturalmente
  dall'accettare.  Ma quando venga richiesto un deposito per la
  stipula del contratto di fornitura del servizio o
  dell'erogazione, diverrà azionista mercè la trasformazione in
  quote azionarie
 
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  del deposito, sino a quando durerà il rapporto
  contrattuale.
    Ciò gli consentirà, associato ad altri, di esprimere sino
  ad un massimo di quattro rappresentanti dell'utenza nel
  consiglio di amministrazione.
    Gli scopi dell'iniziativa legislativa che vi proponiamo
  sono molteplici e desideriamo brevemente illustrarli.
    Innanzitutto riteniamo che l'approvazione dell'iniziativa
  legislativa possa consentire all'utenza di far ascoltare
  finalmente la propria voce sulla qualità del servizio e sul
  prezzo dello stesso, nella sede più qualificata: quella cioè
  dove si assumono le decisioni più rilevanti che direttamente
  riguardano gli utenti.
    Gli utenti di specifici servizi pubblici, gestiti in
  condizioni di monopolio territoriale quanto alla specifica
  tipologia del servizio, o tenuti a corrispondere canoni o,
  peggio, ad effettuare depositi a garanzia, sono sempre
  estromessi dalle sedi delle analisi delle decisioni aziendali
  e indifesi da arbìtri e carenze gestionali i cui costi,
  oltretutto, vengono scaricati regolarmente sui consumatori
  finali del servizio.
    Divenendo soci degli enti, delle aziende, delle società,
  pubbliche, a partecipazione statale o private che siano,
  potranno a buon diritto contare di più, effettuare i controlli
  sulla gestione, contribuire agli indirizzi ed alle scelte
  produttive, verificare molto da vicino i capitoli di bilancio
  e le modalità di spesa e di gestione che influenzano sia la
  qualità che il prezzo del servizio che saranno poi tenuti a
  pagare, bilanciando il loro ruolo di comproprietari in felice
  sintesi con quello di utenti finali del servizio.
    In secondo luogo, gli aumenti di capitale che saranno
  necessari e che verranno sottoscritti dall'utenza
  contribuiranno in maniera notevole, in un momento di grave
  crisi economica e finanziaria, a fornire i capitali necessari
  per migliorare la qualità dei servizi, effettuare gli
  ammodernamenti tecnologici, diminuire il ricorso a costosi
  finanziamenti esterni, sviluppando così un rapporto quanto mai
  utile in termini di autofinanziamento aziendale che,
  notoriamente, ha costo zero qualora sia costituito dai
  capitali freschi, acquisiti mercè la sottoscrizione di nuove
  azioni.
    Quanto ai depositi, si riuscirà invece a far cessare
  un'iniqua vessazione, senza sostanzialmente sottrarre nulla in
  termini economici alle aziende, ma trasformando il titolo del
  versamento cauzionale in azioni con i consueti diritti
  spettanti ai loro titolari, ai quali la presente proposta di
  legge non altro aggiunge ai fini della partecipazione, del
  controllo e dell'indirizzo produttivo, oltre ai diritti del
  socio, che la possibilità di partecipazione ai consigli di
  amministrazione nel caso che gli utenti azionisti - sia quelli
  che abbiano liberamente sottoscritto le azioni offerte sia
  quelli che vedano, temporaneamente, trasformati i loro
  depositi - si associno per esprimere, qualora raggiungano il 5
  per cento del capitale sociale offerto in sottoscrizione, o
  suoi multipli e sino al massimo di quattro, rappresentanze
  dirette dell'utenza medesima nei consigli di amministrazione.
  E pensiamo che anche le associazioni dei consumatori,
  candidandosi a tale rappresentanza, potranno svolgere meglio
  il loro ruolo.
    Infine, la questione delle privatizzazioni: molto confusa e
  per nulla garante dei diritti dell'utenza, la quale potrebbe
  esser chiamata a dover sopportare, insieme ai dipendenti, i
  costi più elevati dell'operazione: essa appare come un nuovo
  problema e non come una soluzione di quelli vecchi.
    Tra i tanti rischi - da quello di svendita a quello di una
  rinuncia della presenza pubblica in servizi vitali, a quello
  della perdita della indipendenza nazionale, a quella della
  questione morale che ha sempre in vari modi disertato le fasi
  delle privatizzazioni, a finire al pericolo di estromissione
  degli interessi nazionali, ed alla rinuncia ad una politica
  industriale - pur essendo questi aspetti rilevanti, il
  maggiore è la mancanza di un chiaro contesto politico-sociale
  nel quale le privatizzazioni debbono realizzarsi quale
  condizione necessaria.
 
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    Ed in questo quadro tutti dimenticano il ruolo dell'utenza
  che, sia pur blandamente nell'attuale sfascio, è senza dubbio
  più difesa in un sistema di proprietà pubblica, specie quando
  il servizio o la fornitura assuma caratteristiche sociali.
    Cosa potrebbe accadere in un'azienda privatizzata,
  concessionaria in regime di sostanziale monopolio di un
  servizio o di una fornitura nella quale domini esclusivamente
  l'interesse del capitale?  Si correrà il rischio, anzi il
  pericolo pressoché certo, che essa operi in funzione
  dell'accumulo del profitto e, profittando della posizione di
  esclusiva erogatrice del servizio o della fornitura, costringa
  l'utenza a pagare sempre più e ad avere servizi sempre meno
  qualificati.
    Con la proposta di legge che vi sottoponiamo vorremmo
  evitare anche questo rischio, insito nelle modalità con le
  quali in concreto si vorrebbe selvaggiamente procedere sulla
  via delle privatizzazioni.  Saltando
  oltretutto la fase di una indispensabile preliminare
  definizione delle aree strategiche e primarie da
  salvaguardare, con il pericolo che alla fine a pagare il costo
  elevatissimo di questo nuovo assetto siano al solito, e solo,
  i cittadini italiani.  Ed in particolare quelli che domandavano
  servizi o forniture con condizioni qualitative e di costo in
  qualche modo controllate e non affidate alla logica del
  profitto di un "mercato" che, in sostanza, con l'esclusiva
  tipologia e caratteristica territoriale del servizio o della
  fornitura nemmeno esiste.
    Sono questi i principali motivi, ma tanti altri ancora si
  potrebbero illustrare, che ci fanno convinti del consenso che
  vorrete dare alla nostra iniziativa legislativa che mira alla
  difesa dei consumatori e degli utenti dei pubblici servizi e
  forniture e che riproduce quella n. 1923 presentata il 19
  novembre 1992, nella undicesima legislatura.
 
DATA=940504 FASCID=DDL12-439 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0439 TOTPAG=0005 TOTDOC=0008 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=014 PAGFIN=0003 RIGFIN=034 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=043900 00 FASCIDC=12DDL0439 SORTNAV=0043900 000 00000 ZZDDLC439 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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