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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


5427
DDL0442-0002
Progetto di legge Camera n. 442 - testo presentato - (DDL12-442)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C442. TESTIPDL
...C442.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC442 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Sono a tutti note le vistose carenze
  legislative del nostro Paese in relazione alla condizione
  giovanile.
    Il 1985, anno internazionale della gioventù, è passato
  pressoché inosservato agli occhi dell'opinione pubblica ma
  ancor più delle istituzioni nazionali che poco o nulla hanno
  fatto per trasformare quella data da scadenza meramente
  celebrativa in scadenza proiettata verso la costruzione di
  strumenti e di iniziative per i giovani.
    Al di là delle scadenze celebrative, esiste infatti una
  questione giovanile, che non va confusa con la condizione in
  cui un giovane vive in ogni società e in ogni
  epoca, che scaturisce dalle condizioni di emarginazione, di
  insicurezza, di marginalità nelle quali molti giovani sono
  costretti a vivere nel nostro tempo.
    Le drammatiche cifre relative, ad esempio, ai fenomeni
  della disoccupazione e della tossicodipendenza indicano la
  preoccupante dimensione che la questione giovanile
  quotidianamente assume, specie nel Mezzogiorno d'Italia.
    La situazione è ulteriormente aggravata dalle condizioni in
  cui versa la scuola, che non riesce a fornire ai giovani, che
  chiedono adeguata formazione culturale, gli strumenti per
  affrontare le realtà emergenti.
 
                               Pag. 2
 
    Le istanze per un coordinamento delle politiche che
  interessano i vari settori del mondo giovanile non hanno per
  ora trovato, in Italia, una risposta soddisfacente.
    Un confronto con l'esperienza di politiche giovanili fatte
  all'estero convince che in altri Paesi i termini di
  youth-policy  (Gran Bretagna) e di  politique de la
  jeunesse  (Francia) hanno assunto un significato ed un
  valore tecnico preciso e stanno a rappresentare l'insieme
  degli interventi coordinati sviluppati e realizzati dalle
  diverse amministrazioni.
    In Italia, invece, l'accezione "politiche giovanili" sta
  ancora a significare l'astratta sintesi di più domande e di
  più interventi non collegati fra loro.
    Gli unici tentativi di coordinamento sono stati realizzati
  dai comuni, che hanno dato vita, in questi ultimi anni, a
  progetti speciali per i giovani nei settori del tempo libero e
  del volontariato, organizzando servizi informativi per la
  mobilità occupazionale, favorendo iniziative culturali e
  contribuendo ad una valorizzazione dell'associazionismo.
    Tali iniziative non bastano però ad affrontare la questione
  giovanile, che richiede un approccio globale e integrato, la
  cui realizzazione è possibile solo con una innovazione
  istituzionale che privilegi l'approfondimento unitario delle
  diverse istanze e il loro coordinamento propositivo.
    Emerge, in questo quadro, la necessità di un punto di
  riferimento unico nel Governo, con l'obiettivo di coordinare
  tutto ciò che, direttamente o indirettamente, costituisce o
  produce politiche giovanili, attivando anche iniziative di
  tutti i ministeri interessati.
    La presente proposta di legge, prevede (articolo 1)
  l'istituzione di un Dipartimento per le politiche giovanili
  presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con compiti
  di indirizzo generale delle politiche giovanili; di promozione
  e coordinamento di iniziative legislative; di elaborazione di
  proposte per favorire il raccordo tra la scuola e la società
  civile; di elaborazione ed attuazione di progetti speciali
  relativi a specifiche situazioni territoriali; di promozione
  dell'adempimento di obblighi internazionali; di diffusione
  della conoscenza delle iniziative governative, di istituzione
  e tutela dell'albo delle associazioni giovanili.
    Il Dipartimento (articolo 2) opera alle dirette dipendenze
  del Presidente del Consiglio dei ministri che può delegare il
  compito ad un Ministro senza portafoglio per il coordinamento
  delle politiche giovanili.
    L'esigenza di garantire l'aderenza alle realtà
  dell'intervento delle istituzioni nella questione giovanile e,
  al tempo stesso, di rispondere alla pressante richiesta del
  mondo giovanile di far sentire la propria voce e il proprio
  peso nelle scelte politiche che si riflettono maggiormente
  nella società, impongono l'istituzione di organismi di
  partecipazione, consultazione e proposizione giovanile a
  livello comunale, regionale e centrale.
    Nella proposta di legge ciò si realizza mediante
  l'istituzione di consulte comunali (articolo 4) e regionali
  (articolo 5) e di una consulta nazionale (articolo 7), col
  compito di esprimere pareri e valutazioni nei settori delle
  politiche giovanili.
    La Consulta nazionale si affiancherà al Dipartimento per le
  politiche giovanili, in un rapporto di collaborazione e di
  integrazione tra il momento politico e il momento
  dell'elaborazione dei progetti di legge e degli interventi di
  coordinamento.
    Le consulte comunali e regionali collaboreranno attraverso
  la formulazione di pareri, con le amministrazioni locali, per
  la realizzazione degli interventi sul territorio.
    Gli articoli 6 e 8 prevedono, infine, l'istituzione di albi
  regionali e dell'albo nazionale delle associazioni giovanili
  che abbiano requisiti di stabilità e democraticità.
  L'iscrizione a tali albi costituirà da un lato una facoltà
  delle associazioni e dall'altro il presupposto per la loro
  partecipazione alle consulte regionali e nazionale.
    Onorevoli colleghi, la scelta che il Parlamento è chiamato
  a fare con l'approvazione
 
                               Pag. 3
 
  della seguente proposta di legge costituisce la prima,
  indilazionabile, risposta alla domanda di partecipazione dei
  giovani, che sempre più chiedono di avere la possibilità di
  influire sulle scelte politiche che riguardano la loro
  esistenza.
    E' un segno importante, in un momento nel quale la nostra
  società è percorsa da un dilagante senso di sfiducia nelle
  istituzioni, che i giovani chiedano spazi di partecipazione
  dimostrando così di credere nella possibilità di un futuro nel
  quale si affermi nuovamente una cultura politica preoccupata
  del bene comune.
    Sono a tutti note le difficoltà che un giovane deve
  affrontare per trovare una collocazione nel mondo del lavoro,
  per reperire un alloggio, per resistere alle suggestioni di un
  mondo nel quale il mito del consumo, a tutti i costi, non
  investe più soltanto i generi deperibili, ma i prodotti stessi
  del pensiero e della cultura.
    Un mondo nel quale l'imprecisione del linguaggio e la
  babele dei significati non sono casuali ma stanno a
  testimoniare la perdita di punti di riferimento forti e non
  equivoci.
    La proposta di legge fin qui illustrata non pretende - né
  lo potrebbe - di risolvere la questione giovanile in tutti i
  suoi aspetti, ma ha lo scopo di dare un contributo all'avvio
  di un discorso fattivo che trasformi i giovani da oggetti di
  provvedimenti e interventi a soggetti attivi della
  edificazione della società nella quale sono chiamati a vivere
  ed a operare: nella speranza che il loro lavoro possa servire
  ad evitare che le prossime generazioni si trovino a vivere la
  questione giovanile in termini ancor più drammatici di quelli
  attuali.
    La componente giovanile del Paese chiede di poter dare una
  mano nell'opera immane che attende le istituzioni.  Sarà il
  Parlamento a decidere se tale aspirazione merita o no di
  essere realizzata.
 
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