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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


5511
DDL0453-0002
Progetto di legge Camera n. 453 - testo presentato - (DDL12-453)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C453. TESTIPDL
...C453.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC453 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Con l'attribuzione alla regione
  Sardegna della competenza legislativa esclusiva in materia di
  ordinamento e circoscrizioni degli enti locali si è venuta a
  creare un'incongruenza nel corpo dello statuto regionale.
    Sono state infatti coordinate con le nuove competenze le
  norme del titolo V dello statuto, che originariamente avevano
  una funzione espansiva dei poteri autonomistici, ma che oggi
  potrebbero assumere una funzione opposta, in contrasto con la
  volontà implicita nella riforma statutaria.
    Se interpretate letteralmente, le norme del titolo V dello
  statuto pongono infatti alla potestà regionale in materia di
  ordinamento e circoscrizioni degli enti locali limiti maggiori
  di quelli generali propri della competenza legislativa
  primaria.
    In particolare, il secondo comma dell'articolo 43 subordina
  l'esercizio del potere ordinamentale della regione nei
  confronti delle province al rispetto, e non alla semplice
  consultazione, della volontà delle popolazioni interessate e
  limita tale potere alla sola modifica delle circoscrizioni
  provinciali, e non anche alla istituzione di nuove
  province.
    In questo caso il contrasto, con la potestà attribuita alla
  regione dalla legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2 è
  talmente evidente da far dubitare della stessa vigenza
  dell'articolo 43 dello statuto.
    Può essere sostenuta con buoni motivi la tesi, fondata su
  un'interpretazione finalistica, secondo cui, per effetto della
  sopravvenuta attribuzione di una piena competenza legislativa
  in materia di ordinamento e circoscrizioni degli enti locali,
  debbono considerarsi assorbite, e quindi tacitamente abrogate,
  le norme dello statuto che, nella stessa materia, avevano
  originariamente attribuito alla regione più limitate
  competenze.
 
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    Pur tuttavia sembra senz'altro utile un'iniziativa che
  elimini in radice ogni possibile dubbio interpretativo sul
  coordinamento tra nuovi e vecchi poteri della regione in
  materia di enti locali.  Tale risultato può essere conseguito
  per quanto attiene il livello provinciale con la pura e
  semplice abrogazione del secondo comma dell'articolo 43 dello
  Statuto.
    Va tenuto infine presente che, in ogni caso, la procedura
  per l'istituzione di una nuova provincia deve essere avviata
  su iniziativa dei comuni, secondo quanto previsto, in
  attuazione dell'articolo 133 della Costituzione, dal comma 2
  lettera  d)  dell'articolo 16 della legge 8 giugno 1990,
  n. 142.
    L'urgente approvazione di questa proposta di legge
  costituzionale renderebbe immediatamente realizzabile
  l'istituzione, in Sardegna, della nuova provincia di
  Gallura.
    Infatti, in ordine all'esigenza di determinare la nascita
  della provincia Gallura, è già stata ripetutamente espressa la
  volontà delle amministrazioni locali interessate e
  dell'amministrazione provinciale di Sassari, le quali hanno
  fedelmente raccolto una coscienza popolare da lunghi anni
  convinta della necessità di pervenire alla costituzione di un
  nuovo assetto istituzionale, sulla base di fortissime ed
  evidenti ragioni di carattere economico e sociale.
    Secondo i dati del censimento del 1991 l'area interessata
  registra una popolazione di circa 140 mila abitanti, pari
  all'8 per cento del totale regionale, distribuiti su una
  superficie di circa 3.400 chilometri quadrati, con una densità
  risultante di circa 37 abitanti per chilometro quadrato, di
  poco superiore, quindi, alla metà del valore regionale.
    E' tuttavia da tenere in considerazione come l'industria
  del turismo, che è da ritenere senza dubbio il settore
  trainante dell'economia della regione, determini un rilevante
  incremento stagionale della popolazione presente sino a
  portarla, nel periodo di punta, ad un valore di oltre 700 mila
  unità: nell'area geografica della Gallura si concentra, nel
  periodo turistico circa il 33 per cento delle presenze.
    La Gallura si configura con caratteri urbani evidenti, in
  particolar modo, nel complesso delle funzioni svolte.
    Riveste un ruolo primario l'accentramento delle
  attrezzature di servizio ai trasporti, con la presenza di un
  polo integrato portuale, ferroviario ed aeroportuale che
  costituisce un polo accentratore di funzioni ed erogatore di
  servizi.
    La Gallura, inoltre, si caratterizza, per una crescita
  della popolazione, a partire dal 1970, superiore a quella di
  tutte le altre aree delle regione; tale crescita è ascrivibile
  in prevalenza ai flussi migratori, che registrano una
  eccedenza dei rientri rispetto alle uscite superiori, in
  valore assoluto, anche nell'area cagliaritana.
    La crescita demografica risulta concentrata soltanto in un
  numero limitato di comuni della fascia costiera e precisamente
  nei comuni di Olbia, Arzachena, Golfo Aranci, La Maddalena,
  Palau, Santa Teresa di Gallura, Telti, e ciò denota,
  chiaramente, uno squilibrio nello sviluppo rispetto alle zone
  dell'interno.
    La città di Olbia in particolare conta al 1991 una
  popolazione di 41095 abitanti, col considerevole incremento
  demografico dell'11 per cento rispetto al 1981 e l'intera
  Gallura ha visto quadruplicarsi tra il 1951 e il 1981
  l'occupazione extragricola, con una dinamica più accentuata a
  partire dal 1971; la struttura dell'occupazione risulta
  abbastanza peculiare: il comparto dell'industria in senso
  stretto occupa poco più di un quinto degli addetti
  extragricoli, mentre il settore delle costruzioni, che
  concentra oltre il 20 per cento dell'occupazione totale, si
  presenta come la maggiore specializzazione produttiva
  dell'area.
    Il peso delle attività terziarie, che vede peraltro
  concentrato il 72 per cento degli occupati nel settore del
  commercio e dei pubblici esercizi, si è mantenuto mediamente
  stabile a partire dal 1970.
    Il confronto delle caratteristiche d'area con quelle di
  Sassari, evidenziano un peso del settore terziario di entità
  confrontabile, con una diversa composizione interna a maggiore
  incidenza della pubblica amministrazione rispetto ai
  servizi.
 
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    Il settore industriale è strettamente legato alla
  trasformazione delle risorse locali, quali il sughero, i
  graniti, i prodotti lattiero caseari, il tonno, la
  mitilicoltura ed altri tipi di pescato.
    Il triangolo Olbia, Tempio Pausania, Arzachena concentra
  circa l'82,8 per cento degli addetti al settore, mentre le
  restanti percentuali si suddividono tra i centri di La
  Maddalena e Buddusò.
    Olbia si configura come il polo principale mentre tutti gli
  altri comuni si dispongono su posizioni quasi equivalenti.
    Fenomeni di particolare dinamicità dello sviluppo
  demografico si osservano in Olbia ed Arzachena, mentre gli
  altri comuni urbani denotano variazioni positive molto
  modeste.
    Peso rilevante nell'ambito delle dinamiche di crescita
  demografica rivestono il comparto turistico, con la presenza
  dell'asse Olbia-Arzachena.
    La rete viaria di collegamento con l'attuale capoluogo di
  provincia, Sassari, è decisamente inadeguata; di conseguenza
  le comunicazioni sono molto difficili nonché onerose, in
  considerazione del fatto che la distanza supera largamente i
  100 chilometri.
    Ciò costituisce ragione di notevole disagio per tutti quei
  cittadini che hanno a che
  fare con la pubblica amministrazione, i cui uffici sono
  ubicati nel capoluogo.
    Il comune di Olbia cresce di peso e di ruolo, creando nuove
  popolarità e nuove convenienze; questa evoluzione comporta
  tuttavia, l'insorgere di fenomeni di squilibrio con le zone
  interne: a questi e ad altri problemi, quali quelli legati
  alla costituzione di un'offerta turistica più equilibrata,
  alla dotazione e distribuzione di servizi alle imprese ed alla
  popolazione, un'amministrazione unitaria potrebbe
  probabilmente contribuire a fornire delle risposte.
    A tutte queste considerazioni si deve aggiungere l'urgenza
  di dotare il territorio gallurese di tutti quei presidi
  istituzionali che rappresentino una tangibile e visibile
  presenza dello Stato.  Non è infatti più eludibile la necessità
  di ubicare nella Gallura gli uffici ed i servizi propri di un
  consorzio civile che desideri vivere una crescita sociale ed
  economica integrata.  A ciò si aggiunga l'urgenza di
  determinare un consistente potenziamento degli organici delle
  forze dell'ordine, al fine di arginare una pericolosa
  recrudescenza della criminalità.  Contestualmente a ciò va
  garantito il rafforzamento degli addetti al settore della
  giustizia, con particolare riferimento all'efficienza del
  tribunale di Tempio e delle preture decentrate.
 
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