| Onorevoli Colleghi! -- L'istituzione di un apposito
Centro pubblico che abbia come obiettivo la messa in opera di
programmi ed interventi che favoriscano una maggiore
conoscenza del mercato del lavoro e delle sue dinamiche,
risponde ad una finalità occupazionale molto precisa. Essa
consiste nel considerare la comunicazione come un momento
strategico fondamentale sia per facilitare l'incontro tra
domanda ed offerta di lavoro, che per sostenere le persone in
cerca di primo impiego, di un nuovo lavoro o colpite dai
processi di espulsione dalle attività produttive, rendendo
loro visibili gli sbocchi che il mercato del lavoro offre in
termini di posti vacanti, di formazione e
professionalizzazione, di autoimprenditorialità o di azioni a
supporto dei soggetti più deboli.
In tal senso, la proposta di legge qui presentata si
inserisce nella direzione dei
provvedimenti indicati dal Governo e che puntano ad una
sostanziale revisione degli assetti organizzativi e del quadro
normativo in materia di gestione del mercato del lavoro
(soprattutto col decreto-legge 20 maggio 1993 n. 148
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 19 luglio
1993, n. 236 e con l'intesa che le parti sociali hanno
raggiunto nello "Schema di protocollo sulla politica dei
redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle
politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo",
siglato nel luglio 1993). Si tratta di recenti ed importanti
iniziative legislative che insistono sull'importanza delle
attività di promozione e di informazione nel mercato del
lavoro, adeguandosi così alle politiche del lavoro che i più
avanzati paesi e la stessa Comunità Europea sperimentano in
tema di diritti all'informazione dei lavoratori, di
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valorizzazione sociale della risorsa comunicazione e di
informazione democratica sulle opportunità offerte dal mercato
del lavoro per scegliere adeguati percorsi professionali e
lavorativi.
Sia sul lato della domanda che dell'offerta, infatti, il
mercato del lavoro è caratterizzato da fenomeni complessi e
mutevoli dovuti, proprio per la mancanza di riequilibri
spontanei del mercato, alla scarsa conoscenza ed integrazione
dei comportamenti di lavoratori ed imprenditori nei diversi
territori. Il mercato del lavoro, in tal senso, oltre ad
essere segnato dalla mancanza di uniformità di risorse, di
aspettative, di strategie, di configurazioni istituzionali, di
vocazioni territoriali e di livelli di informazione si
caratterizza anche per il grado di comunicazione vigente.
Il ruolo che la comunicazione assume in questo scenario è
però denso di effetti non sempre equilibrati e corretti. Se
infatti possiamo verificare che ci troviamo di fronte ad una
società in cui la comunicazione produce un surplus di
informazioni ed una ridondanza esasperante, va anche
evidenziato il paradossale effetto di una "disinformazione"
per frange di popolazione attiva, che vengono ad essere
escluse - di fronte ad un mercato del lavoro determinato da
alti gradi di complessità ed incertezza (quali la
proliferazione delle professioni e la polverizzazione dei
profili, a cui si affiancano fenomeni come la difficoltà, per
determinati gruppi sociali, di accedere alle posizioni
professionali e di mestiere o alle carriere scolastiche) - dai
fenomeni concreti e dalle reali tendenze del mercato. Ne
deriva che i soggetti del mercato del lavoro si muovono spesso
in un ambiente sostanzialmente oscuro e sconosciuto che non
permette loro di compiere delle scelte e di cogliere le
opportunità offerte. E' da questo punto di vista che la
valutazione, l'interpretazione e la percezione - in una parola
l'attività di comunicazione - delle politiche pubbliche che si
occupano di promozione di impiego, diventa un fattore
strategico di primaria importanza sul quale occorre
moltiplicare gli sforzi legislativi, oltre che affinare le
conoscenze e formare le professionalità.
Il principale punto strategico della proposta di legge
viene dunque identificato nell'esigenza di creare le
condizioni organizzative e programmatiche per inserire la
comunicazione all'interno del sistema degli interventi di
politica del lavoro, perseguendo una sua maggiore flessibilità
e finalizzandolo alle domande di comunicazione che provengono
dall'utenza. Questa proposta di legge va letta, in tal senso,
come l'organizzazione di un referente finale degli sforzi di
ricerca, progettazione e gestione delle politiche del lavoro
in Italia e come momento di verifica e valutazione
sull'impatto di quelle stesse politiche.
E' questo anche il motivo per cui viene demandata al
Ministro del lavoro e della previdenza sociale la
determinazione degli ambiti amministrativi nei quali insediare
la struttura di comunicazione sul mercato del lavoro, tenendo
conto delle caratteristiche di integrazione del sistema
pubblico di governo di mercato del lavoro e delle esperienze
di politica del lavoro finora svolte. Si tratta di un punto
molto importante in quanto l'istituzione di una nuova
struttura, anziché complicare il nostro sistema di interventi
promozionali del lavoro, deve rispondere alla necessità di
omogeneizzare metodologie e pratiche di intervento capaci di
garantire sia l'assistenza informativa e comunicativa ai
soggetti del mercato del lavoro in maggiore difficoltà (come i
giovani disoccupati, i cassaintegrati, i lavoratori in
mobilità, le donne, i soggetti disabili), che un'offetta di
comunicazione sul lavoro all'altezza del quadro complessivo di
mobilità territoriale e professionale che si prefigura per i
prossimi anni.
In conclusione, la presente proposta di legge istitutiva
del Centro di comunicazione sul lavoro, affida al settore
pubblico la responsabilità di approntare strumenti adeguati
per rispondere alle esigenze di informazione e comunicazione
degli utenti del mercato del lavoro, creando oramai maturi i
tempi di avvio di un sistema di comunicazione sul mercato del
lavoro che sia in linea con le esperienze dei paesi più
evoluti nelle quali il rapporto con i canali di comunicazione
riveste un rilievo strategico.
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Puntare sulla comunicazione come rete sociale, sulla
necessità di un approccio comunicativo nel percorso dei
soggetti verso il lavoro e fare dell'informazione e della
comunicazione uno strumento dinamico del mercato del lavoro,
vuol dire abbandonare la concezione che vede l'informazione
sulle dinamiche del mercato del lavoro come "immutabile nel
tempo e nello spazio" nonostante l'estrema variabilità
del mercato e dei comportamenti dei suoi soggetti. Nel
campo degli interventi a favore dell'occupazione, ciò
significa una grave carenza. Senza programmi di comunicazione
è impossibile migliorare le scelte scolastiche, affinare la
formazione, rendere utile la stessa ricerca di lavoro. Questo
deficit di comunicazione costituisce a tutt'oggi la
sfida principale per le politiche del lavoro.
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