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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


5525
DDL0455-0002
Progetto di legge Camera n. 455 - testo presentato - (DDL12-455)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C455. TESTIPDL
...C455.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC455 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La presente proposta di legge
  prevede l'adozione di provvedimenti che svolgano una incisiva
  ed immediata azione contro la disoccupazione, tramite una
  strategia di incentivazione di programmi e progetti di
  comunicazione rivolti ai soggetti in difficoltà occupazionali
  e volti a realizzare efficaci azioni di comunicazione che
  aiutino questi ultimi nell'elaborazione di comportamenti e
  strategie che abbiano come risultato l'inserimento, la
  collocazione o la ricollocazione nel mondo del lavoro.
    In tal senso, la presente proposta di legge individua nelle
  attività di informazione e comunicazione intorno alle tendenze
  ed alle dinamiche del mercato del lavoro, un importante
  strumento di politica attiva per l'impiego.  Il presupposto è
  un alto grado di complessità ed incertezza del mercato del
  lavoro, in cui il ruolo
  riequilibratore che la comunicazione può giocare si rivela di
  estrema importanza per facilitare un incontro più diretto tra
  domanda ed offerta di lavoro.  Vigono infatti condizioni di
  informazione imperfetta sui fattori che orientano le scelte
  razionali degli attori del mercato (imprenditori, servizi
  pubblici, sindacati, forze lavoro, popolazione, eccetera).  C'è
  oggi una realtà dotata di una strutturale complessità in cui
  il rapporto tra sviluppo economico industriale ed occupazione
  si presenta fortemente articolato.  E' perciò da questo punto
  di vista che, nelle esperienze di gestione del mercato del
  lavoro italiano, cresce l'interesse per le problematiche
  legate all'adozione di sistemi più capaci di offrire servizi
  di informazione a favore dei soggetti in difficoltà e diretti
  a favorirne la collocazione in attività lavorative anche di
  tipo autonomo o cooperativo.  In questa direzione
 
                               Pag. 2
 
  vanno anche alcuni tra i più importanti provvedimenti
  legislativi degli ultimi anni, come le leggi 28 febbraio 1987,
  n. 56, 23 luglio 1991, n. 223 e il decreto-legge 20 maggio
  1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
  luglio 1993, n. 236.
    Tuttavia, anche queste disposizioni sembrano ancora
  limitate da una ambiguità di fondo consistente nel vedere
  l'informazione solo come momento di efficienza e non di
  governo del mercato del lavoro.  Ne deriva che, purtroppo, nel
  nostro paese il rapporto tra comunicazione e lavoro appare del
  tutto carente: non esistono - al contrario che nella maggior
  parte degli altri paesi occidentali - strategie organiche di
  comunicazione delle politiche volte a favorire l'occupazione
  e, anzi, le stesse produzioni dei poteri pubblici sono spesso,
  soprattutto riguardo ai temi dello sviluppo locale,
  frammentate o al massimo oggetto di sovrapposizioni.  Regioni,
  Stato, enti locali, più che ridurre la complessità del mercato
  del lavoro lo rendono infatti più macchinoso, con la
  conseguenza di rendere il sistema di informazione parzialmente
  inoperante.
    Per non parlare, poi, della desolante scarsità di risorse
  destinate alla comunicazione sul lavoro, che pone il nostro
  paese in posizione di fanalino di coda rispetto agli altri
  paesi europei, spesso impegnati in ingenti sforzi finanziari e
  professionali su questo versante.  Solo come esempio tra i più
  recenti, ricordiamo infatti che in Francia si sono investiti
  nel corso del 1992 oltre 445 milioni di franchi (circa 130
  miliardi di lire) in attività di comunicazione pubblica.  Di
  questa spesa, ben 128,6 milioni di franchi (pari a 38 miliardi
  di lire) - ovvero il doppio rispetto al 1991 - sono stati
  destinati
  ai settori del lavoro, occupazione e formazione
  professionale.
    Questa situazione di assenza del pubblico ha inoltre
  favorito la creazione di reti parallele nel settore privato.
  Tale informazione di supplenza acquista però un valore
  altamente commerciale, con il pericolo di escludere da questo
  mercato consistenti frange di popolazione e con conseguenze
  così deleterie per l'azione delle strutture dello Stato
  sociale, che alcuni dispositivi di sostegno alla creazione e
  sviluppo delle imprese tendono, a dispetto degli sforzi di
  promozione promossi contrattualmente dalle organizzazioni
  pubbliche, a diventare semplicemente "confidenziali".
    La presente proposta di legge punta così ad una rilevante
  azione di sostegno delle attività pubbliche ma anche private e
  miste tendenti a comunicare i contenuti delle dinamiche del
  mercato del lavoro, attraverso un programma di incentivazione
  delle attività di comunicazione e all'adozione di provvidenze
  ed agevolazioni per enti radiotelevisivi o società editoriali
  che intendano contribuire alla sensibilizzazione dei soggetti
  in cerca di lavoro o vocati all'autoimprenditorialità, per
  unità produttive che abbiano l'esigenza di una maggior
  trasparenza dei posti disponibili o vacanti e per cooperative
  di giovani che abbiano come finalità la comunicazione sul
  mercato del lavoro per scopi essenzialmente finalizzati
  all'occupazione in determinate aree.
    Proprio a questo proposito, la presente proposta di legge
  vuole armonizzare i programmi centrali di comunicazione sul
  lavoro con quelli delle varie realtà territoriali, secondo
  modalità di collaborazione fattiva con organismi sia pubblici
  che privati interessati ad accrescere la trasparenza dei
  propri mercati del lavoro.
 
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