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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


5530
DDL0456-0002
Progetto di legge Camera n. 456 - testo presentato - (DDL12-456)
(suddiviso in 5 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C456. TESTIPDL
...C456.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC456 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La normativa che regola il concorso
  notarile risale al 1926 (regio decreto 14 novembre 1926, n.
  1953) e la sua inadeguatezza a consentire una corretta
  gestione dell'accesso alla professione è ormai da anni sotto
  gli occhi di tutti gli addetti ai lavori.  Detta normativa è
  stata infatti emanata in un periodo in cui gli studi
  universitari e la successiva laurea erano raggiungibili da un
  esiguo numero di persone.  Oggi, al contrario, coloro che, per
  i più svariati motivi, intendono partecipare al concorso sono
  aumentati a dismisura.
    Accanto a coloro che legittimamente presentano la domanda
  ve ne sono molti altri che lo fanno per motivi del tutto
  personali: ferie pagate, possibilità di rientro dall'estero,
  assenza giustificata dal posto di lavoro in momenti
  particolarmente
  gravosi.  Molte domande sono presentate da persone che tentano
  il concorso sperando in un colpo di fortuna, che ritengono
  possa comunque servire per fare esperienza, che pensano, forse
  in buona fede, ma senza alcun riscontro oggettivo, di avere la
  sufficiente preparazione.  Per tutti questi motivi il numero
  degli elaborati è aumentato in misura tale da impedire una
  corretta valutazione degli stessi ed il normale susseguirsi
  dei concorsi.
    Per conoscere la valutazione delle prove del concorso
  bandito dal Ministero di grazia e giustizia e svoltosi nei
  giorni 10, 11 e 12 luglio 1991 sono stati necessari circa due
  anni, con tutti i disagi economici e professionali che si
  possono facilmente intuire.
    Occorre quindi istituire un filtro preventivo alle
  candidature; solamente così si
 
                               Pag. 2
 
  eviteranno ai candidati prove estenuanti e non consone al
  grado di preparazione richiesto.  Il candidato è obbligato a
  lunghe e faticose code in attesa di essere perquisito e poter
  quindi accedere ai locali dove, dopo un'interminabile attesa,
  viene dettato il testo della prova scritta, sostenuta in
  locali inevitabilmente angusti dove regnano la confusione ed
  il rumore, situazioni locali intollerabili soprattutto per chi
  si è effettivamente preparato e necessiterebbe di una adeguata
  concentrazione.  Un ridotto numero di elaborati consentirebbe
  anche di superare la norma contenuta nell'articolo 22 del
  regio decreto 14 novembre 1926, n. 1953, che prevede di
  passare alla valutazione del tema successivo solo se nei
  precedenti il candidato abbia conseguito il minimo richiesto
  per l'approvazione, impedendo quindi una valutazione
  complessiva dell'esaminando.
    Sono state prospettate varie soluzioni per ridurre il
  numero dei candidati, quali quella di portare a tre il numero
  massimo delle prove sostenibili dal candidato, abbassare il
  limite di età da cinquanta a trentacinque anni, addirittura di
  rimettere al giudizio del notaio presso il quale si è svolta
  la pratica la possibilità di partecipare al concorso.  Nessuno
  di questi sistemi appare però in grado di raggiungere il
  duplice obiettivo di una valutazione ponderata e di un
  trattamento dignitoso in tempi accettabili per i candidati.
    La strada da percorrere appare quindi quella, suggerita
  anche dalla categoria, della preselezione informatica, che ha
  il pregio di non essere aprioristicamente preclusiva
  per nessuno, di valutare le prove con uniformità di
  giudizio e di creare quello sbarramento di conoscenze minime
  che si ritiene ormai indispensabile.  Si deve a tal fine
  abbandonare ogni pregiudizio legato ad esami svolti con
  quiz  che possono sembrare troppo superficiali o di non
  facile comprensione e quindi inidonei a valutare la
  possibilità di accesso ad una prova così complessa.
  L'informatica è ormai entrata a pieno titolo nella nostra
  società, gli stessi notai utilizzano ampiamente i
  computer  e si trovano a dialogare con conservatorie e
  catasti informatizzati.  E' quindi tempo che, anche per
  risolvere i suesposti problemi, si utilizzi quanto messo a
  disposizione dalla tecnologia.
    Con la presente proposta di legge si intende, quindi,
  ottenere una giusta preselezione dei candidati, ma anche
  imporre alla commissione esaminatrice la valutazione dei tre
  elaborati anche nel caso in cui il primo, o i primi due non
  abbiano raggiunto il minimo richiesto per l'approvazione, al
  fine di permettere al concorrente di conoscere il proprio
  grado di preparazione e di predisporre di conseguenza un
  appropriato piano di studi in vista del successivo
  concorso.
    Così facendo si rischia ovviamente di avere comunque una
  esigua dotazione di commissari in rapporto non più al numero
  dei candidati ma a quello dei temi da correggere.  Si ritiene
  quindi opportuno, con la presente proposta, elevare il numero
  dei commissari componenti la commissione da cinque a dieci.
 
DATA=940505 FASCID=DDL12-456 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0456 TOTPAG=0004 TOTDOC=0005 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=011 PAGFIN=0002 RIGFIN=055 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=045600 00 FASCIDC=12DDL0456 SORTNAV=0045600 000 00000 ZZDDLC456 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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