| Onorevoli Colleghi! -- Con la presente proposta di legge si
intende ovviare alla situazione di provvisorietà, precarietà e
incertezza giuridica in cui si trovano ad operare i docenti
operatori tecnologici (O.T.), attivati come figure
professionali specifiche con l'articolo 5 del decretolegge 6
agosto 1988, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 ottobre 1988, n. 426. Tale legge introduceva quattro
nuove figure professionali che avrebbero dovuto caratterizzare
la scuola degli anni novanta: il coordinatore dei servizi di
biblioteca, il coordinatore dei servizi di orientamento
scolastico, l'operatore psicopedagogico, l'operatore
tecnologico: le prime due destinate alla scuola media
superiore, le altre due alle scuole dell'obbligo. Il
decreto-legge n. 323 del 1988 conteneva altresì un insieme di
norme tendenti
a ridurre i costi per finanziare il nuovo contratto di
lavoro del comparto scuola in una situazione segnata
fortemente da un esubero del personale dovuto ad un
consistente calo demografico.
Oggi la situazione è ancora peggiorata in quanto al calo
demografico va aggiunto il nuovo rapporto provinciale
alunni-docenti, che decurta in modo consistente il numero
delle classi in ogni ordine di scuola con ulteriore esubero
del personale. Se la scuola va considerata come un'azienda, i
problemi dell'esubero dei docenti vanno risolti secondo la
logica di un miglioramento della qualità e il problema della
cultura tecnologica va affrontato, senza deleghe, coinvolgendo
tutti i docenti. A fronte di un mercato che richiede
competenze sempre più specialistiche e continua ad offrire, a
velocità vertiginosa,
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nuove modalità di comunicazione e nuove prospettive
metodologiche è tempo che anche nella scuola dell'obbligo si
avviino investimenti in professionalità e in tecnologie
educative per cui si ritiene legittimo e doveroso da parte del
Ministero della pubblica istruzione assumere una decisione
circa la nuova figura professionale dell'operatore
tecnologico, che è una figura strategica ai fini del
rinnovamento della scuola poiché lavora per integrare
tecnologie educative, per avvicinare le teorie della
comunicazione e dell'elaborazione dell'informazione, per fare
acquisire nuove metodologie didattiche. E' ora che la figura
professionale dell'operatore tecnologico sia resa stabile
nella scuola dell'obbligo italiana, con nuove modalità di
lavoro e possibilità tecniche. Questo vuol anche dire portare
di nuovo alla ribalta della scuola dell'obbligo, in
particolare della media inferiore, il problema della qualità,
dell'innovazione educativa connessa alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione.
Un docente operatore tecnologico, adeguatamente preparato,
può contribuire fortemente a seminare nella scuola di base il
dubbio pedagogico, l'insoddisfazione culturale e
professionale, la ricerca di modalità nuove per esplorare la
realtà, la sperimentazione di ambienti tecnologici di
apprendimento, l'interesse dei ragazzi per la conoscenza. Per
questo motivo occorre cambiare completamente la logica di
base.
Sono trascorsi cinque anni in cui si è fatto molto da parte
degli IRRSAE e dei provveditorati per l'aggiornamento degli
operatori tecnologici in funzione della qualità e dei nuovi
bisogni metodologici della scuola. I successi ottenuti
rafforzano
l'opinione che l'operatore tecnologico non può più essere
legato al sovrannumero, ma a quote certe di personale da
incrementare, se a livello provinciale esiste un esubero.
Vanno certamente introdotti percorsi di riconversione e di
riqualificazione del personale, dopo una opportuna verifica
professionale delle esperienze in corso e dei percorsi di
formazione dei docenti. Occorre uscire dalla "sperimentalità"
dell'utilizzo dell'operatore tecnologico per definire un
profilo che colga il nodo
collegialità-specialismo-flessibilità, al fine di potenziare
realmente nella scuola media l'asse scientifico tecnologico,
compiendo sulle tecnologie educative una scelta di
investimento in risorse professionali. La nuova figura
professionale dell'operatore tecnologico deve essere inserita
in modo coerente e mirato in tutte le scuole medie, diventando
una risorsa funzionalmente integrata con l'attività
curricolare a pieno titolo giuridico, pur con i limiti
oggettivi derivanti dalla carenza negli organici scolastici di
personale provvisto dei titoli richiesti. Per tali motivi, la
presente proposta di legge intende sganciare l'operatore
tecnologico dalla titolarità di esubero per ogni provincia e
disancorare definitivamente l'esistenza dell'operatore
tecnologico dai limiti imposti dalla normativa vigente
rispetto al personale in sovrannumero.
Lo sganciamento dal personale in sovrannumero e
l'istituzione di un apposito ruolo sono i contenuti essenziali
della presente proposta di legge. E' superfluo sottolineare
che tale norma razionalizza l'esistente e non comporta alcun
onere a carico dello Stato.
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