| Onorevoli Colleghi! -- Una delle condizioni per garantire
una maggiore sicurezza alla navigazione marittima è certamente
la maggiore professionalità possibile dei naviganti.
E' infatti indispensabile, alla luce sia delle nuove
tecnologie sia della dimensione e delle caratteristiche del
trasporto marittimo moderno, realizzare un programma
d'aggiornamento continuo teso a raggiungere un livello di
preparazione teorica e pratica comune tra gli ufficiali della
marina mercantile italiana e quelli europei e una stessa
collocazione giuridica.
Il riconoscimento della professionalità e della
responsabilità dell'ufficiale consente altresì una maggiore
autorevolezza nei confronti degli equipaggi, degli armatori
come di qualunque altro soggetto.
Si parla, in un futuro prossimo, non più di ufficiale di
coperta e ufficiale di macchina ma di ufficiale unico, di
ufficiale cioè
la cui competenza investa entrambi gli aspetti della gestione
della nave che nel passato erano appunto distinti in "coperta"
e "macchina"; si parla di ufficiale tecnologico europeo,
caratterizzato da una cultura a livello universitario
riconosciuta da tutti i Paesi della CEE in una identità
professionale, quindi, ricca di motivazione e
gratificazioni.
Quanto sopra è l'oggetto specifico di un programma del
Ministero della pubblica istruzione, il progetto
Nautilus, teso a realizzare una sorta di aggiornamento
continuo adeguato alle navi ad alta tecnologia attualmente in
costruzione.
Il progetto Nautilus prevede, assieme a corsi teorici
e con simulatori, un periodo di imbarco dopo l'acquisizione
del diploma.
Abbastanza di recente si è costituito un gruppo di lavoro
tra il Ministero dei trasporti e della navigazione, il
Ministero
Pag. 2
della pubblica istruzione, la Confitarma e la Finmare per
presentare un progetto da assegnare agli istituti nautici del
mezzogiorno il quale preveda, con risorse del Fondo sociale
europeo, corsi speciali per allievi che comprendano 700 ore di
impegno di cui 480 in navigazione.
E' proprio in riferimento a questa prospettiva e, più in
generale, alla difficoltà in cui i diplomati degli istituti
nautici riescono a trovare un imbarco in qualità di allievi
ufficiali che viene presentata la presente proposta di
legge.
E' noto, infatti che, benché il codice della navigazione
richieda almeno sei mesi di imbarco, è assai difficile, per il
giovane diplomato, riuscire a trovarne uno, e tale difficoltà
potrebbe venir superata se, come suggerisce da tempo
l'Associazione nazionale
capitani marittimi, venissero individuate alcune
agevolazioni per gli armatori disponibili e si potesse
considerare l'imbarco stesso quale servizio civile sostitutivo
di quello di leva come elemento ulteriore di incremento di
tale iniziativa.
Si ricorda come gli indirizzi relativi al nuovo modello di
difesa, comunque verrà definito, permettono di comprendere
come vi sarà comunque una tendenza alla professionalizzazione
delle Forze armate e alla riduzione del ruolo della leva e,
nel contempo, l'acquisizione di una concezione più ampia (e
quindi non strettamente solo militare) della difesa. In tale
ottica la proposta di legge in esame permetterà al Paese un
uso più razionale delle risorse connesse alla preparazione
degli ufficiali della marina mercantile.
| |