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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


5942
DDL0488-0002
Progetto di legge Camera n. 488 - testo presentato - (DDL12-488)
(suddiviso in 9 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C488. TESTIPDL
...C488.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC488 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Una delle ragioni che rendono la
  professione del marittimo più soggetta a rischio ed a disagio
  è la mancanza a bordo di personale medico o infermieristico
  nella gran parte delle navi della marina mercantile.
    E' questa una esigenza sentita da sempre nell'ambiente
  marittimo: già gli Argonauti, partendo alla conquista del
  vello d'oro, si preoccuparono di portare con sé addirittura il
  Dio della medicina, Esculapio.
    La presenza di un medico a bordo è non solo un fatto
  mitologico ma effettivamente storico i cui precedenti hanno
  origine davvero lontana: dalla spedizione ateniese di
  Alcibiade in Sicilia nel 415a.C. - il Consiglio supremo ordinò
  l'imbarco di un "medico di marina" - all'ordinamento di
  Augusto che assegnava un medico ogni trireme, un  medicus
  duplicarius  e cioè un
  soldato che, dovendo svolgere anche le mansioni mediche,
  riceveva una doppia razione ed una doppia paga.
    Medici navali sono ricordati nella flotta bizantina del VII
  secolo d.C. da Paolo d'Egina, l'ultimo grande medico
  dell'Impero Romano d'Oriente e, più avanti, nel XIV secolo,
  numerose notizie di medici di bordo si ritrovano nella storia
  delle Repubbliche marinare, in particolare di Venezia e di
  Genova.
    Nelle quaranta galee armate che la Repubblica di Genova si
  impegnava nel 1337 a fornire a Filippo di Valois è compresa la
  presenza di un "maestro chirurgo" e anche Cristoforo Colombo,
  nel suo primo viaggio, non dimentica due medici: il maestro
  Alonzo e il maestro Juan.
    Tra il '500 e il '600 le più importanti Marine d'Europa
  stabiliscono nei loro
 
                               Pag. 2
 
  regolamenti l'obbligo della presenza dei medici a bordo: anzi,
  Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto ordinò che i
  medici in ogni nave fossero due.
    La presenza di queste figure professionali, specialmente
  nei lunghi viaggi, contribuì in modo notevole allo sviluppo
  della conoscenza medica sia per la specificità delle patologie
  di bordo (si pensi allo scorbuto) sia per le malattie esotiche
  e tropicali.
    Non solo ma altre problematiche attinenti all'igiene (per
  esempio la conservazione dei cibi o della provvista idrica) o
  all'alcoolismo dei marinari furono oggetto di studio e di
  scoperte importanti.
    Queste esperienze fecero sì che in Italia, a partire dal
  secolo XVII, si istituissero ospedali navali ed apposite
  scuole per medici navali, come quella di Livorno nel 1619.
    Il Corpo sanitario della Regia marina italiana prevedeva,
  nel 1861, ben 110 ufficiali medici.
    Oggigiorno, grazie allo sviluppo tecnologico che consente
  di ridurre molto i tempi di navigazione, e le migliori
  condizioni igieniche di bordo, l'esigenza della presenza di un
  medico sulla nave, salvo che per le navi passeggeri, pare meno
  avvertita.  Tuttavia essa resta oggettivamente ed è anzi
  aggravata nel caso delle grandi navi petroliere o
  portacontainers  che, a causa del loro dislocamento e
  grazie a tecniche di sbarcoimbarco attraverso l'uso di
  chiatte, spesso
  non attraccano neppure nei porti, limitandosi a brevi soste
  in rada ed a lunghissimi periodi di navigazione.
    E' pur vero che alcuni ufficiali, per lo più quelli di
  coperta, seguono un corso di preparazione per poter, in caso
  di necessità, eseguire una prima assistenza, coadiuvata
  dall'encomiabile servizio di assistenza medica via radio del
  Centro internazionale radio-medico (CIRM) e dai suoi
  qualificati consulenti.
    E' comunque quanto mai opportuno prevedere, specialmente
  per le navi in lunga navigazione, o che operano a grande
  distanza dalla costa o da città con presìdi sanitari adeguati,
  la presenza di personale medico o paramedico a bordo anche
  delle navi mercantili.
    Non sfugge certo ai presentatori della presente proposta di
  legge la ragione per cui, non essendo obbligato, l'armatore è
  di norma assai restio a prevedere una figura professionale
  nelle tabelle di armamento con compiti aleatori legati alla
  condizione degli equipaggi più che alle esigenze della nave e
  del carico trasportato.
    Ragioni di umanità e di civiltà devono però realizzare tale
  obbligo prevedendo contemporaneamente norme che, sul piano
  economico, favoriscano tale presenza, come l'utilizzo di
  personale medico sotto leva, leggi che facilitino l'avviamento
  al lavoro ed agevolazioni fiscali.
    E ciò è appunto quanto ci si propone nel presentare questa
  proposta di legge.
 
DATA=940510 FASCID=DDL12-488 TIPOSTA=DDL LEGISL=12 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0488 TOTPAG=0005 TOTDOC=0009 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=009 PAGFIN=0002 RIGFIN=053 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=048800 00 FASCIDC=12DDL0488 SORTNAV=0048800 000 00000 ZZDDLC488 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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