| Onorevoli Colleghi! -- Secondo un'antica leggenda, gli
zingari discenderebbero da Caino e ciò spiegherebbe, come una
sorta di maledizione, il loro nomadismo e la loro
emarginazione.
Storicamente, in realtà, sembra che gli zingari provengano
dall'India e un riscontro lo si avrebbe nell'affinità tra la
loro lingua e quella dell'India nord-occidentale.
Gli spostamenti di questa popolazione fanno registrare un
primo esodo attorno al IX secolo d.C. in Iran e nel
Peloponneso. Un secondo esodo li porta nei Paesi europei
attorno al 1200 e in Italia le cronache ne registrano il
passaggio a Bologna nel 1420.
La difficile integrazione di queste popolazioni nomadi con
quelle indigene, il pregiudizio, le differenze culturali,
eccetera, costituiscono spesso il pretesto per esercitare nei
loro confronti una persecuzione che li vedrà deportati, tra il
1500 e il 1800, al pari degli schiavi nelle colonie d'America
e d'Africa.
Durante il periodo di dominazione nazista dell'Europa gli
zingari vengono deportati nei campi di sterminio e marchiati
con la lettera "Z". Almeno 300.000 zingari vengono uccisi
nelle camere a gas. Malgrado ciò gli zingari vengono
emarginati tuttora e la frattura tra il loro modo di vivere -
spesso oggettivamente in contrasto con alcune leggi e norme di
vita acquisite dalla civiltà moderna occidentale - e quello
delle popolazioni che li ospitano è sempre più profonda ed
incolmabile.
Per superare tale frattura occorrono norme e provvedimenti
che, senza rinunziare alla difesa di princìpi e leggi che
costituiscono un patrimonio civile del nostro Paese (si pensi,
ad esempio, al ruolo della donna, o alla illegittimità dello
sfruttamento di essa e dei minori), consentano la più ampia
consapevolezza della cultura di un popolo, quale quello degli
zingari, che è ricco di tradizioni e valori positivi che esso
stesso ha difficoltà, in condizioni di oggettivo disagio, a
recuperare, riaffermare e difendere.
| |