| Onorevoli Colleghi! -- La presenza di una azienda come la
Luigi Stoppani s.p.a. a Cogoleto, in provincia di Genova, per
quasi un secolo ha caratterizzato, nel bene e nel male, la
storia socio-economica della zona e il suo assetto
ambientale.
Unica nel suo genere in Italia, la Luigi Stoppani s.p.a. ha
prodotto materiale di alta qualità per l'industria conciaria,
militare e delle vernici, dando lavoro a generazioni di
abitanti del litorale, ma contemporaneamente tale attività ha
determinato un gravissimo impatto ambientale nell'aria,
nell'acqua del torrente Lerone, nelle falde sottostanti e nel
litorale marino.
Tale inquinamento si esprime, in particolare, in circa
300.000 metri cubi di terre nocive il cui stoccaggio ha
rappresentato l'aspetto più urgente di tutte le iniziative
tese alla salvaguardia ambientale negli ultimi decenni.
Ma l'aspetto più drammatico della presenza della Luigi
Stoppani s.p.a. è rappresentato dai numerosi casi di
invalidità e mortalità sia tra i lavoratori, sia tra i
cittadini, connessi all'esposizione ad agenti cancerogeni e
comunque nocivi nell'ambiente circostante e, a maggior
ragione, all'interno della fabbrica.
Le battaglie condotte in questi decenni dai lavoratori,
dalle associazioni ambientaliste e dai cittadini hanno
ottenuto provvedimenti di miglioramento parziale ma l'entità
del degrado e della compromissione ambientale è ormai tale da
non poter più essere elusa.
I comuni di Arenzano e di Cogoleto, le organizzazioni
sindacali e in primo luogo i lavoratori della fabbrica hanno
da tempo proposto un piano di risanamento ambientale per cui
non vi sono stati ancora purtroppo atti concreti di
realizzazione.
Stanno scadendo inoltre i termini per l'utilizzo di un
contributo CEE di sette miliardi di lire senza che sia
definito dall'azienda un corretto piano d'uso delle
discariche.
Per queste ragioni, sommariamente esposte, viene presentata
la seguente proposta di legge.
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