| Onorevoli Colleghi! -- Obiettivo della presente proposta di
legge è di porre rimedio ad una macroscopica vessazione nei
confronti dei proprietari di veicoli a motore venutasi a
determinare con il decretolegge 30 dicembre 1982, n. 953,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1983,
n. 53. Questo provvedimento legislativo, come è noto, ha
comportato l'obbligo del pagamento della suddetta tassa per
tutti i veicoli iscritti al Pubblico registro automobilistico
anche se non immessi alla circolazione.
Ebbene, non sussistevano allora, né sussistono tuttora,
ragioni plausibili per mantenere una siffatta normativa.
Obbligare il cittadino alla corresponsione della tassa di
circolazione per il solo fatto di essere proprietario di un
veicolo a motore, prescindendo da considerazioni oggettive, è
profondamente ingiusto.
Non solo, ma questa politica miope e improvvisata ha
prodotto, per taluni aspetti, effetti contrari.
L'obbligo della corresponsione della tassa ha infatti
avviato (e il fenomeno prosegue) precocemente alla
rottamazione decine di migliaia di veicoli con pochi anni di
vita alle spalle che avrebbero potuto assolvere ancora
egregiamente il loro compito. Questo ha significato, e
significa, uno sperpero di ricchezza e mancati introiti in
tasse da parte dello Stato.
Anche in questo scenario, occorre valutare il problema da
un osservatorio diverso; non impulsivo, improvvisato,
schizofrenico, ma pacato, obiettivo, rispettoso dei
cittadini.
L'acquisto di un veicolo a motore non è fatto (salvo
rarissimi e ben individuati casi) a fini speculativi. Una
automobile, una motocicletta perdono circa il 25-30 per
Pag. 2
cento del loro valore già dopo il primo anno di vita,
assestandosi su una quota pari al 50 per cento dopo cinque
anni.
E non si può certamente argomentare che il provvedimento
tuttora in vigore vuole colpire soprattutto le fasce
socialmente più protette dato che solo lo 0,2 per cento del
mercato è occupato da veicoli di categoria lusso.
L'automobile (il veicolo a motore enormemente più diffuso)
genera per la stragrande maggioranza dei casi solo ed
esclusivamente costi.
Bisogna pertanto abbandonare l'ottica della normativa
"dell'emergenza" dettata dalla necessità di reperire sempre,
solo e comunque risorse finanziarie per fronteggiare la
dilagante voragine del deficit pubblico.
Quando una vasca perde sempre di più, il rimedio non può
essere quello, e sono della stessa opinione milioni di
cittadini, di aumentare il flusso dal rubinetto per tentare
di mantenere comunque il medesimo livello. Si devono riparare
le falle.
Per questo motivo riteniamo che la tassa di circolazione
automobilistica debba essere corrisposta esclusivamente se il
veicolo oggetto della tassazione viene immesso alla
circolazione su strade pubbliche.
E' altresì istituita la possibilità di corresponsione
periodica quadrimestrale, analogamente a quanto è previsto per
i veicoli alimentati a gasolio, GPL e metano.
La presente proposta di legge prevede anche che in caso di
perdita di possesso del veicolo per fatto di terzo o per forza
maggiore, il proprietario possa utilizzare il residuo periodo
di validità della tassa pagata, su altro veicolo che
eventualmente andrebbe ad immatricolare a proprio nome.
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