| Onorevoli Colleghi! -- La presenza di barriere autostradali
per l'esazione del pedaggio è per sua natura in antitesi al
concetto stesso di "autostrada".
L'"autostrada" si caratterizza come collegamento viario ad
alta intensità di scorrimento con il precipuo scopo di
abbreviare i tempi di percorrenza non tanto per mezzo di
elevate velocità possibili, peraltro sanzionate dal vigente
codice della strada, ma in quanto sistema chiuso, totalmente
indipendente dalla normale viabilità.
Ebbene, le barriere di riscossione inficiano all'origine
queste prerogative disattendendo le aspettative dell'utenza in
quanto ostacoli artificiali al libero flusso veicolare.
Le conseguenze sono, crediamo, note a tutti. Lunghissime ed
estenuanti attese
alle stazioni che determinano un insopportabile costo sociale
in termini di tempo, spreco di energia non rinnovabile, usura
dei mezzi meccanici, stress agli utenti; con un danno
economico per la collettività che possiamo stimare, senza
tener conto del grave pregiudizio ambientale, dovuto alla
concentrazione dei gas di scarico inquinanti, in circa 1.600
miliardi di lire annui, a fronte di entrate per 3000 miliardi
e retribuzioni al personale di esazione per 700 miliardi.
E la situazione è più penalizzante laddove è maggiore la
richiesta di mobilità legata al sistema produttivo.
Sulla città di Milano (come ampiamente documentato da
Quattroruote, indubbiamente autorevole pubblicazione non
solo a livello nazionale), capitale economica e centro di una
regione, la Lombardia,
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indiscutibilmente dinamica e produttiva, momento
trainante dell'economia italiana e prima contribuente con
largo margine delle entrate dello Stato, convergono sistemi
autostradali che registrano i più elevati valori di traffico.
Milano, in conseguenza di quanto detto in precedenza, è
costretta a sopportarne i maggiori disagi. Le "tangenziali"
(est e ovest), che si dovrebbero peraltro definire "raccordi
inter-autostradali", si sviluppano per 70 chilometri sui quali
insistono 7 barriere di esazione e vi confluiscono 5
autostrade con elevatissimi carichi veicolari: - A1 RomaMilano
(barriera di Melegnano); A7 Serravalle-Milano (barriera di
Assago); A4 Torino-Milano (barriera di Milano-Ghisolfa); A8
Laghi-Milano (barriere di Arese e Rho); A4 Brescia-Milano
(barriere di Milano-est e Agrate). Il numero di veicoli per
km/anno registrato nel 1984, secondo uno studio effettuato
dalla regione Lombardia, è stato pari a 580 milioni.
Considerando un trend di crescita del 6 per cento annuo,
possiamo stimare un traffico attuale pari a 750 milioni di
passaggi.
Poco ha contribuito a risolvere il problema la creazione di
corsie preferenziali per pagamento con la tessera magnetica.
Il tempo medio di esazione del pedaggio è, considerato il
tempo di decelerazione dalla velocità massima consentita a
zero e il tempo di accelerazione da zero alla massima, di
circa 80 secondi con il sistema tradizionale e di 65 secondi
per pagamento
con la tessera. Rimangono ovviamente inalterati i tempi di
decelerazione e di accelerazione. Si evince pertanto che anche
una estensione generalizzata di quest'ultimo sistema di
esazione si presenta problematica all'atto pratico. E'
semplicemente la presunzione di razionalizzare un sistema che
è irrazionale per sua natura.
Occorre poi tenere presente che il sistema di pagamento del
pedaggio non è applicato dovunque. In particolare nel
Mezzogiorno esiste una rete di oltre 800 chilometri di
autostrade gestita direttamente dallo Stato, che è a carattere
gratuito per l'utenza. Ciò è una fonte di discriminazione fra
i cittadini dello Stato rispetto all'uso di un bene
analogo.
La copertura dei proventi, a causa della mancata esazione
del pedaggio disposta dalla presente proposta di legge, viene
assicurata mediante trasferimento alle società concessionarie
di una percentuale detratta dalle somme introitate dalle
imposte di fabbricazione sugli oli minerali e loro
derivati.
Il personale attualmente impiegato nelle operazioni di
esazione del pedaggio autostradale sarà riqualificato per
svolgere altre mansioni all'interno delle società
concessionarie. E' previsto altresì, che le unità in
soprannumero vengano collocate, su richiesta e sempre dopo
adeguata riqualificazione professionale, nelle amministrazioni
degli enti locali o statali di residenza degli interessati.
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