| 1. E' istituita una Commissione parlamentare di inchiesta
con il compito di accertare l'operato delle pubbliche autorità
in relazione: ai fatti accaduti in Roma il 12 maggio 1977,
nella zona circostante piazza Navona fino a piazza Gioacchino
Belli, dalle ore 13 alle ore 21,30; all'uccisione di Giorgiana
Masi e al ferimento di Elena Ascione e del carabiniere
Francesco Ruggiero, nonché di altri numerosi cittadini; ai
fatti e decisioni che hanno determinato quegli eventi; alle
indagini condotte per scoprire gli autori, i correi ed i
mandanti di tali fatti.
2. La Commissione ha in particolare il compito di
ricostruire tutti i fatti menzionati al comma 1 del presente
articolo per accertare l'eventuale esistenza di una volontà in
alcuni centri di potere di creare tensioni e violenze nella
città di Roma e reazioni nel resto dell'Italia al fine di
legittimare provvedimenti legislativi repressivi e
condizionare le forze politiche ad accordi altrimenti non
giustificabili dall'opinione pubblica e di screditare
l'iniziativa referendaria e criminalizzare l'opposizione non
violenta del partito radicale.
3. La Commissione ha altresì il compito di analizzare, alla
luce della ricostruzione di cui al comma 2, l'adeguatezza e
l'efficacia dell'attuale legislazione relativa al mantenimento
dell'ordine pubblico, delle disposizioni e regolamenti
relativi all'impiego delle forze dell'ordine in divisa e in
borghese, all'uso delle armi e degli altri strumenti
coercitivi nel corso delle pubbliche riunioni, all'uso e
possesso di armi non d'ordinanza e alle possibilità di
accertare con sicurezza l'uso delle armi da parte della
polizia.
4. La Commissione ha inoltre il compito di individuare a
chi debba essere ricondotta la responsabilità delle false
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dichiarazioni rese dal Ministro dell'interno dell'epoca alla
stampa e al Parlamento.
5. La Commissione ha infine il compito di valutare il
comportamento delle pubbliche autorità in ordine alle indagini
sui fatti di cui al comma 1 del presente articolo al fine di
accertare l'eventuale esistenza di carenze o pressioni
politiche che possano aver determinato comportamenti
omissivi.
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