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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


6115
DDL0504-0002
Progetto di legge Camera n. 504 - testo presentato - (DDL12-504)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C504. TESTIPDL
...C504.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC504 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Le ombre sempre più fitte che si
  vanno allungando sul mondo del calcio professionistico, con
  una ridda di voci che insistentemente si intreccia sulla reale
  rispondenza al vero dei bilanci sociali, inducono ad
  intervenire affinché sia fatta finalmente luce.
    Questo mondo, pur particolare quanto si vuole, appartiene
  comunque, con i suoi aspetti positivi e negativi, alla
  comunità nazionale, della quale costituisce un aspetto, un
  settore.  Fino ad ora il mondo del calcio ha tentato di
  autoregolarsi ma i risultati invero non sono stati affatto
  entusiasmanti.  Ha, infatti, dato luogo ad una sua giustizia
  sportiva e ha creato una sua giustizia contabile con la
  costituzione della COVISOC, la commissione di vigilanza sulle
  società calcistiche.  I risultati
  sono nulli, quantomeno ove si faccia attenzione - in
  particolare in queste ultime settimane - a quanto ha scritto
  la stampa specializzata.
    Potremmo riportare qui per intero gli articoli di Mario
  Fabbroni e Toni Iavarone de  Il Mattino,  Antonio
  Dipollina, Gianni Minà, Giorgio Comaschi e Fabrizio Caccia de
  La Repubblica  e tanti altri ancora su il  Corriere
  dello Sport,  il  Roma, Il Tempo, La Gazzetta dello Sport,
  Il Giornale di Napoli, La Stampa, Il Corriere della Sera  e
  via di seguito.
    Ancora su  La Repubblica  del 17 febbraio 1993, Fulvio
  Bianchi ha affermato che il presidente della Federazione
  italiana gioco calcio (FIGC), l'avvocato Matarrese, in
  occasione della sua trionfale rielezione parlò di una
  giustizia sportiva
 
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  "non ancora all'altezza delle necessità", e promise di
  adottare "misure più severe per combattere le violazioni delle
  normative sui contratti e sui rapporti economici fra società e
  giocatori".  Da allora nulla è stato fatto: e soltanto adesso
  che il calcio è in rosso, la FIGC si è convinta a seguire con
  maggiore attenzione interessi societari, bilanci sospetti,
  operazioni di mercato spregiudicate.  Il rimedio proposto
  (commercialisti stipendiati dalla FIGC, una società di
  revisione nominata dalla stessa Federazione per certificare i
  bilanci) non appare possa essere davvero efficace (anche
  perché il controllo sembra lo si voglia ancora far appartenere
  alla logica interna) tanto che lo stesso giornalista precisa
  nel suo articolo che "anche questo sistema non consente di
  verificare le frodi, come i pagamenti in nero, che
  riguarderebbero gli ingaggi, i contratti di immagine o
  assicurativi" e talune voci sulla contabilità delle uscite che
  lasciano, in alcuni casi, quantomeno perplessi.
    Del resto, le dichiarazioni rese di recente dall'avvocato
  Campana, presidente del sindacato calciatori, relative ad un
  caso (tra i tanti possibili) nel quale il divario tra il
  prezzo di vendita e quello di acquisto ricavato dai libri
  contabili delle due società interessate ammontava a due
  miliardi (caso oggetto della interrogazione parlamentare del
  16 febbraio 1993, presentata dall'onorevole Parlato), sono
  davvero sconcertanti.
    Da qui la proposta di legge che, onorevoli deputati,
  sottoponiamo alla vostra valutazione.
    Essa consiste di un solo articolo i cui tre commi
  prevedono:
      1) l'obbligo della certificazione di tutti i bilanci
  delle 138 società per azioni esercenti attività sportiva di
  calcio professionistico da parte delle società di revisione
  inserite nell'albo tenuto dalla Commissione nazionale per le
  società e la borsa (CONSOB);
      2) il doppio sorteggio, quello della società di revisione
  e quello della società
  sportiva il cui bilancio va certificato, da parte del
  Ministro del tesoro: scopo evidente della norma è quello di
  evitare qualunque discrezionalità e qualunque condizionamento
  sulla scelta dell'una o dell'altra società, in modo tale che
  l'intreccio che si determina tra controllori e controllati sia
  del tutto casuale;
      3) l'obbligo della richiesta dell'intervento della
  Guardia di finanza da parte delle società di revisione,
  qualora vengano evidenziate irregolarità o emerga
  l'opportunità di accertamenti che travalichino i poteri di
  verifica della società di certificazione.
    Come è ben noto, infatti, la società di revisione effettua
  controlli cartolari ed esprime anche valutazioni
  economico-contabili ma non dispone dei poteri ispettivi
  indispensabili per verificare l'autenticità delle prestazioni
  e delle controprestazioni indicate dai documenti contabili.
  Sarà poi la Federazione italiana gioco calcio, all'esito degli
  accertamenti ed indipendentemente dal perseguimento di
  eventuali diverse responsabilità, amministrative, penali e
  fiscali a carico della società calcistica e dei suoi
  amministratori, ad adottare, nell'ambito delle sue facoltà
  istituzionali - queste sì relative alla "giustizia interna" -
  i provvedimenti più opportuni.
    Anche, e non solo, in questa ottica, c'è da chiedersi se la
  legge 23 marzo 1981, n. 91, non abbia fatto ormai il suo tempo
  e non debba essere profondamente modificata.
    Crediamo, colleghi deputati, di poter sperare nel vostro
  consenso alla proposta, perché, alla luce del fondato timore
  che anche nella gestione del calcio professionistico si siano
  verificati episodi quanto meno inquietanti, se non apertamente
  illegittimi, si possa avviare - se necessario davvero, come
  peraltro troppi elementi inducono a ritenere - un sistema di
  controlli penetranti ed efficaci che ridiano la totale
  trasparenza a questo significativo settore della società
  italiana.
 
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