| Onorevoli Colleghi! -- L'ampio dibattito sviluppatosi
intorno all'esigenza improrogabile di ristrutturare le Forze
armate della Repubblica, ruotante attorno alle varie
formulazioni del nuovo modello di difesa, deve concretizzarsi
in un atto legislativo che ponga solide, chiare e distinte
basi giuridiche all'apparato militare italiano in vista del
secondo millennio.
Le Forze armate italiane, è a tutti noto, necessitano di
una radicale ristrutturazione e di un deciso rinnovamento:
tale processo deve riguardare uomini, mezzi ed organizzazione.
All'elemento quantitativo, al numero inteso come potenza,
all'esercito di popolo di derivazione risorgimentale,
occorre infatti aggiungere l'elemento qualitativo ispirato da
concetti quali la professionalità e l'efficienza, entrambi
cardini essenziali di una moderna politica militare della
difesa e della sicurezza.
Ciò però, s'intende, non può e non deve svolgere il dovere
totale, esteso a tutti i cittadini, di partecipare a
concorrere alla difesa del territorio, delle istituzioni,
della sovranità, dell'indipendenza, della libertà degli
individui: anzi il suddetto dovere viene descritto e pensato
anche come diritto, intendendo l'azione a difesa e per la
sicurezza della collettività come conquista dell'individuo, e
non soltanto come un obbligo.
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L'adempimento del suddetto dovere e l'esercizio del diritto
che ne deriva viene poi a concretizzarsi non solo nella
partecipazione ad un servizio armato all'interno di una
struttura militare, ma anche nel concorso alla realizzazione
della funzione di solidarietà che lo Stato deve svolgere nei
confronti dei cittadini deboli e disagiati, nonché nel prender
parte alla politica di salvaguardia ed accrescimento del
patrimonio artistico ed ambientale.
Vari sono gli elementi di assoluta novità previsti dalla
presente proposta di legge:
a) la già citata configurazione in termini di
dovere-diritto del servizio dei cittadini per la difesa e la
sicurezza della comunità politica;
b) la natura cosiddetta "mista" della componente
umana delle future Forze armate, cioè la coesistenza di un
nucleo centrale interoperativo e flessibile, qualitativamente
e tecnologicamente all'avanguardia, composto da personale di
carriera, volontario e retribuito, con un corpo militare
composto da personale di leva, a coscrizione obbligatoria, con
compiti spiccatamente difensivi e di natura territoriale, cioè
distribuito e radicato sul territorio di origine e di
residenza dei coscritti;
c) l'istituzione di un servizio generalizzato che
assorba totalmente ed adempia la funzione di solidarietà
sociale e civile di uno Stato moderno, consentendo in tal modo
lo smantellamento di ogni forma di assistenzialismo creato
dalla presenza e dall'intrusione dello Stato nell'economia;
d) l'individuazione del Ministro della difesa come
il responsabile della politica militare e del capo di stato
maggiore come il comandante operativo, unico e diretto delle
Forze armate, venendo così a privilegiare la funzione
interforze, predominante nelle moderne strutture militari;
e) il potere riconosciuto al Governo di
disciplinare il processo di riammodernamento e di
ristrutturazione delle Forze armate con un forte grado di
discrezionalità tecnica, pur rimanendo all'interno dei
princìpi generali previsti dalla presente proposta di
legge;
f) l'inasprimento delle pene e delle sanzioni
affinché venga disincentivato e stroncato il fenomeno della
corruzione in sede di esoneri dal servizio militare o civile,
prassi che purtroppo ha contraddistinto i tempi passati.
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