| Onorevoli Colleghi! -- La presente proposta di legge
si richiama alle leggi 23 febbraio 1968, n. 124 (Provvedimenti
per la tutela del carattere artistico e storico della città di
Urbino e per le opere di risanamento igienico e di interesse
turistico), e 22 agosto 1985, n. 462 (Ulteriori provvedimenti
per la tutela del carattere artistico e storico della città di
Urbino e per le opere di risanamento igienico e di interesse
turistico), e risponde all'intento di consolidare gli effetti
e di estendere l'intervento ad un ambito territoriale nel
quale sono ancora evidenti i connotati di una prestigiosa
tradizione culturale unitaria. Essa prende inoltre in
considerazione lo stato delle infrastrutture viarie, un tema
del quale non può ormai prescindere qualsiasi
proposito di recupero e valorizzazione di beni
culturali e monumentali di così alto valore.
Il significato di Urbino non si esaurisce nel pur grande
rilievo della città, ma coinvolge una regione interamente e
consapevolmente segnata dalla cultura urbinate, unitaria
quanto intensa e diffusa. La più intima e vitale qualità di
Urbino, non è infatti la sua monumentalità, bensì la
magistrale, armoniosa compostezza della sua civiltà.
Il Palazzo Ducale di Urbino è il primo esempio di dimora
signorile concepita, costruita, adibita a residenza civile. Il
potere della signoria non si isola e non si autoesalta più nel
suo castello, ma si dispone aperto, comprensivo e luminoso tra
le sale
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e le logge, sede di udienze, di studio, di ricerca e di
insegnamento. Un edificio del genere si ispira all'idea di un
ordine istituzionale, sociale e culturale che armonizzi potere
e società civile, dando al potere stesso la più piena
legittimazione. Urbino ha dotato di opere analoghe e di ogni
altro utile presidio della comune civiltà ciascun altro centro
del suo Stato, il maggiore come il minore, di residenze
ducali, opere pubbliche, forti, ponti, piazze, strade,
botteghe, come di bonifiche, colture, mercati.
Urbino ha pacificato e ingrandito Gubbio e Cagli,
sviluppato Fossombrone e Castel Durante, valorizzato ed
accresciuto Pesaro, fortificato San Leo, Sassocorvaro,
Mondavio e Frontone; ha creato industrie di vario tipo,
fornaci, filande, armerie, molini, stamperie.
Urbino ha chiamato a dipingere Piero della Francesca, Paolo
Uccello e tanti altri maestri del Rinascimento. Ha dato i
natali e gli anni della fondamentale e formatrice istruzione a
Raffaello e a Bramante. Ha prodotto con le sue fornaci e con
quelle di Castel Durante le più belle maioliche del mondo
occidentale.
Non c'è quasi nessuno dei centri del territorio dell'antico
Ducato che non abbia un suo palazzo ducale che in qualche modo
assomigli a quello centrale di Urbino, che non abbia edifici
di timbro urbinate eretti da architetti della Forte di Urbino,
in speciali modo da Francesco di Giorgio Martini, e che non
abbia soprattutto opere militari di questo grande architetto:
la Rocca di Sassocorvaro, la Rocca di San Leo, la Rocca
Costanza di Pesaro, la Rocca di Senigallia, la Rocca di
Mondavio, la Rocca di Frontone, il Torrione di Cagli e così
via.
Con la presente proposta di legge noi intendiamo risanare e
far rivivere i preziosi monumenti e la misura rinascimentale
della città di Urbino che è un segno della civiltà
occidentale, è un segno dell'Europa; ma questa volta insieme
con Urbino ci sembra giusto toccare anche quelli che potremmo
chiamare dei veri e propri terminali diffusi nel territorio
che vogliono ancora avere un rapporto vivo con il centro.
Questo territorio soffre oggi, tra l'altro, di gravi
strozzature che rendono sempre più difficile lo scambio di
linfa vitale tra il suo centro e le aree connesse, in
particolare il Montefeltro, e al tempo stesso ostacolano i
contatti soprattutto con la vicina Romagna ed il Nord. Tutte
le strade che conducono a Urbino si fanno, a dieciquindici
chilometri dalla città, estremamente tortuose e strette. La
peggiore tra tutte è quella che si volge appunto verso la
Romagna: fatta di un susseguirsi ininterrotto di curve, spesso
sull'orlo di dirupi, che la rendono pressoché impraticabile e
di fatto non praticata che da pochi veicoli locali. La
situazione migliora non appena superato il fiume Foglia, cioè
dopo otto o nove chilometri in linea d'aria. Tale strozzatura
ha gravemente compromesso l'integrità dell'area culturale che
ha avuto per secoli al suo centro la città di Urbino,
escludendone di fatto l'intero Montefeltro, e costituisce
inoltre l'ostacolo più evidente al recupero di un prestigioso
itinerario congiungente Verona e Venezia, passando per Ravenna
e Rimini, appunto con Urbino e con una vasta zona
umbro-toscana di estremo interesse culturale e turistico. Un
intervento sul comprensorio urbinate resterebbe assurdamente
incompleto se non prendesse in considerazione la necessità di
rendere veramente accessibili e fruibili, con un impegno
finanziario in sé piuttosto modesto, i beni culturali e
artistici alla cui conservazione e valorizzazione si intende
contribuire.
Noi crediamo che questa proposta di legge, se approvata in
modo da salvaguardare il suo carattere organico, restituirebbe
un ruolo attivo nel centro del Paese al territorio
urbinate.
Si tratta di vitalizzare una città, il suo territorio, i
suoi monumenti, le sue attrezzature, la sua università, perché
possa attuare meglio le sue potenzialità nel turismo,
nell'artigianato, nella scuola e nella ricerca, nei contatti
con le varie regioni e riproporre nel loro valore più
autentico e pieno queste realtà che sono esemplari e vitali,
che sono anche identità precise di certi paesi importanti che
non possono sparire dalle nostre carte: Mercatello,
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Sant'Angelo in Vado, Novafeltria, Sant'Agata Feltria. Sono
luoghi generosi, le cui genti hanno sempre servito fedelmente
le istituzioni rimanendo con discrezione nel loro ambito senza
prepotenze, turbative, attese sproporzionate.
Per le ragioni sopra esposte si propone dunque che l'ultima
fase degli interventi avviati con la legge 23 febbraio 1968,
n. 124, si estenda ai centri del territorio che si richiama
alla civiltà rinascimentale urbinate e, nell'adeguare alle
esigenze dei nostri tempi le condizioni di interscambio tra le
parti vitali di questo territorio tutelandone l'antico e
ancora fortemente avvertito carattere di area culturale
unitaria, ne renda al tempo stesso più agevole l'accesso e la
fruizione ai visitatori che vi affluiscono da ogni parte del
mondo.
Le opere per le quali è comunque necessario intervenire con
urgenza e completezza sono, distinte per comuni, a titolo
indicativo, le seguenti:
1) Urbino: prosecuzione degli interventi di restauro di
Palazzo Ducale e della Cattedrale; prosecuzione degli
interventi di restauro e sistemazione museale della Rocca
dell'Albornoz; restauro e consolidamento della Chiesa e del
Convento di San Bernardino; completamento del restauro e
recupero all'uso pubblico dell'Orto dell'Abbondanza (antiche
stalle ducali); prosecuzione degli interventi di restauro di
Palazzo Passionei; avvio degli interventi di restauro di
Palazzo Odasi; restauro e consolidamento del Palazzo del
Collegio Raffaello; restauro e consolidamento di Palazzo
Nuovo, dei Palazzi Gherardi e Chiocci, di Palazzo De Rossi, e
di Palazzo Boghi, restauro del Palazzo del Comune; revisione e
restauro delle pavimentazioni stradali del Centro storico
(completamento); restauro e consolidamento delle mura di cinta
del Centro storico; restauro, riqualificazione ed arredo
urbano delle aree verdi prospicienti le mura e il Mercatale;
realizzazione di un sistema di parcheggi per il miglioramento
dell'accessibilità e per l'eliminazione del traffico dal
Centro storico; interventi per il miglioramento dei
collegamenti stradali fra Urbino ed il Montefeltro;
individuazione e ripristino di percorsi tematici e recupero
del sistema difensivo delle torri di guardia e del patrimonio
architettonico extraurbano; creazione di un sistema di parchi
per la tutela dell'immagine storica del territorio di Urbino
(area delle Cesane; zone calanchive del Foglia e dell'Apsa;
dorsale di Cavallino);
2) Apecchio: sistemazione del Centro storico;
3) Auditore: ripristino delle strutture della Torre di
Belvedere; ripristino dell'antico borgo fortificato; restauro
e risanamento conservativo dei fabbricati in località Casinina
o Casa Nerina; restauro e risanamento conservativo del
Castello di Trappola e della Chiesa di San Giovanni; recupero
e restauro delle case e delle mura di Castelnuovo-borgo
antico;
4) Borgo Pace: restauro dell'Abbazia Lamoli; recupero
delle vecchie torri di avvistamento;
5) Cagli: interventi di restauro del Torrione della
Rocca, del Palazzo Comunale, di Palazzo Duchi di Urbino, della
Chiesa di San Domenico, della Chiesa di San Bartolomeo, della
Cattedrale, delle Chiese di San Francesco, Sant'Angelo Minore,
Santa Chiara, Santa Maria della Misericordia, Sant'Angelo
Maggiore, Santa Maria delle Stelle;
6) Cantiano: consolidamento e restauro delle Rocche
Gabrielli e di Colmatrano; restauro e consolidamento della
Chiesa di Sant'Ubaldo; restauro delle mura e degli antichi
edifici del Centro storico;
7) Carpegna: consolidamento del Palazzo Comitale dei
Conti di Carpegna; sistemazione del campanile di San Nicolò;
consolidamento della Chiesa di San Sisto; sistemazione della
Pieve di Carpegna;
8) Casteldelci: recupero dei ruderi del Castello della
Faggiola e delle Torri di Gattara e del Capoluogo;
9) Colbordolo: restauro del Centro storico (Castello di
Colbordolo); restauro del Centro storico di Montefabbri
(Castello); acquisizione dell'area e del Palazzo Conte
Albani;
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10) Fermignano: sistemazione museale della Torre romana;
sistemazione a biblioteca e a centro socio-culturale della
vecchia sede comunale; restauro del complesso ex mulino
Falasconi; restauro totale della Pieve (ex Chiesa di San
Giovanni Battista); restauro del complesso Carotti, di Villa
Conti Bonaventura e delle Chiese di Santa Veneranda e di Santa
Maria Maddalena; recupero funzionale e ambientale di Piazza
Garibaldi; creazione di un parcheggio e di un mercato (via
Celli - via Rossini); creazione di un'area pubblica attrezzata
(via Castellaccia);
11) Fossombrone: restauro del Palazzo Vescovile;
consolidamento e restauro della Corte Rossa, della Corte
Bassa, e della Corte Alta; consolidamento e restauro della
Chiesa San Filippo e della Chiesa e del Convento Santissima
Annunziata; consolidamento dei torrioni, del maschio e delle
mura perimetrali della Rocca; restauro della facciata
principale del Palazzo Comunale; risanamento del sistema
fognario e idrico e pavimentazione dei quartieri San Maurenzio
e Santa Maria;
12) Fratte Rosa: sistemazione del Convento Santa
Vittoria; acquisto di Palazzo Montecchi come sede di Museo
permanente; recupero dell'Antica fornace Eredi Bartoli;
acquisto e utilizzo di Palazzo Giusti; restauro di Palazzo
Bonarelli; restauro dell'antica fonte romana, delle mura
castellane di Fratte Rosa e di Torre San Marco, restauro delle
Chiese della Madonna delle Grazie, dei Saletti, di Torre San
Marco, di San Giorgio, di Santa Maria in Castagneto; restauro
del Palazzo Comunale;
13) Frontino: recupero globale del Monastero di San
Girolamo; bonifica della fondazione e sottopavimentazione
della Chiesa e sistemazione del chiostro del Convento di
Montefiorentino; ripristino del lato sud delle Mura
castellane; restauro e recupero della originaria funzione del
mulino; consolidamento delle volte dei sotterranei di Palazzo
Vandini; muri di sostegno e consolidamento della pendice Nord
del capoluogo e recupero ambientale del Torrente Mutino;
14) Frontone: restauro del Castello;
15) Lunano: recupero conservativo e restauro del Castello
e del Convento del Monte Illuminato;
16) Macerata Feltria: consolidamento e restauro per uso
museale e locale del Palazzo del Podestà; consolidamento e
restauro della Chiesa di San Francesco, della Torre del
Castello, del Convento di Santa Chiara; del Ponte in Via
Gaboardi e del Ponte Lucchini; consolidamento della Chiesa di
San Teodoro, della Chiesa di Sant'Antonio, della Chiesa di San
Giuseppe e della Chiesa di San Michele; consolidamento e
restauro della Chiesa di Santa Chiara; e della Pieve di San
Cassiano; pavimentazione e deflusso delle acque di Via
Abstemio e di Via Pelasgi; pavimentazione e rete fognante di
Via Ugo Bassi e di Via Berrettoni; consolidamento e restauro
degli edifici, delle strade e dei vicoli cittadini;
consolidamento e restauro degli edifici di Borgo e di
Castello; consolidamento e restauro delle case coloniche;
17) Maiolo: recupero della Rocca di Maioletto; restauro
della Chiesa di Santa Maria di Antico e della Chiesa di San
Biagio in Sant'Apollinare; restauro del Castello di Antico;
18) Mercatello sul Metauro: recupero di Palazzo
Gasparini; recupero delle mura castellane di Castello della
Pieve; restauro dell' ex Convento di Santa Chiara e della
Chiesa di San Francesco; consolidamento del Palazzo Ducale;
restauro del Palazzaccio; recupero funzionale del Teatro A.
Bencivenni; opere di trasformazione a parco dell' ex
tabacchificio;
19) Mercatino Conca: sistemazione del Centro storico;
20) Mondavio: consolidamento e restauro della Rocca
Roveresca; consolidamento e restauro delle Chiese di San
Francesco, di Sant'Ubaldo di Cavallara, del Convento dei
Cappuccini (completamento), di Santa Maria delle Quercie;
manutenzione straordinaria della Chiesa di San Pietro e della
Chiesa di Santa Maria
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Assunta di Sant'Andrea di Suasa; consolidamento e restauro
delle mura di Mondavio e di Sant'Andrea di Suasa; rifacimento
e ripristino del selciato del Centro storico di Mondavio e di
Sant'Andrea di Suasa; consolidamento e restauro di Palazzo
Giorgio Stoppini, Palazzo Eredi Giorgi e Palazzo Paci;
21) Montecalvo in Foglia: restauro e consolidamento della
torre di guardia; ripristino delle cinte murarie;
22) Monte Cerignone: restauro e consolidamento della
Rocca Malatestiana poi Feltresca; restauro della Chiesa e del
Convento di Santa Caterina, del Duomo, della Chiesa della
Madonna del Soccorso, del Santuario di Santa Maria in
Reclauso, delle ex Chiese del Conventino e di San
Donato; restauro della torre di guardia di Tassi;
23) Montefelcino: ristrutturazione del Palazzo Feudatario
e dell' ex Palazzo comunale, risanamento delle mura
castellane e delle mura di Montemontanaro e di Monteguiduccio;
restauro delle Chiese di San Cristoforo, San Michele Arcangelo
e San Giovanni; recupero del tessuto urbano del Centro storico
e di quelli di Montemontanaro e di Monteguiduccio; recupero
delle Terme di Valangona;
24) Novalfeltria: risanamento dell'edificio di Villa dei
Conti Segni; restauro della Chiesa di San Biagio e San Carlo
in Uffogliano; recupero della miniera di Perticara a Museo del
lavoro minerario;
25) Orciano di Pesaro: sistemazione del Castello di
Montebello;
26) Peglio: recupero del circuito murario e della torre
medioevale; recupero del Castello di Paganica; recupero della
Chiesa di Santa Mustiola;
27) Pennabilli: consolidamento e restauro delle Mura
Malatestiane, di Porta Malatesta, del Torrione del Castello di
Penna e del Torrione delle Monache (Castello di Billi);
ripristino nella forma antica di Porta Carboni; intervento
conservativo della parte alta del Castello di Billi;
consolidamento della Torre Malatestiana
del Castello di Maciano e del Chiostro del Convento di
Maciano;
28) Pergola: restauro della Rocca e della ex civica
residenza;
29) Petriano: consolidamento delle mura castellane e
rifacimento della scalinata di accesso al Centro storico;
restauro delle Chiese di Santa Maria in Calabria, di San
Martino e di San Giovanni Battista di Riceci;
30) Piandimeleto: consolidamento e restauro di Palazzo
Oliva, della Chiesa di Sant'Agostino, dell'Abbazia del Mutino
in località Monastero, dei Castelli di San Sisto e di
Cavoleto;
31) Pietrarubbia: consolidamento e recupero funzionale
del tessuto urbano del borgo medioevale;
32) Piobbico: completamento della sistemazione del
Castello Brancaleoni;
33) San Costanzo: restauro della cittadella simbolica
attribuita a Francesco di Giorgio Martini;
34) San Leo: consolidamento della parete rocciosa
sottostante la porta di accesso al capoluogo; restauro e
consolidamento del Duomo; restauro e consolidamento del
Palazzo Mediceo ex Della Rovere;
35) Sant'Agata Feltria: restauro consenativo e
consolidamento della Rocca Fregoso; restauro conservativo e
consolidamento della Collegiata di Sant'Agata; restauro
conservativo e consolidamento della Chiesa e del Convento di
San Girolamo; della Chiesa e del Convento dei Cappuccini; del
Castello e dell'antico borgo di Petrella Guidi; restauro e
risanamento conservativo del Palazzo ex Pretoriale;
restauro conservativo e consolidamento di Palazzo Maffei e di
Palazzo Fregoso; consolidamento e recupero dei Centri storici
di Sant'Agata e di Petrella Guidi; ricostruzione ed
adeguamento strutturale della strada di collegamento alla
statale 258 "Marecchia""; realizzazione dei parcheggi di
Sant'Agata Feltria e di Petrella Guidi;
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36) Sant'Angelo in Lizzola: consolidamento delle mura;
37) Sant'Angelo in Vado: restauro del Palazzetto, del
Convento e delle Chiese di Santa Maria degli Angeli, Santa
Maria dei Servi e di San Filippo;
38) Sant'Ippolito: acquisto e recupero del complesso
denominato "La Palazzina"; restauro del Castello e della sua
Chiesa; restauro delle opere in pietra arenana eseguite per i
duchi dagli scalpellini locali e acquisto e recupero del
Palazzo Luzi da destinare a Museo dell'arte scalpellina;
39) Sassocorvaro: restauro della Rocca Ubaldinesca;
consolidamento e sistemazione delle mura; acquisizione e
ripristino di Palazzo Battelli; e di Palazzo Gentili;
consolidamento della cinta muraria e della Rocca di San
Donato; sistemazione delle mura e della porta d'accesso del
castello di Piagnano;
40) Sassofeltrio: restauro della Rocca;
41) Talamello: sistemazione del Centro storico;
42) Tavoleto: consolidamento e restauro delle mura di
cinta del borgo fortificato e risanamento conservativo del
Centro storico;
43) Urbania: restauro del teatro Bramante; restauro del
Palazzo Ducale.
La presente proposta di legge consta di tre articoli.
Nell'articolo 1 si definisce l'area di intervento; sua parte
integrante è l'allegato 1 in cui figura l'elenco dei comuni
interessati, per i quali un comitato composto dai
rappresentanti dei Ministeri e degli enti locali ed economici
deve definire gli interventi specifici.
Nell'articolo 2 sono indicati i Ministeri e gli enti locali
ed economici costituenti il comitato che, con apposita
procedura, provvede alla definizione del piano di
intervento.
Nell'articolo 3 è indicata la spesa necessaria e la
relativa copertura finanziaria.
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