| Onorevoli Colleghi! -- La necessità di una modifica alla
legge 28 febbraio 1985, n. 47, trae origine da due
considerazioni di carattere generale. La prima, di natura
etica, ci pone, nel rispetto del concetto di "giustizia
sociale", al fianco degli strati della popolazione più debole,
quella parte che nel corso degli anni ha riversato fiducia ed
aspettative nell'azione politica degli eletti nelle
istituzioni. A latere delle considerazioni possibili
sulla legittimità di questa fiducia, che abbia o no trovato
corrispondenza nei soggetti interessati, è opportuno, in
questa fase di rinnovamento della politica, porre in essere
alcune azioni concrete per soddisfare una crescente domanda di
giustizia sociale.
In quest'ottica la riapertura dei termini di sanatoria per
il condono edilizio, può rappresentare un primo, timido
tentativo di risposta al "diritto alla casa" in presenza del
corrispondente dovere disatteso dalle istituzioni.
Dobbiamo certamente operare un distinguo tra situazioni di
abuso speculativo e situazioni di abuso per "necessità",
distinzione che va fatta per dare credibilità ad una siffatta
proposta. Due considerazioni aprioristiche, la prima di natura
etica, la seconda tecnico-finanziaria, in riferimento agli
innegabili benefici economici, che andrebbero a sollevare le
troppo esauste casse dei comuni interessati, a mezzo
concessioni in sanatoria.
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E' importante però contraddistinguere questa azione
politica con una proposta seria, concreta, ma soprattutto
realizzabile, in special modo in riferimento a problematiche
di natura "popolare". Occorre pertanto pensare ad una proposta
di legge che tenga conto della necessità di risolvere il
problema della realizzazione dei servizi di urbanizzazione
primaria e secondaria (i comuni infatti non sono in grado di
estendere a tutte le unità abitative richiedenti questi
servizi); pertanto
l'ipotesi di proposta sulla quale abbiamo lavorato prevede la
possibilità della realizzazione dei servizi agli stessi
abitanti, usando il meccanismo dello scomputo degli oneri di
urbanizzazione.
A questo va aggiunta la possibilità di prevedere una sorta
di "premio", in termini di cubatura, per chi realizzi, a sue
spese, quei servizi necessari e fondamentali, definiti, a
mezzo di un programmaprogetto complessivo, dai comuni
interessati.
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