| Onorevoli Colleghi! -- L'area del Conero, che si estende
per circa ottomila ettari comprendendo 20 chilometri di costa,
costituisce un ambiente naturale di grande rilievo ambientale
per alcune peculiarità che la identificano rispetto alle
caratteristiche della costa adriatica.
Tale area, divenuta parco regionale, comprende l'ambiente
di Portonovo caratterizzato dalla presenza di due stagni, o
laghi costieri, denominati Lago Grande (o "Lago della Piazza")
e Lago Piccolo ( o "Lago Profondo" o "Lago della Chiesa").
Tali laghi distano fra loro circa 650 metri e sono separati
da un cordone costiero sul quale si è andata sviluppando la
macchia mediterranea.
I due laghetti sarebbero stati originati da una frana di
crollo molto antica, da alcuni fatta risalire ad epoca
preistorica.
Il ritardo nella pianificazione di strutture e di vincoli
limitanti l'afflusso e l'attività di utenti ed operatori ha
portato ad una progressiva evoluzione degradante di tutta
l'area di Portonovo.
Tutto questo appare piuttosto evidente quando vengono presi
in considerazione il Lago Profondo ed il Lago Grande, biotipi
di estremo interesse ecologico, essendo gli unici laghi
salmastri naturali lungo la costa medio-adriatica.
Nella evoluzione di questi ambienti, due sono le
caratteristiche che appaiono emergere in modo piuttosto
eclatante. La prima riguarda la variazione degli specchi
d'acqua. Rispetto alle osservazioni di G. Cuminis (1936) il
rilievo aerofotogrammetrico del 1972 consente di calcolare una
diminuzione della superficie del Lago Profondo pari al 72 per
cento, mentre il Lago
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Grande si contrae per un 37 per cento. Ciò lascia
presupporre, se non si arresta immediatamente questa tendenza,
un progressivo e rapido colmamento che porterà alla scomparsa
dei due laghetti. Questa fase è praticamente già in corso nel
Lago Grande, che ha subìto le più forti pressioni e la più
forte degradazione. La facies attuale è, infatti, quella
di stagno per cui la denominazione di lago è del tutto fuori
luogo. La seconda è rappresentata dalla interruzione dei
rapporti con il mare conseguente al colmamento ed alla
modifica del tratto di costa utilizzato per la costruzione di
strutture per la balneazione.
Da quanto esposto scaturisce immediatamente che non è
neanche proponibile l'ipotesi di un recupero, anche minimo, di
questi due corpi d'acqua, se non si affrontano e si risolvono
tutti i problemi ambientali delle aree circostanti che sono
alla base del deterioramento degli stessi.
I due laghetti devono, cioè, essere inseriti in un progetto
globale volto al riassetto di tutta l'area di Portonovo,
prefigurato dalla normativa per l'attuazione prevista dal
piano territoriale paesistico adottato con legge della regione
Marche.
L'interesse alla salvaguardia di questi biotipi che
rischiano l'estinzione è stato messo peraltro in rilievo in
più studi ed in particolare in quelli ripetuti delle
università di Camerino e di Perugia che hanno condotto diverse
campagne di osservazione con i rispettivi istituti di
botanica, idrobiologia, pescicoltura, zoologia.
E' stato possibile osservare che nei laghi si sviluppano
molteplici cenosi vegetazionali. La variabilità biocenotica è
considerata estremamente elevata in rapporto alla limitatezza
degli attuali bacini.
I campionamenti biologici hanno rilevato una notevole
densità di batteri del ciclo dello zolfo e di rodotiobatteri
che rigenerano, nei mesi estivi, ingenti fioriture
con intense colorazioni di rosso vinoso, mentre
abbondanti fioriture algali lungo i margini ne determinano una
colorazione giallo-bruno in primavera ed autunno. Dal punto di
vista faunistico l'area risulta di estremo valore, oltre che
per gli animali stanziali, per l'avifauna migratoria.
In fase migratoria sono state osservate 27 specie di
uccelli diversi delle famiglie dei ciconidi, anatidi,
canapiglia, accipitridi, pandiomidi, ralladi, laridi,
irundinidi, silvidi.
Vi si riproducono il tuffetto, la gallinella d'acqua, il
porciglione, il tarabusino, il cannareccione, la cannaiola, il
pendolino ed il martin pescatore.
E' stata infine rilevata nella zoocenosi planctonica la
presenza di un raro copepode (diacyclops biscupidatus
odessarius). Fra gli ostracodi è stata segnalata, per la
prima volta in Italia, la presenza della cypretta
dubbiosa.
Nel Lago Grande inoltre è stata effettuata anche la cattura
di esemplari di odonati. Il grande interesse scientifico e
naturalistico richiede un urgente intervento per impedire la
estinzione dei due "laghi" con l'attuazione di opere che
garantiscano il ripristino del contatto con il mare per
consentire la rivivificazione degli invasi, riducendo i tempi
di ricambio delle acque, eliminando i carichi eccessivi
eutrofizzanti e consentendo il naturale recupero delle zone
attualmente colmate.
Da un lato, l'alto rilievo ecologico dell'intervento
(segnalato anche dal particolare valore
paesaggistico-ambientale dell'area di Portonovo e dalla sua
appartenenza al Parco regionale del Conero istituito con legge
della regione Marche n. 21 del 23 aprile 1987); dall'altro, la
modestia delle risorse economiche da impegnare per interventi
non procrastinabili, sono elementi che rendono auspicabile e
possibile una rapida approvazione della presente proposta di
legge.
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