| Onorevoli Colleghi! -- Il Parlamento, in sede di
approvazione delle leggi finanziarie, ha più volte formulato
raccomandazioni al Governo affinché anche ai sordomuti venisse
riservato un trattamento per l'indennità di comunicazione pari
a quello di accompagnamento per i ciechi. I sordomuti infatti
vivono tristemente isolati dalle comunicazioni sociali ed
interpersonali ed abbisognano di interpreti (cioè di
accompagnatori specializzati nella comunicazione gestuale o
labiale) per poter sopperire almeno in piccola parte alla
perdita prelinguale dell'udito, mentre debbono sopportare
spese notevolissime per l'uso di apparecchiature DTS e
consimili.
Non è più possibile riservare ai sordomuti un trattamento
che rasenta un terzo di quello goduto dagli altri invalidi
gravi mentre abbisognano di accompagnatori o interpreti - che
dir si voglia - e di apparecchi costosi per sopperire
all'isolamento sensoriale totale: pertanto la presente
proposta di legge vuole affermare il principio
dell'equiparazione della indennità di comunicazione per i
sordomuti a quella di accompagnamento per i ciechi ed avviare
in concreto, sia pure gradualmente, questo atto di
giustizia.
L'articolo 1 della proposta prevede appunto l'attribuzione
ai sordomuti, che sono la categoria meno numerosa e non
Pag. 2
inflazionata in alcun modo, atteso che si tratta di persone
sorde dalla nascita o dalla prima infanzia, e fra le più
emarginate nella vita sociale, di un aumento della indennità
di comunicazione tale da portarla ai due terzi dell'attuale
indennità di accompagnamento dei ciechi assoluti con
l'introduzione di tutti i meccanismi di adeguamento negli anni
futuri.
La stessa proposta prevede all'articolo 2 il cumulo delle
indennità di comunicazione o di accompagnamento in favore
degli invalidi gravi pluriminorati i quali abbisognano di
particolarissima assistenza quotidiana.
Si confida che la presente proposta di legge trovi una
sollecita e benevola attenzione da parte degli onorevoli
colleghi deputati.
| |