| Onorevoli Colleghi! -- In Italia esiste una normativa
speciale varia e diversificata che regola, caso per caso,
l'applicazione del divieto di fumare in locali pubblici o
aperti al pubblico. Su questo tema si registra una notevole
crescita della sensibilità dei cittadini, in relazione
all'aumento della domanda di qualità dell'ambiente ed alla
necessità di garantire un generale rispetto del diritto alla
salute ed alla salubrità dei luoghi in cui solitamente si
svolgono le vicende della vita e del lavoro. E' proprio in
difesa dei diritti dei lavoratori che in passato sono stati
imposti speciali divieti di fumare nell'ambito dei luoghi in
cui si svolgono servizi pubblici, in particolare quelli di
trasporto. Tuttavia negli ultimi anni l'evoluzione tecnologica
degli impianti di condizionamento, depurazione e ventilazione
dell'aria ha offerto una nuova possibilità di intervento, che
consente un miglioramento della qualità
dell'areazione sia per i fumatori che per i non fumatori. In
quest'ottica è divenuto ormai necessario e improrogabile
superare le ingiuste discriminazioni nei confronti dei
fumatori, stabilendo precise norme di carattere tecnico per la
definizione delle caratteristiche degli impianti la cui
utilizzazione consente di fumare senza pericolo per la salute
di nessuno. Ciò perché non è accettabile l'attuale situazione,
in cui vanno creandosi assurde guerre tra fumatori e non
fumatori, le cui motivazioni prescindono da valutazioni reali
di un problema spesso strumentalizzato e, comunque, poco
conosciuto.
Accanto all'avvio di campagne di informazione o di studio
in materia di tabagismo, lo Stato deve garantire la pacifica
convivenza civile di modalità e stili di vita diversi, a volte
radicati in tradizioni antiche e difficilmente superabili. In
questo senso non ci si può limitare soltanto ad un
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invito alla reciproca cortesia, ma è necessario dettare norme
precise che consentano a ciascuno di tutelare la propria
salute nella certezza di restare nel diritto. Il problema
della qualità dell'aria che respiriamo, soprattutto nelle aree
urbane, deve essere affrontato nel suo complesso, con
particolare riferimento ai fumi provenienti dai tubi dei
motori delle autovetture. Molto spesso si vieta il fumo di
tabacco in locali che sono completamente infestati dallo
smog o che comunque non sono sufficientemente aerati in
rapporto al numero di persone che vi sono normalmente
ospitate. Non c'è alcun dubbio sul fatto che il fumo di
tabacco sia nocivo per la salute umana, ma questa affermazione
deve tener conto di una certa gradualità dell'esposizione
ambientale a tale agente. Inoltre deve comunque essere
rispettato il principio di libertà, per cui perlomeno al
fumatore deve essere consentito di condurre lo stile di vita
che più ritiene opportuno senza danneggiare la salute altrui.
In Italia i consumatori di prodotti da fumo sono 14 milioni,
con tutto ciò che ne deriva sul piano della
microconflittualità nei luoghi di lavoro, nei luoghi di svago,
nei bar, nei ristoranti e negli altri luoghi pubblici. Nella
sostanza la presente proposta di legge prefigura un quadro
normativo in cui è fatto obbligo al gestore di tali locali di
bonificarli con adeguati sistemi di condizionamento,
depurazione e ventilazione, in modo da salvaguardare la salute
di tutti i cittadini.
In tale ottica l'articolo 1 della presente proposta di
legge stabilisce il principio per il quale il divieto di
fumare per essere efficace deve essere esplicito ed
evidente.
L'articolo 2 elenca i luoghi in cui deve essere vietato
fumare, escludendo i ristoranti e i bar ed i luoghi di
lavoro.
L'articolo 3 indica in quali dei luoghi di cui all'articolo
2 può essere consentito fumare, purché in presenza di un
adeguato impianto di ventilazione e condizionamento dell'aria,
le cui caratteristiche tecniche dovranno essere identificate
da un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri. Sono comunque esclusi ospedali e scuole.
L'articolo 4 stabilisce che, comunque, nei luoghi in cui è
vietato fumare devono essere allestiti appositi locali,
adeguatamente aerati, riservati ai fumatori. Tale norma si
applica anche ai treni ed agli aerei nazionali.
L'articolo 5 prevede una graduale applicazione del divieto
di fumare nei ristoranti e nei bar. Il divieto sarà totale
entro tre anni, ma non si potrà applicare se la presenza di
gas nocivi nell'aria dei locali sarà causata dal fumo di
tabacco per una percentuale inferiore al 10 per cento.
L'articolo 6 stabilisce che nei luoghi di lavoro il divieto
di fumare potrà essere applicato soltanto nel caso in cui la
metà più uno di dipendenti conviventi nello stesso locale ne
faccia richiesta. Il divieto non potrà comunque essere
applicato nel caso in cui la cattiva qualità dell'aria negli
uffici sia imputabile al fumo di tabacco soltanto per un quota
inferiore al 10 per cento.
L'articolo 7 stabilisce le multe da applicarsi a chi fuma
in caso di divieto ed a chi non espone con evidenza il divieto
nei locali in cui esso deve essere applicato.
L'articolo 8 vieta ai datori di lavoro le discriminazioni
tra lavoratori fumatori e non fumatori.
L'articolo 9 consente alle associazioni dei fumatori piena
legittimazione nella difesa in giudizio degli interessi dei
fumatori.
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