| Onorevoli Colleghi! -- Il problema del traffico pesante
sulla strada statale n. 16 "Adriatica" (SS16) che interessa le
regioni Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, è fin troppo
conosciuto, non solo alla opinione pubblica, primi fra tutti i
cittadini che risiedono e convergono per motivi di lavoro o
turistico nelle zone interessate, ma anche allo stesso
Parlamento ed al Governo. Vanno ricordati i numerosi articoli
di stampa, le proposte di legge che si sono susseguite nella X
e XI legislatura, le innumerevoli iniziative dei comitati
unitari, dei gruppi ambientalisti, delle associazioni, dei
sindaci, degli autotrasportatori, il tutto finalizzato ad
ottenere lo spostamento del traffico pesante (autotreni,
autoarticolati, autosnodati) dalla SS16 alla autostrada A-14
prioritariamente per motivi di sanità e sicurezza pubblica.
L'ostacolo principale a qualsiasi soluzione ipotizzata è stato
rappresentato dalla modalità e dai criteri da perseguire per
la copertura finanziaria. Con l'inizio della XII legislatura
si ripropone con forza l'importanza di questo provvedimento se
si pensa che l'attuale SS16 "Adriatica" è diventata una vera e
propria "arteria urbana" che crea numerosi problemi ai
numerosi centri urbani che attraversa, per la loro vita
comunitaria, l'ambiente e l'economia. Infatti sempre più
numerosi sono gli incidenti, anche mortali che si verificano e
che segnalano la elevata pericolosità del tracciato
soprattutto in alcuni tratti in corrispondenza dei centri
urbani. Inoltre il traffico provoca un grave inquinamento
acustico ed atmosferico, oltre i limiti di
Pag. 2
sicurezza di legge, rilevati da tempo dai controlli
effettuati dalle locali unità sanitarie locali e da alcune
province. Si calcola che su ogni chilometro della SS16 vengono
scaricate ogni anno 60 tonnellate di biossido di azoto, veleno
puro per i polmoni di chi vive lungo l'asta viaria. Sono
infatti in costante aumento le malattie a carico dell'apparato
respiratorio, le malattie dell'udito, cardiovascolari, nervose
e neurovegetative che colpiscono gli abitanti della costa
adriatica. Le regioni Marche, Abruzzo e Molise, dal 1979,
hanno adottato provvedimenti per dirottare il traffico
pesante, in alcune settimane estive, onde salvaguardare,
almeno in parte, l'attività turistico-balneare. Alcuni
benefìci si sono riscontrati con l'emanazione da parte di
alcuni sindaci sensibili al problema, sin dal 1988, di
apposite ordinanze di divieto di transito ai mezzi pesanti.
Questi provvedimenti di per sé positivi, perché finalizzati
alla tutela della salute dei cittadini sono stati svuotati o
da ricorsi al tribunale amministrativo regionale, che ha
sospeso la loro validità o per mancanza di continuità dei
controlli da parte delle forze dell'ordine nelle ventiquattro
ore soprattutto per carenze di personale e di mezzi. La
conseguenza è che molti autotrasportatori per aggirare la
legge transitano soprattutto nelle ore notturne: da mezzanotte
all'alba, con punte sino alle sette del mattino. Si calcolano
siano 10.000 i mezzi pesanti che transitano nel tratto
abruzzese della SS16 e della A-14. Si ricordano anche momenti
di tensione che si sono avuti tra autotrasportatori, cittadini
e forze dell'ordine nei luoghi prescelti per la deviazione
obbligatoria. Recentemente l'ex Ministro dei lavori pubblici
Merloni, dopo numerosi incontri con amministratori di regioni,
province, comuni ed associazioni ha proposto un provvedimento
amministrativo per la deviazione permanente del traffico
pesante nei tratti della SS16 che vanno da Cattolica ad Ancona
Nord
(72 Km) e da Ancona Sud ad Ortona (175 Km). La popolazione dei
centri abitati interessati al dirottamento risulta di circa
500.000 abitanti.
L'onere relativo, calcolato in circa 20 miliardi verrebbe
ripartito tra le regioni (25 per cento), le province (5 per
cento), i comuni (15 per cento), la Società Autostrade (15 per
cento) e gli autotrasportatori (40 per cento). La direttiva
Merloni incontra numerosissimi ostacoli di natura burocratica
e finanziaria. Infatti per alcuni comuni la quota di propria
spettanza è ritenuta eccessiva rispetto alle condizioni
finanziarie del proprio bilancio ed inoltre gli
autotrasportatori ritengono la quota del 40 per cento troppo
elevata. Si rischia ancora una volta un nulla di fatto mentre
si annunciano nuove iniziative di protesta da parte dei
comitati dei cittadini.
Onorevoli colleghi! Urge una soluzione definitiva, oltre le
misure parziali, rivelatesi inadeguate. La strada statale n.
16 "Adriatica" è stata un grande fattore di sviluppo per le
regioni che attraversa; adesso paradossalmente, proprio per
l'eccessivo carico del traffico pesante, sta divenendo una
forma di diseconomia per le attività produttive. C'è quindi la
necessità e l'urgenza di risolvere questo problema nell'ottica
di sopportare un piccolo sacrificio economico da parte della
collettività per avere un ritorno positivo sia per le
condizioni ambientali e di sicurezza dei luoghi sia per la
difesa e la valorizzazione delle attività economiche costiere.
Infatti con questo provvedimento non si prevedono esborsi da
parte dello Stato a differenza di alcune proposte precedenti.
C'è la necessità di garantire il diritto alla salute dei
cittadini della costa adriatica, un bene primario, sancito
dalla nostra Costituzione. C'è l'obbligo da parte di noi tutti
di garantire la vivibilità dei centri urbani, la qualità della
vita dei cittadini, che non può essere uno slogan vuoto
ma un reale programma di lavoro.
| |