| Onorevoli Colleghi! -- I bronzi dorati provenienti da
Cartoceto di Pergola e recentemente restaurati a Firenze sono
oggetto di disputa per la loro definitiva destinazione. Il
luogo di ritrovamento, lontano dai centri antichi, non
consente di poterli attribuire ad un municipio ben preciso
anche se il territorio era da tempo romanizzato con la
presenza di Sentinum e poi di Fossombrone e Suasa. Il modo del
ritrovamento denuncia che i bronzi, dopo aver subito notevoli
danni, forse in seguito ad una damnatio memoriae, in un
determinato momento della storia si trovassero in località
Cartoceto di Pergola e fossero qui sepolti. Inoltre il
ritrovamento presso Suasa di una testa di cavallo somigliante
ai bronzi in oggetto, e poi finita in America, dimostra come
il reperto di Cartoceto
non debba essere considerato un evento sporadico, ma debba
essere analizzato a confronto con questo altro materiale,
simile per natura ed esecuzione, proveniente da un centro
romano limitrofo.
Un ulteriore aggancio dei bronzi al territorio della nostra
provincia potrebbe essere costituito dal riconoscimento nel
padre di Livia, Marco Livio Druso Claudiano, illustre
cittadino pesarese, come è attestato da documenti epigrafici
custoditi nel museo di Pesaro.
E' noto come ogni oggetto archeologico, proveniente dal
sottosuolo, appartenga allo Stato e lo Stato abbia il dovere
di mantenere e custodire il reperto.
I bronzi in oggetto potrebbero essere ospitati nel Museo
nazionale di Ancona, ma in questo caso sarebbero strappati al
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territorio del reperimento, territorio che potrebbe in futuro
restituire ulteriori testimonianze.
Inoltre la sistemazione in una sala del Museo di Ancona
sacrificherebbe il godimento del manufatto stesso: infatti il
gruppo equestre fu concepito ed eseguito per essere fruito in
ampi spazi, forse all'aperto.
La struttura più idonea per ospitare i bronzi in una giusta
collocazione è stata fornita dal comune di Pergola che ha
egregiamente ed adeguatamente allestito un intero edificio, il
liceo Piccinini a tale scopo.
La tutela di questo patrimonio artistico continuerebbe ad
essere gestita dagli organi competenti, cioè dalla stessa
soprintendenza, mentre le spese di gestione sarebbero
sopportate dal comune di Pergola, dalla provincia di Pesaro e
dalla regione Marche.
La realizzazione di questo progetto non costituirebbe
soltanto un fatto culturale, ma produrrebbe degli effetti sul
territorio, dando origine ad un indotto artigianale e
commerciale in una zona povera di attività economiche ma ricca
di bellezze naturali.
La presenza dei bronzi nel comune di Pergola potrebbe
costituire un incentivo per lo sviluppo turistico di una più
vasta zona ricca di testimonianze storiche e culturali.
Infatti oltre ai centri antichi di Sentinum, Forum Sempronii e
Suasa tutti nelle immediate vicinanze che conservano ancora
notevoli tracce archeologiche di epoca romana, l'itinerario
potrebbe comprendere la visita del suggestivo Monastero di
Fonte Avellana e delle vicine Abbazie di Sistria e di S.
Emiliano in Congiuntoli,
nonché quella delle rocche di Fossombrone e Mondavio e di
altri centri minori, egualmente interessanti.
La valorizzazione di tutto questo patrimonio, per gli
effetti che produrrebbe anche sul piano economico
scoraggerebbe l'esodo della popolazione in zone economicamente
più privilegiate favorendo in questo entroterra la
conservazione di una civiltà di tradizione millenaria, sempre
attuale ed utile al progresso.
Questa proposta non è dettata da campanilismo ma dalla
volontà di preservare la civiltà e la vita della popolazione
locale che costituiscono un frammento della nostra più vasta
storia della cultura.
E' con questa ottica che attualmente si provvede alla
custodia del patrimonio artistico nazionale. Valorizzando
anche zone marginali, ma comunque sempre interessanti sotto il
profilo storico, mediante l'incoraggiamento di iniziative e
l'istituzione di musei locali che conservano manufatti
artistici storicamente legati al territorio in cui sono stati
prodotti o restituiti.
La proposta di legge prevede all'articolo 1 l'istituzione
in Pergola di un Centro operativo dipendente dalla
soprintendenza archeologica delle Marche con annesso
Antiquarium.
Con l'articolo 2 si stabilisce che le spese di costituzione
e di funzionamento sono a carico della regione Marche, della
provincia di Pesaro ed Urbino e del comune di Pergola.
Con l'articolo 3 si autorizza il Ministro per i beni
culturali e ambientali ad ordinarne l'istituzione e di
stipulare apposita convenzione con le amministrazioni locali
interessate.
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