| Onorevoli Colleghi! -- Sono passati quarantasei anni
dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana, ma i
princìpi di autonomia e di decentramento amministrativo
solennemente affermati all'articolo 5 sono rimasti lettera
morta, vittime di una prassi di governo che ha rivelato tante
resistenze di stampo centralista.
Anche l'istituto della provincia, pur riaffermato dalla
Carta costituzionale agli articoli 114 e 133, è rimasto un
involucro senza contenuto, un ente territoriale dalle
competenze incerte e marginali, spesso subordinato alla sua
origine storica e alla sua principale funzione di organo di
decentramento dal potere statale sottoposto all'autorità del
prefetto.
Oggi che con la legge di riforma delle autonomie locali si
tenta di rilanciare la
funzione della provincia anche accrescendone e meglio
definendone il ruolo e le competenze (come ben spiega
l'articolo 14 della legge 8 giugno 1990, n. 142), è venuto il
momento di riformare le circoscrizioni territoriali che
attualmente competono a ciascuna provincia, per meglio
adattarle alle esigenze di una società che si è profondamente
trasformata.
In questa ottica appare ormai improcrastinabile
l'istituzione della nuova provincia di Monza e della Brianza,
con capoluogo Monza, comprendente i comuni dell'attuale
provincia di Milano.
La creazione della nuova provincia, che ospiterebbe una
popolazione superiore ai 750.000 abitanti, risponde a tutti i
requisiti richiesti dall'articolo 16 della legge 8 giugno
1990, n. 142, per la istituzione di nuove province.
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Infatti la Bassa Brianza, come convenzionalmente si
definisce il territorio della nuova provincia, possiede una
sua unitarietà ed omogeneità storica, sociale, culturale ed
economica che la distingue dal resto della provincia di
Milano.
L'importanza economica della Bassa Brianza e la solidità
della sua struttura produttiva, che ha sempre superato
brillantemente, grazie alla sua ampia diversificazione, le
ricorrenti crisi economiche nazionali, non si possono
comprendere senza aver prima considerato la storia industriale
di questa zona.
Le prime attività manifatturiere risalgono al basso medio
evo, quando a Monza si iniziò la lavorazione della lana: dal
XIII secolo in poi i "panni di Monza" furono conosciuti in
tutta Europa. Questa industria decadde verso la metà del
seicento, ma fu prontamente sostituita dalla lavorazione della
seta e del cotone, nonché dalla fabbricazione dei cappelli,
che rese Monza famosa nel mondo intero.
Nel 1892 la produzione dei cappellifici monzesi era stimata
in 30.000 pezzi al giorno, in buona parte destinati
all'esportazione. Dopo la seconda guerra mondiale,
l'espansione dell'economia brianzola è continuata con ritmo
frenetico, attirando una forte ondata immigratoria
(proveniente per oltre il 50 per cento dal meridione), che ha
ulteriormente innalzato la densità abitativa della zona, pari
oggi a circa 1.600 abitanti per chilometro quadrato.
Gli abitanti della Bassa Brianza sono oltre 750.000, le
aziende industriali e artigianali sono oltre 24.000 con più di
190.000 addetti. In totale l'occupazione industriale della
zona rappresenta più del 9 per cento di quella lombarda.
Le profonde ristrutturazioni aziendali, il miglioramento
delle strutture tecnicocommerciali e progettuali hanno
consentito un elevato incremento di settori produttivi già
consistenti quali il tessile, l'abbigliamento, il mobile ed il
settore meccanico. A ciò si aggiunga che nel campo della
produzione di fibre artificiali e sintetiche, gli addetti
della zona sono oltre il 46 per cento degli addetti
dell'intera Lombardia. Gli occupati nella costruzione,
installazione e riparazione delle macchine per ufficio sono il
27 per cento dell'intero territorio regionale, mentre gli
addetti all'industria del legno e del mobile salgono al 28 per
cento.
Notevole rilevanza ha la produzione di macchine utensili
atte alla lavorazione del legno e di quelle atte alla
lavorazione dei metalli mediante deformazione, senza
dimenticare la presenza di alcune grandi industrie
elettroniche nel Vimercatese. Anche le attività del terziario
avanzato, che offrono attività di servizio alle imprese per
quanto riguarda la ricerca tecnologica, la formazione
professionale, la commercializzazione, la consulenza contabile
e amministrativa, sono in forte espansione.
Per quanto concerne la città di Monza, che diverrebbe il
capoluogo della nuova provincia, pochi dati sono sufficienti a
dimostrare la sua importanza, non inferiore a quella di altre
città capoluogo di provincia, anche di nuova costituzione.
Un primo elemento è dato dall'entità demografica pari oggi
ad oltre 121.000 abitanti. A ciò si aggiunga un distretto
militare che abbraccia una larga parte della regione ed è il
più grande d'Italia dopo quello di Roma; un tribunale che ha
giurisdizione su sessantadue comuni con quasi un milione di
abitanti; un comando di gruppo dei Carabinieri che ha un
raggio d'azione di novantuno comuni con due milioni di
abitanti; un ospedale regionale multizonale che abbraccia
tutti i settori sanitari, con un bacino di utenza di circa
800.000 abitanti e dotato di 1.200 posti letto (presso
l'ospedale ha sede altresì un polo universitario della facoltà
di medicina e chirurgia dell'università di Milano); un ufficio
delle imposte dirette, cui fa capo una popolazione di 600.000
unità e che ha ricevuto, nel 1984, oltre 280.000 dichiarazioni
dei redditi; un ufficio del registro che ha riscosso nel solo
1984 ben 52 miliardi di lire.
Vi sono inoltre ubicati gli uffici della camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, della Società
italiana autori ed editori, le agenzie di tutti i principali
istituti di credito, le sezioni dell'INAM, dell'INPS e
dell'INAIL ai quali
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fanno capo numerosi centri del circondario. Da pochi mesi è
in funzione anche un ufficio IVA.
Numerose associazioni quali quelle dei commercianti, degli
artigiani e degli industriali hanno a Monza una loro sede. Fra
le più importanti in campo nazionale per il numero delle
imprese aderenti è l'Associazione degli industriali di Monza e
Brianza, la prima a nascere in Italia nel lontano 1902.
Le aziende industriali e artigianali monzesi sono ben 1.140
con 26.000 addetti. A queste vanno aggiunte 2.450 aziende
commerciali con oltre 10.000 persone addette.
A Monza è presente, inoltre, un mercato ortofrutticolo
all'ingrosso, al servizio di tutta la Brianza. Il mercato del
bestiame equino è il più rinomato di tutto il Nord.
Per quanto riguarda il settore scolastico, Monza è davvero
capoluogo brianteo dell'istruzione. Nelle sue scuole superiori
di ogni tipo (classico, scientifico, artistico, commerciale,
industriale) sia pubbliche che private, sia diurne che serali,
vi sono oltre 33.000 alunni.
Quanto mai opportuna appare l'apertura a Monza di una sede
del provveditorato agli studi.
A Monza troviamo altresì la Biblioteca italiana dei ciechi,
a servizio dell'intero territorio nazionale.
I monumenti che abbelliscono Monza, dal Duomo,
all'Arengario e alla villa reale, sono la testimonianza della
sua storia ultramillenaria, durante la quale la città fu
capitale del regno dei Longobardi e in seguito sede imperiale
con Berengario e
con gli Ottoni. Dopo avere a lungo rivaleggiato per
importanza con la stessa Milano, fu da questa inglobata nei
propri territori al tempo dei Visconti.
Nei secoli successivi conobbe però altri momenti di
splendore, quando diversi sovrani la prescelsero come propria
sede estiva, da Eugenio Beauharnais fino a Umberto I di
Savoia.
Nel parco di Monza, che ha una superficie di oltre sette
milioni di metri quadri, e che è il più grande parco cintato
di tutta Europa, ha sede il celeberrimo autodromo nazionale,
costruito nel 1922 e teatro delle massime competizioni
motoristiche.
Un'ultima considerazione: la creazione della provincia di
Monza avrebbe benefici effetti non solo per l'area
interessata, che si troverebbe svincolata dall'eccessiva
dipendenza, ormai anacronistica, dal capoluogo della regione,
ma anche per la stessa città di Milano, ormai prossima al caos
viabilistico, poiché verrebbe in qualche misura ridotta la
mobilità veicolare proveniente dalla Bassa Brianza.
Pare dunque evidente da questa breve analisi che l'area
geografica della Bassa Brianza ed il suo capoluogo hanno avuto
ed hanno tuttora uno sviluppo diversificato rispetto al
capoluogo lombardo andando a costituire una realtà
distinta.
Considerando poi le nuove funzioni che la legge n. 142 del
1990 intende attribuire all'ente provincia, si rende
necessaria la costituzione della provincia di Monza, anche ai
fini di un effettivo equilibrio delle funzioni amministrative
nell'area milanese.
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