| Onorevoli Colleghi! -- E' a tutti noto che le case da gioco
costituiscono una forte attrattiva per il turismo,
contribuendo ad arricchire l'offerta dei servizi delle
località ove sono ospitate, con positive ricadute sulle
attività economiche e sui livelli occupazionali.
Contrariamente a quanto avviene nei paesi limitrofi
all'Italia - Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Croazia,
Germania - a causa delle limitazioni normative vigenti, fino
ad oggi risultano operanti nel territorio nazionale solo
quattro case da gioco: rispettivamente a Saint Vincent, San
Remo, Campione d'Italia e Venezia.
Per le stazioni turistiche di Grado (provincia di Gorizia)
e Lignano Sabbiadoro (provincia di Udine), annualmente meta di
un forte flusso turistico nazionale ed internazionale,
l'attivazione di una struttura adibita a casa da
gioco potrebbe rappresentare un incentivo di primaria
importanza per accrescere le presenze turistiche e prolungarne
la stagione.
Nell'indicare tali località, poste entrambe nella regione
Friuli-Venezia Giulia, si evidenziano anche ulteriori motivi
d'opportunità, primo fra tutti il fatto che la stessa comunità
regionale versa nelle case da gioco poste nelle immediate
vicinanze del confine sloveno-italiano - Nova Gorica,
Portorose e Tolmino - ed austriaco-italiano - Velden - somme
ingenti di denaro, arrecando un sensibile danno economico al
pubblico erario.
Oltre all'esportazione della valuta ai fini di gioco, le
visite oltre confine sono accompagnate dall'acquisto di beni
di consumo
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- soprattutto tabacchi e carburante - che riducono in
misura rilevante gli introiti dello Stato e, indirettamente,
le risorse della regione stessa.
La collocazione delle due località indicate sulle grandi
vie di comunicazione del nord-est d'Italia, la struttura
ricettiva ed alberghiera di prim'ordine, la vicinanza al
confine nazionale, oltre alla riconosciuta capacità degli
operatori turistici, fanno di Grado e Lignano Sabbiadoro le
sedi più idonee all'insediamento annuale delle case da
gioco.
Le ragioni economiche che si richiamano e l'esigenza di
promuovere efficacemente l'immagine di tali località nel
contesto del naturale bacino geografico centroeuropeo si
ritiene possano indurre a superare le remore, soprattutto
d'ordine morale, che fino ad oggi hanno impedito la
realizzazione di un maggior numero di case da gioco nel nostro
Paese.
Né si comprende come tali remore, qualora ritenute valide e
condivise, possano non aver portato alla chiusura delle
analoghe strutture esistenti ovvero alla rinuncia - da parte
dello Stato - dell'esercizio di tutte le altre forme di gioco
d'azzardo legalizzate.
Tanto meno appaiono coerenti quando arrecano un diretto
danno alle finanze del nostro Stato ed impediscono la
valorizzazione
delle località turistiche e la possibilità per esse di
competere alla sempre più agguerrita concorrenza
internazionale.
Credo piuttosto che il nostro Paese possa aspirare a pieno
titolo a dare una risposta moralmente e civilmente più
avanzata in ordine ai problemi della enorme diffusione del
gioco d'azzardo, rispetto all'attuale anacronistico
arroccamento sulle posizioni del codice penale.
Nella regione Friuli-Venezia Giulia, invero, tale problema
non si è ancora affacciato nelle forme gravi che manifesta in
altre parti del territorio nazionale.
Sono peraltro convinto che un provvedimento normativo più
generale che consenta l'apertura di un maggior numero di case
da gioco nell'intera nostra penisola potrebbe costituire un
utile strumento per fronteggiare tale problematica.
Anche attraverso tale provvedimento, credo, sarà possibile
fare un'opera di trasparenza e di moralizzazione, per portare
il nostro Paese al passo degli Stati di diritto più
evoluti.
Su tali premesse, confido in una sollecita disamina della
presente proposta di legge e nella sua approvazione,
nell'attesa dell'auspicabile sollecito varo di una generale e
più organica disciplina dell'esercizio delle case da gioco per
l'intero nostro Paese.
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