| Onorevoli Colleghi! -- Il Trattato di Maastricht ha
previsto all'articolo 198A l'istituzione, presso la Comunità
europea, di un Comitato delle regioni. Questo Comitato è
composto da 189 rappresentanti delle collettività regionali e
locali degli Stati aderenti alla Comunità, di cui 24 sono di
nomina riservata all'Italia.
Nonostante si tratti di un organo meramente consultivo,
questo Comitato rappresenta una notevole ed importante novità.
Per la prima volta, infatti, la Comunità europea riconosce
alle regioni una valenza istituzionale sovranazionale. E' un
ulteriore passo in avanti verso la regionalizzazione
dell'Europa, "l'Europa delle regioni", come viene spesso
definita (in contrapposizione all'Europa delle Patrie e degli
Stati
nazionali). Non essendo tuttavia questa la sede più opportuna
per riflettere sul significato e sulle prospettive di questo
Comitato, ci limitiamo ad osservare come il Trattato di
Maastricht disponga, allo stesso articolo, che i "membri del
Comitato, nonché un numero uguale di supplenti, sono nominati,
su proposta dei rispettivi Stati membri, per quattro anni dal
Consiglio, che delibera all'unanimità".
Sin dalla ratifica del Trattato di Maastricht, il gruppo
della Lega Nord ha presentato diverse interrogazioni
parlamentari per conoscere con quali criteri il Governo
intendesse nominare, o meglio, proporre, i componenti italiani
presso il Comitato, ma ancora oggi non si sono ottenute
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risposte concrete in merito, ed in effetti ancora
nessuna nomina è stata effettuata, nemmeno, a quanto pare,
negli altri Paesi della Comunità, in attesa forse di una
sollecitazione della Commissione delle Comunità europee.
Con la presente proposta di legge si intende ovviare a
questo problema e proporre una soluzione che risponda il più
possibile allo spirito della norma del Trattato, estinguendo
così sul nascere eventuali tentazioni centraliste del
Governo.
L'articolo unico della presente proposta di legge prevede
quindi che siano i consigli regionali a designare, uno
ciascuno, i componenti italiani del Comitato delle regioni,
nonché i rispettivi supplenti, affinché il Governo, a sua
volta, li proponga poi al Consiglio delle Comunità
europee. Alla regione Trentino-Alto Adige spetta la
designazione di due componenti, con rispettivi supplenti, uno
per ciascuna delle due province autonome. Le rimanenti
designazioni sono rimesse al Governo, su indicazione della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Per garantire poi la rappresentatività dei membri del
Comitato, e conformemente ad una recente risoluzione del
Parlamento europeo (risoluzione B3-0516/93), questi devono
comunque rivestire una carica elettiva pubblica
rappresentativa della regione o di una importante realtà
locale: abbiamo limitato quindi i soggetti designabili ai soli
consiglieri regionali, provinciali e comunali.
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