| Onorevoli Colleghi! -- Nel 1994 ricorre l'VIII centenario
della nascita di Federico II di Svevia. In vista di questo
evento già nella scorsa legislatura furono presentate in
Parlamento diverse proposte di legge intese a promuovere un
programma di iniziative mirate ad approfondire dal punto di
vista storico e politicoculturale la figura di Federico II,
nonché a valorizzare e conservare quanto ancor oggi testimonia
la sua opera e il suo straordinario influsso sulla vita del
suo tempo.
Il testo che qui si propone tiene conto della discussione
che su tali proposte si svolse, sia al Senato che presso la
Commissione cultura della Camera, che non fece in tempo a
varare il provvedimento per l'anticipato scioglimento delle
Camere.
Giova ricordare con qualche breve cenno biografico, le
tappe significative nella vita di Federico II; nato a Jesi il
26 dicembre 1194 da Costanza, figlia di Ruggero II d'Altavilla
e dell'imperatore Enrico VI di Svevia, figlio di Federico
Barbarossa, Federico II dominò la vita politica e culturale
italiana ed europea fino alla sua morte, avvenuta il 13
dicembre 1250 nel Castello di Ferentino in Capitanata. La sua
figura è oggetto ancor oggi di appassionate ricerche;
imperatore del Sacro romano impero, re di Sicilia, re di
Germania, re di Borgogna, re di Gerusalemme, uomo di vasta e
complessa cultura, politico intelligente, fine legislatore
(promulgatore del Liber constitutionum regni Siciliae,
prima raccolta organica di leggi dopo quella giustinianea,
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nell'Europa medioevale, definite "monumento
legislativo laico dell'età di mezzo"), fondatore della scuola
poetica siciliana, filosofo e studioso delle scienze naturali
(fu autore, tra l'altro di un trattato di falconeria),
architetto e precursore dello spirito laico moderno, fu
definito con l'appellativo di stupor mundi per la
genialità della sua complessa personalità.
Tra i suoi vasti domini privilegiò fortemente il regno di
Sicilia, di cui organizzò le strutture amministrative secondo
un modello originale definito nelle citate
Constitutiones.
Nel 1224 fondò l'università degli studi di Napoli,
essenzialmente per rispondere all'esigenza di qualificare il
personale ad
detto all'amministrazione di un regno che nella prima metà
del tredicesimo secolo era il più moderno d'Europa.
L'articolo 1 della presente proposta di legge demanda ad un
apposito Comitato nazionale, istituito con decreto del
Ministro per i beni culturali e ambientali, l'organizzazione
delle celebrazioni con l'indicazione delle iniziative da
ritenersi prioritarie. All'attività del Comitato nazionale si
affiancano le iniziative della Fondazione Federico II, con
sede in Jesi.
L'articolo 2 fissa in quattro miliardi di lire, da
suddividere in tre esercizi finanziari, l'importo del
contributo occorrente per far fronte alle iniziative
programmate.
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