| Onorevoli Colleghi! -- Con l'unita proposta di legge si
intende ripristinare la festa del 2 giugno, giorno in cui il
popolo italiano, con libera votazione, scelse la forma
repubblicana, perché "conforme alla verità storica ed alle
tradizioni nazionali del nostro Paese".
La festività nazionale del 2 giugno venne decisa con la
legge 27 maggio 1949, n. 260, la quale all'articolo 1
prevedeva testualmente: "Il giorno 2 giugno, data della
fondazione della Repubblica, è dichiarato festa nazionale";
poi nell'articolo 2 venivano elencati gli altri giorni
festivi, "oltre al giorno della festa nazionale",
sottolineando così l'esclusività e l'importanza storica e
civile del 2 giugno.
Fu nel 1977, con legge n. 54 del 5 marzo, che a causa
dell'"elevato numero
delle festività infrasettimanali e della loro negativa
incidenza sulla produttività sia delle aziende che degli
uffici pubblici", venne deciso che la celebrazione della festa
nazionale della Repubblica avesse luogo la prima domenica di
giugno. Furono quelli i motivi, legati alla crisi economica
(cosiddetta austerity) di quei difficili anni, a
convincere il legislatore che era opportuno frammentare il
meno possibile l'attività lavorativa del Paese.
Oggi, crediamo sia importante impedire la perdita di una
parte fondamentale della nostra memoria storica; perdita
questa che se si verificasse costituirebbe un ulteriore
indebolimento delle nostre istituzioni democratiche.
Nell'attuale delicata fase di transizione nazionale è
necessario tornare a porre solidi
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punti fermi nella storia e nella memoria nazionale.
Mentre c'è chi tenta di confondere l'equilibrio del giudizio
storico con impossibili riabilitazioni del regime fascista,
mentre c'è chi propone di istituire festività fortemente
venate di nazionalismo, retorica bellicistica e volontà di
revisione dei confini, il 2 giugno va riposto a simbolo
solenne della libera e democratica scelta repubblicana del
popolo italiano. Tale scelta sarebbe un segnale per i Paesi
europei che giustamente guardano con preoccupazione a taluni
rigurgiti in atto nel nostro Paese. E ripristinerebbe una
ricorrenza che accomuna tutti gli italiani nel solco del
libero esercizio della propria sovranità. La Repubblica
italiana è praticamente l'unico Paese che non ricordi
solennemente l'anniversario della propria nascita.
Riteniamo pertanto necessario far rivivere la festa del 2
giugno quale giorno in cui l'italiano di ieri, di oggi e
soprattutto di domani possa ritrovare il suo momento di unità
nazionale e quello di attaccamento ai valori repubblicani che
caratterizzano la nostra forma di Stato.
Se la storia, secondo l'insegnamento di Benedetto Croce, è
sempre storia rivolta al presente, allora per noi italiani il
2 giugno acquista un significato davvero importante.
Il 2 giugno 1946 scegliemmo la Repubblica e la democrazia:
e quella scelta dobbiamo sempre custodire nell'interesse del
bene comune, anche ricordando ogni anno quella significativa
data.
La presente proposta di legge si compone semplicemente di
due articoli che, in sostanza, ristabiliscono quanto previsto
dall'articolo 1 della citata legge n. 260 del 1949.
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