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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XII Legislatura

Documento


7349
DDL0615-0002
Progetto di legge Camera n. 615 - testo presentato - (DDL12-615)
(suddiviso in 7 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C615. TESTIPDL
...C615.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC615 ZZ12 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- L'esposizione internazionale
  "Cristoforo Colombo, la nave e il mare", che ha avuto luogo
  dal 15 maggio al 15 agosto 1992 a Genova, ha permesso la
  realizzazione di opere ed il recupero di immobili e di vaste
  aree portuali a finalità urbane, permettendo di ricostruire
  quel legame profondo e tradizionalmente senza soluzione di
  continuità che esisteva tra le banchine portuali e la città, i
  suoi portici, i suoi magazzini ed i suoi negozi.
    Con lo sviluppo del porto a ponente, particolarmente a Prà
  ed a Voltri, e la specializzazione ed il potenziamento di moli
  quali Calata Sanità, Calata Olii minerali, eccetera, la
  funzione delle banchine del porto più antiche, all'interno del
  porto vecchio, è sempre più venuta meno rispetto alle attività
  di ormeggio tradizionali.  La destinazione ad una profonda
  ristrutturazione della zona, con la previsione
  di ormeggi per il diporto e strutture ricettive e di
  servizio, è ormai in programma negli strumenti urbanistici e
  di pianificazione approvati dalla regione Liguria e dal comune
  di Genova.
    Naturalmente non intendiamo trascurare il fatto che
  l'intera operazione Expò, per il modo con la quale è stata
  gestita - che ha portato alle dimissioni del sindaco della
  città - per le procedure di appalto seguite e per le opere
  stesse realizzate, è oggetto da tempo del nostro giudizio
  critico e, addirittura, di indagini specifiche avviate dalla
  magistratura. Né intendiamo tacere una critica di fondo al
  taglio che si è voluto dare alle celebrazioni colombiane,
  trascurando le conquiste e la distruzione di popoli e civiltà
  che hanno fatto seguito alla scoperta dell'America.
    Resta tuttavia il fatto che, grazie all'uso di notevoli
  risorse pubbliche, un complesso di aree ed edifici è stato
 
                               Pag. 2
 
  realizzato, e l'uso intelligente e razionale di esso potrà
  costituire un grande patrimonio per la città, una occasione in
  più per il recupero dell'importantissimo centro storico, il
  più vasto d'Europa, e la possibilità di offrire nuovi spazi
  alle attività economiche, sociali e culturali.
    Lo sfruttamento pieno di tale occasione non può però
  prescindere dalla attribuzione della proprietà e della
  gestione del complesso di aree e strutture.  Già nella loro
  progettazione era esplicito il ruolo urbano dell'insieme delle
  opere e la loro integrazione nel tessuto urbanistico,
  economico e sociale della città.
    Per rispondere per intero a questa esigenza non c'è che una
  scelta, quella dell'affidamento pieno ed esclusivo della
  proprietà al comune di Genova di tutto il complesso delle aree
  e degli immobili compresi nel perimetro dell'esposizione
  colombiana.  Ciò per permettere, nella citata direzione, un uso
  razionale della nuova porzione di tessuto urbano e delle sue
  strutture, ed una gestione politica chiara, più controllabile
  democraticamente, da parte
  dell'assemblea elettiva comunale: senza contrasti,
  complicazioni burocratiche e conflitti di interessi e di
  competenze.
    Anche per la profonda concezione che abbiamo dello Stato e
  delle autonomie locali come espressione primaria dello Stato,
  avanziamo, dunque, la proposta di attribuire al comune di
  Genova la proprietà, come beni inalienabili, delle aree e dei
  beni immobili in questione.
    Questa ci pare una scelta naturale ai fini della
  destinazione collettiva e pubblica dei beni interessati e del
  loro utilizzo, rafforzata dall'esperienza negativa della
  formula attuata per la costituzione dell'Ente Colombo, per
  quel che riguarda risultati e modalità di gestione.
    Una sua riedizione porterebbe alla creazione di un nuovo
  "carrozzone" malgovernabile, lontano dalle sedi istituzionali
  proprie del controllo democratico e della gestione limpida e
  coerente di una parte di città.  Peggiore ancora sarebbe la
  soluzione della costituzione di apposita società di capitali,
  perché porterebbe all'estremo le caratteristiche negative da
  noi evidenziate.
 
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