| Onorevoli Colleghi! -- La dimensione del fenomeno della
corruzione di pubblici amministratori e l'inadeguatezza
evidente della sola azione penale per perseguire quella che si
configura come una vera e propria nuova forma di associazione
a delinquere, rendono urgente un intervento legislativo.
L'accertamento dei patrimoni, illecitamente accumulati da
chi doveva invece fornire un servizio alla collettività,
affinché vengano confiscati e l'adeguamento della legislazione
al fine di perseguire le associazioni a delinquere che usino
la politica come strumento per commettere reati contro la
pubblica amministrazione sono richieste ormai diffuse nella
pubblica opinione.
Per questi motivi va istituita al più presto una
Commissione parlamentare di inchiesta per accertare gli
illeciti arricchimenti conseguiti da titolari di cariche
elettive e direttive, nonché per formulare idonee proposte per
la devoluzione allo Stato dei patrimoni di non giustificata
provenienza e per la repressione delle associazioni a
delinquere di tipo politico. Se il potere politico fallisse in
questa risposta "parlamentare"
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alla richiesta di pulizia morale, sarà inutile dire che è
compito della magistratura reprimere questo tipo di reato e si
sarà poi costretti ad auspicare l'istituzione di una
commissione composta non più da parlamentari ma da giudici,
come quella del 1943 per la confisca degli ingiustificati
arricchimenti di politici fascisti.
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