| Onorevoli Colleghi! -- Nella precedente legislatura la
Camera dei deputati è stata sollecitata ad esaminare ed
eventualmente a modificare la norma di cui all'articolo 19
della legge 20 maggio 1982, n. 270, concernente i
trasferimenti d'ufficio del personale docente della scuola
materna, elementare, secondaria ed artistica.
La richiesta in questione ora si appalesa sempre più
pressante a causa della annuale ristrutturazione degli
organici nonché dell'aggiornamento annuale della rete
scolastica (legge 6 agosto 1988, n. 323) per cui si
determinano notevoli contrazioni di classi, di plessi e di
scuole. Sicché, il legislatore pur prefiggendosi da un lato di
dare stabilità al personale precario (legge n. 270 del 1982)
dall'altro non ha adeguato la normativa ai fenomeni di
mobilità del personale in questione.
Nel sistema normativo vigente, all'articolo 19 della citata
legge n. 270 del 1982, il comma quinto prescrive che "I
trasferimenti d'ufficio per soppressione di posto o di
cattedra sono disposti con precedenza rispetto ai
trasferimenti a domanda del personale proveniente da altro
comune o, in mancanza, da altro distretto".
Ne consegue che annualmente migliaia di operatori
scolastici, direttivi, docenti e appartenenti al personale
ausiliario, tecnico e amministrativo vengono dichiarati
soprannumerari e trasferiti d'ufficio secondo quanto disposto
dalla sopracitata norma la quale, appunto, dispone che tali
trasferimenti vengano effettuati con precedenza rispetto ai
trasferimenti a domanda. Stante la realtà scolastica in
continuo mutamento su tutto il territorio nazionale, a causa
dell'innalzamento degli indici per la
Pag. 2
costituzione delle classi nonché del concomitante calo
demografico degli alunni, i posti, invece che essere assegnati
secondo parametri di giusta valutazione, vengono coperti sulla
base di un aberrante sistema di precedenze, che appare del
tutto ingiustificato. Tanto anche in rapporto all'equilibrio
del numero di posti nell'ambito del contingente
provinciale.
La precedenza nell'assegnazione di sede ai docenti
trasferiti d'ufficio per soppressione di posto lede, a volte,
in modo irrimediabile i diritti di quanti chiedono di essere
trasferiti a domanda, anche se questi ultimi sono più anziani
ed hanno per
tanto un punteggio più alto di quello di docenti perdenti il
posto.
Allo scopo di evitare il perpetuarsi del malcontento degli
interessati i cui diritti meritano una più equa tutela, la
presente proposta di legge intende porre su un piano di
perfetta parità tutti coloro che sono interessati ai
trasferimenti di sede.
La modifica proposta oltre che a porre rimedio ad una grave
situazione di ingiustizia, non comporta assolutamente onere
per lo Stato; si confida in una sollecita approvazione della
presente proposta di legge.
| |