| Onorevoli Colleghi! -- Da anni il Parlamento è stato
sollecitato per un intervento legislativo in favore delle
guide turistiche ma non ha mai dato alcuna concreta risposta
in merito.
Oggi il turismo in Italia sembra vivere una nuova primavera
(favorito evidentemente anche da un cambio particolarmente
favorevole per i turisti) e, pertanto, l'intervento del
Parlamento appare quanto mai urgente, anzi indifferibile.
Sinora, in attesa di un'ampia e completa disciplina, i
servizi turistici sono stati affidati alla libera iniziativa,
senza che il legislatore avvertisse la necessità di introdurre
una qualche forma di controllo per garantire almeno un minimo
di serietà e di regolarità del servizio.
Il conferimento di potestà legislativa alle regioni non ha
potuto sopperire, se non in minima parte, alle deficienze del
sistema: il frutto dell'attività legislativa regionale è
stato, infatti, una disciplina disorganica ed assai poco
garantistica sia nei confronti del turista sia nei confronti
del fisco. E, non di rado, le poche regioni che hanno ritenuto
d'intervenire con legge, hanno dovuto riconoscere l'incapacità
delle istituzioni locali di poter arginare il fenomeno
dell'abusivismo senza un intervento che coinvolgesse tutte le
regioni e, quindi, senza una legge quadro che fornisse quei
criteri di massima validi per l'intero territorio
nazionale.
La legge prevede, per coloro i quali intendano esercitare
l'attività di guida turistica, l'obbligo di avanzare una
specifica richiesta alle autorità locali (il comune); ma la
mancanza di un effettivo controllo da parte dello Stato e
soprattutto di una qualche forma di deontologia professionale
hanno gettato il discredito sull'intera categoria:
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è un fenomeno ormai diffuso quello di chi, in vista di
un facile guadagno, si è attribuite competenze e conoscenze di
fatto inesistenti, offrendo un servizio inefficiente ed assai
poco professionale.
Chi esercita professionalmente questa attività cerca di
riscattarsi attraverso l'autoregolamentazione; ed il primo
passo verso questo obiettivo è costituito dall'istituzione
dell'albo professionale nazionale delle guide turistiche.
Lo strumento mediante il quale si intende favorire la
professionalità delle guide turistiche è soprattutto il potere
disciplinare del consiglio circoscrizionale ed, in seconda
istanza, del Consiglio nazionale delle guide turistiche.
La presente proposta di legge ripropone uno schema già
ampiamente sperimentato per altre categorie professionali:
essa infatti disegna le linee fondamentali dell'organizzazione
nazionale; determina le forme di responsabilità in cui può
incorrere la guida turistica, nonché le sanzioni
irrogabili da parte dell'autorità di controllo.
La presente proposta di legge, peraltro, offre allo Stato
un altro importantissimo vantaggio, ovvero quello di
sollecitare tutti gli esercenti l'attività in questione ad
uscire dal "mercato sommerso" ed entrare a pieno titolo nel
novero dei contribuenti. Stante il volume del mercato
turistico non è difficile prevedere i benefìci economici che
deriverebbero all'erario in seguito a detto provvedimento. A
ciò si aggiunga il fatto che gli stessi soggetti che svolgono
abusivamente l'attività di guida turistica, e che oggi
risultano iscritti nelle liste dei disoccupati, sarebbero
finalmente costretti a cancellarsi da detti elenchi.
Si precisa, infine, che la presente proposta di legge non
intende sottrarre competenze alle regioni per ciò che concerne
l'attività turistica ma mira, semplicemente, a costituire la
struttura normativa di base per la relativa disciplina
regionale.
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