| (Competenze dello Stato).
1. Sono di competenza dello Stato:
a) la determinazione, ai sensi della legge 8 luglio
1986, n. 349, e successive modificazioni, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della
sanità e sentita la Conferenza
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permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, dei valori di cui
all'articolo 2;
b) il coordinamento dell'attività e la definizione
della normativa tecnica generale per il collaudo,
l'omologazione e la certificazione delle apparecchiature e dei
prodotti ai fini del contenimento e dell'abbattimento del
rumore; il ruolo e la qualificazione dei soggetti preposti a
tale attività;
c) la determinazione, ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, con
decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il
Ministro della sanità, delle tecniche di rilevamento e di
misurazione dell'inquinamento acustico, tenendo conto delle
peculiari caratteristiche del rumore emesso dalle
infrastrutture di trasporto;
d) il coordinamento dell'attività di ricerca, di
sperimentazione tecnico-scientifica ai sensi della legge 8
luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, e
dell'attività di raccolta, di elaborazione e di diffusione dei
dati. Al coordinamento provvede il Ministro dell'ambiente,
avvalendosi a tal fine dell'Istituto superiore di sanità
(ISS), del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR),
dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA),
dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro (ISPESL), del Centro superiore ricerche e prove
autoveicoli e dispositivi (CSRPAD) del Ministero dei trasporti
e della navigazione, nonché degli istituti e dei dipartimenti
universitari;
e) la determinazione, fermo restando il rispetto
dei valori determinati ai sensi della lettera a) del
presente comma, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente, di concerto
con il Ministro della sanità e, a seconda delle rispettive
competenze, con il Ministro dei lavori pubblici, con il
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e
con il Ministro dei trasporti e della navigazione, dei
requisiti acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti
acustici passivi degli edifici e dei loro
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componenti, allo scopo di ridurre l'esposizione umana al
rumore. Per quanto attiene ai rumori originati dai veicoli a
motore definiti dal titolo III del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, restano salve la competenza e la
procedura di cui agli articoli 71, 72, 75 e 229 dello stesso
decreto legislativo;
f) l'indicazione, con decreto del Ministro dei
lavori pubblici, di concerto con il Ministro dell'ambiente e
con il Ministro dei trasporti e della navigazione, dei criteri
per la progettazione, l'esecuzione e la ristrutturazione delle
costruzioni edilizie e delle infrastrutture dei trasporti, ai
fini della tutela dall'inquinamento acustico;
g) la determinazione, con decreto del Ministro
dell'ambiente, di concerto con il Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato e con il Ministro dei trasporti e
della navigazione, dei requisiti acustici dei sistemi di
allarme anche antifurto con segnale acustico e dei sistemi di
refrigerazione, fatto salvo quanto previsto agli articoli 71,
72, 75, 155 e 229 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285;
h) la determinazione, con le procedure previste
alla lettera e), dei requisiti acustici delle sorgenti
sonore nei luoghi di intrattenimento danzante o di pubblico
spettacolo;
i) l'adozione di piani poliennali per il
contenimento delle emissioni sonore prodotte dai servizi
pubblici essenziali quali linee ferroviarie, metropolitane,
autostrade e strade statali entro i limiti stabiliti per ogni
specifico sistema di trasporto, ferme restando le competenze
delle regioni, delle province e dei comuni, e tenendo comunque
conto delle disposizioni di cui all'articolo 155 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dal
decreto legislativo 10 settembre 1993, n.360;
l) la disciplina della installazione, della
manutenzione e dell'uso dei sistemi di allarme antifurto con
segnale acustico installati su sorgenti mobili e fisse secondo
quanto previsto dall'articolo 155 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, come modificato dal decreto legislativo
10 settembre 1993, n.360;
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m) la determinazione, con decreto del Ministro
dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei trasporti e
della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore
emesso da imbarcazioni di qualsiasi natura e della relativa
disciplina;
n) la determinazione, con decreto del Ministro
dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei trasporti e
della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore
emesso dagli aeromobili e della relativa disciplina, con
particolare riguardo:
1) ai criteri generali e specifici per la definizione
di procedure di abbattimento del rumore valevoli per tutti gli
aeroporti e all'adozione di misure di controllo e di riduzione
dell'inquinamento acustico prodotto dai vettori aerei civili
nella fase di decollo e di atterraggio;
2) ai criteri per la classificazione degli
aeroporti;
3) alla individuazione delle zone di rispetto per le
aree e le attività aeroportuali e ai criteri per regolare
l'attività urbanistica nelle zone di rispetto;
4) ai criteri per la progettazione e la gestione dei
sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di
inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti;
o) la predisposizione, con decreto del Ministro
dell'ambiente, sentite le associazioni di protezione
ambientale riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge
8 luglio 1986, n. 349, nonché le associazioni dei consumatori
maggiormente rappresentative, di campagne di informazione del
consumatore e di educazione scolastica.
2. I decreti di cui al comma 1, lettere a) e
c), sono emanati entro nove mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge. I decreti di cui al comma 1,
lettere e), f), g), h), m) ed n), sono emanati
entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
3. I provvedimenti previsti dal comma 1, lettere a), c),
d), e), f), g), h), i), l), m) ed n), devono essere
armonizzati con le direttive dell'Unione europea recepite
dallo
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Stato italiano e sottoposti ad aggiornamento e verifica in
funzione di nuovi elementi conoscitivi o di nuove
situazioni.
4. I provvedimenti di competenza dello Stato devono essere
armonizzati con quanto previsto dal decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 1^ marzo 1991, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 57 dell'8 marzo 1991.
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