| Onorevoli Colleghi! - Secondo dati ISTAT relativi al
periodo 1990-1993 in Italia ci sono 368.000 ciechi, di cui
226.000 hanno un'età compresa tra i 65 anni ed oltre. Il che
vuol dire che il 61 per cento circa della popolazione cieca è
anche nell'età più a rischio di malattie, che comportano
spesso l'assunzione giornaliera di più farmaci.
Da uno studio americano condotto in soggetti non
istituzionalizzati (persone, cioè, che pur essendo soggetti
handicappati non vivono all'interno di istituti o comunità) di
età compresa tra i 65 ed i 74 anni, è emerso che il 35 per
cento degli uomini ed il 45 per cento delle donne tra i 60 ed
i 69 anni sono portatori contemporaneamente di due o più
patologie croniche. La percentuale sale al 53 per cento per
gli uomini ed al 70 per cento per le donne nei soggetti con
più di 70 anni.
Dati italiani dimostrano che il 60 per cento degli
ultrasettantaquattrenni presenta uno stato di salute non buono
rispetto al 32 per cento della popolazione generale.
Ciò premesso, non si può ignorare che ogni intervento
sanitario prevede di migliorare la qualità della vita del
paziente e che questo valore non può prescindere dal grado di
indipendenza, dalla possibilità e dal desiderio di attendere
alla cura della propria persona.
La presente proposta di legge persegue, dunque, una
duplice finalità: migliorare l'autonomia dei soggetti ciechi
cercando di renderli più partecipi alla cura della propria
salute da un lato ed evitare loro il rischio di assunzione di
farmaci scaduti dall'altro. Si tratta di una riforma che
rappresenta un decisivo passo in avanti verso la tutela degli
invalidi ed in particolare dei soggetti ciechi.
Per quanto concerne il costo che l'operazione di scrittura
in Braille sulle confezioni di farmaci comporta, attualmente,
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alcune industrie farmaceutiche, come ad esempio la UCB, la
CIBA, la GLAXO e la PIERREL, hanno già sperimentato su alcuni
prodotti la scritta in caratteri Braille con un aumento del
costo estremamente basso: circa 10 lire a confezione.
Un altro problema potrebbe essere rappresentato dallo
spazio necessario per la scrittura. Infatti per ogni lettera
Braille occorre uno spazio di 7 mm in altezza per 4,5 mm di
larghezza e tra una lettera e quella successiva è necessario
uno spazio di 3,5 mm. Abbiamo inteso superare l'ostacolo
considerando soluzioni alternative alla scrittura sull'esterno
delle confezioni, qualora queste fossero troppo piccole.
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