| Onorevoli Colleghi! - Ogni anno i cittadini devono
recarsi 40 milioni di volte alle poste o agli sportelli
dell'Automobile Club d'Italia (ACI) per assolvere al loro
dovere nei confronti delle tasse automobilistiche. Il gettito
complessivo per l'erario è stato, nel 1993, di 6.554 miliardi
di lire; le ore perse dai cittadini almeno 80 milioni. Ma la
drammaticità del problema non si esaurisce in queste due
cifre: dobbiamo aggiungere gli oltre 3,5 milioni di
automobilisti che ogni anno ricevono un avviso di supposto,
mancato pagamento. Per questi si apre una lunga vertenza che
molto spesso è ingiusta, a volte è senza fine, sempre grava
sull'amministrazione finanziaria con compiti ed oneri
spropositati, a fronte dell'esiguo gettito che ne deriva.
Già da solo il numero inverosimile di avvisi inviati
dall'ACI indica chiaramente che il sistema si è "avvitato" su
se stesso. Se poi consideriamo che dal 1986 ad oggi è andato
continuamente aumentando, toccando in tale periodo una cifra
pari alla totalità degli automobilisti, ci rendiamo conto che
occorre un coraggioso atto legislativo per interrompere una
spirale perversa, assurda in un Paese civile.
Alcuni vorrebbero limitarsi a semplificare le procedure di
calcolo e di riscossione dei tributi, mantenendo in essere
l'attuale sistema: tassa a vita basata sulla potenza fiscale e
pagamento agli sportelli. La Lega nord ritiene, invece, che
sia giunto il momento di cancellare tutte le gabelle inventate
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per "spremere" il cittadino automobilista e passare ad un
sistema sostanzialmente più giusto e, soprattutto, automatico,
razionale, trasparente: aumentare il prezzo di benzina,
gasolio per autotrazione, GPL e metano attraverso quattro
incrementi scaglionati in dodici mesi, per compensare così
l'intero importo lordo oggi incamerato dall'erario.
Le poste, l'ACI, gli uffici del registro e quelli
finanziari verrebbero così, di colpo, liberati da un lavoro
oppressivo e parcellizzato, da un contenzioso in crescita
esponenziale e potrebbero dedicarsi ad attività più proficue.
Senza parlare dei benefìci per la collettività, in termini di
ore non più buttate in code estenuanti e, soprattutto, della
possibilità di interrompere il nefasto rapporto
cittadino-ACI-fisco che ha gettato discredito sullo Stato, per
colpe, questa volta, non sue.
A parità di gettito per l'erario i vantaggi della presente
proposta di legge sono tali e tanti che ciascuno è in grado di
individuarli. Sarebbe sufficiente, da solo, il fatto che
avrebbero termine le migliaia di assurde ingiustizie che ogni
mese si rinnovano a danno dei cittadini.
L'obiezione che i grandi viaggiatori pagherebbero, in
questo modo, un contributo più elevato, rispetto a quello del
vecchio sistema, è facilmente confutabile. Innanzitutto il
contributo è modesto, secondariamente è giustificato dal
maggior utilizzo della strada e dalla produzione di lavoro.
Infine, ciascuno in base alla percorrenza annuale potrà,
finalmente, effettuare calcoli precisi e privi di sorprese
fiscali, passando da un'auto a benzina ad una diesel,
conseguendo risparmi ancora maggiori. A titolo di esempio, con
un aumento di lire 150/litro, un rappresentante che percorra
50.000 chilometri all'anno con una "2000" a benzina paga oggi
una tassa di 367.000 lire, comprensiva di autoradio, e
consuma, mediamente, 5.000 litri di carburante. Domani, per il
carburante spenderebbe 750.000 lire in più (150 per 5.000), ma
potrà optare per una vettura a gasolio e risparmiare una cifra
assai più consistente. E inoltre non pagherà alcuna tassa,
quando - a causa del ridotto lavoro - l'auto dovesse rimanere
ferma nel box.
Per i veicoli industriali il conteggio è analogo. Un
autotreno con portata di 22 tonnellate paga oggi 1.900.000
lire di tassa di proprietà, comprensive del rimorchio. Se
percorre 60.000 chilometri all'anno consuma circa 15.000 litri
di gasolio che, col nuovo conteggio, verrebbero a costare
2.250.00 lire in più. Quindi la differenza si riduce a 350.000
lire che, come costo del carburante, sono deducibili dalle
spese di gestione.
Certamente il nuovo sistema avrà il pregio di incentivare
la diffusione di veicoli a basso consumo e di promuovere una
guida più tranquilla e sicura, certamente meno pericolosa e
meno inquinante.
E veniamo agli articoli della presente proposta di
legge.
L'articolo 1 abroga leggi, decreti e relative
modificazioni, istitutivi di tasse, sovrattasse, addizionali,
speciali e regionali, a carico di autoveicoli, motoveicoli,
rimorchi, natanti, imbarcazioni e motori fuoribordo.
L'articolo 2 autorizza il Governo ad emanare, nei dodici
mesi successivi quattro decreti per incrementare le imposte
gravanti sul prezzo alla pompa dei carburanti e dei
combustibili per autotrazione, per l'importo determinato.
L'articolo 3, stabilisce che gli aumenti delle imposte di
fabbricazione dei carburanti sono considerati tributi proprie
delle regioni .
L'articolo 4 pone termine alla convenzione con l'ACI per
la riscossione ed il controllo delle tasse automobilistiche.
L'articolo 5 prevede un periodo transitorio di tre anni
dalla data di entrata in vigore della legge, durante i quali
all'ACI è devoluto il controllo dei tributi versati fino alla
data di entrata in vigore della legge medesima.
Inoltre nel rispetto del principio di trasparenza, si
stabilisce che l'ACI presenti una relazione al fine di
controllare il regolare svolgimento delle funzioni
attribuitegli. Ancora, viene statuito che le somme dovute dai
contribuenti e recuperate siano assegnate alle regioni in cui
risiede il proprietario dell'autoveicolo.
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