| Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che viene
qui presentata ha come obiettivo la riorganizzazione in un
unico ente degli istituti che svolgono attività di ricerca nel
settore agricolo e che sono sottoposti alla vigilanza del
Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.
L'attuale situazione della ricerca in agricoltura è
caratterizzata dalla presenza di trenta istituti vigilati dal
Ministero delle risorse agricole, con oltre cento sedi tra
centrali e periferiche. Ciò determina:
a) la sostanziale impossibilità di impostare una
organica politica di ricerca su base nazionale;
b) un elevato grado di frammentazione delle
attività di ricerca;
c) la duplicazione e la sovrapposizione delle
attività di istituti diversi;
d) la dispersione di risorse finanziarie, già
scarse;
e) la moltiplicazione ed il sovradimensionamento
degli apparati burocratico-amministrativi.
In considerazione di quanto previsto dalla legge 4
dicembre 1993, n. 491, e dall'ordine del giorno con cui, in
data 23 novembre 1993, il Parlamento ha impegnato il Governo
sul tema del riordino della ricerca in agricoltura, si pone,
dunque, l'esigenza di procedere alla riorganizzazione degli
istituti di ricerca vigilati dal Ministero delle risorse
agricole in un unico ente.
La istituzione di un unico ente di ricerca agraria è
condizione indispensabile per razionalizzare l'impiego delle
risorse umane e finanziarie attualmente destinate alla ricerca
in agricoltura e per consentire al nostro Paese di ridurre le
distanze che,
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in questo campo, ci separano da nostri
importanti partner comunitari, come la Francia ed il
Regno Unito che, già da tempo, dispongono di un unico ente
responsabile della ricerca e della sperimentazione agraria.
Si propone, pertanto, l'istituzione dell'Ente per la
ricerca scientifica, tecnologica ed economica agroalimentare e
forestale (ERSTEAF), in luogo dei trenta istituti di ricerca
vigilati dal Ministero delle risorse agricole, attualmente
presenti.
L'ERSTEAF dovrà essere configurato come ente di notevole
rilievo, dotato di autonomia scientifica, organizzativa,
finanziaria e contabile e dovrà essere sottoposto alla
vigilanza congiunta del Ministero delle risorse agricole e del
Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica (MURST). La vigilanza del Ministero
dell'università è da considerare indispensabile, non solo per
garantire circa il livello scientifico delle attività
dell'ERSTEAF, ma anche per adeguare il nostro Paese alla
situazione esistente negli altri Paesi europei, dove è fatto
normale che le strutture di ricerca agraria siano sottoposte
alla vigilanza, oltre che del Ministero di più diretta
competenza, anche del Ministero competente per la ricerca.
L'ERSTEAF dovrà operare avendo come obiettivo il
miglioramento delle condizioni del settore agricolo e del
mondo rurale, attraverso lo svolgimento di attività di ricerca
e di sperimentazione, volte a favorire l'adeguamento dei
processi produttivi e delle dinamiche socio-economiche,
proprie del settore agricolo, agli obiettivi di politica
agraria definiti in sede nazionale ed internazionale.
L'ERSTEAF dovrà svolgere attività di ricerca e
sperimentazione di tipo pluridisciplinare, operando per
programmi di durata pluriennale e per progetti finalizzati in
base alle diverse caratteristiche produttive e
socio-economiche riscontrabili a livello territoriale.
Poiché è indispensabile garantire una sempre più stretta
rispondenza della ricerca e della sperimentazione agraria in
rapporto alle specifiche esigenze e caratteristiche delle
diverse realtà agricole presenti nel Paese, le strutture di
ricerca dell'ERSTEAF dovranno essere dislocate su tutto il
territorio nazionale, superando la distinzione tra sedi
periferiche e centrali, in cui attualmente sono articolati gli
istituti di ricerca vigilati dal Ministero delle risorse
agricole.
L'ERSTEAF dovrà, pertanto, svolgere la propria attività di
ricerca, attraverso strutture decentrate, denominate unità
territoriali di ricerca (UTR), operanti in determinate aree
geografiche. A livello centrale, saranno svolte le attività di
coordinamento generale e di raccordo con gli organi di governo
nazionale dell'agricoltura e della ricerca scientifica,
attraverso una unità centrale di coordinamento che avrà sede
in Roma e che ospiterà gli organi dell'ERSTEAF medesimo.
Ciascuna UTR sarà diretta da un direttore eletto dai
dipendenti ed opererà a stretto contatto con le realtà
politiche, produttive e scientifiche presenti nell'area
territoriale di sua competenza.
Sotto il profilo disciplinare, l'ERSTEAF raggrupperà sei
dipartimenti scientifici, così denominati: dipartimento
produzioni vegetali; dipartimento produzioni animali;
dipartimento trasformazioni industriali e alimentari;
dipartimento scienza del suolo e tecnica della
meccanizzazione; dipartimento difesa fitosanitaria, ambiente e
foreste; dipartimento economia e politica agraria.
A capo di ciascun dipartimento sarà posto un direttore
nominato tra accademici di elevato profilo scientifico e di
riconosciuta esperienza nel mondo della ricerca.
L'ERSTEAF sarà gestito da un presidente, individuato
attraverso una selezione internazionale tra personalità di
elevata qualifica scientifica.
L'attività scientifica dell'ERSTEAF sarà determinata da un
Consiglio scientifico nazionale, cui sarà demandato il compito
di definire i programmi pluriennali di ricerca di interesse
nazionale e di approvare i progetti di ricerca presentati
dalle UTR.
Per quanto riguarda gli aspetti legati all'amministrazione
dell'ERSTEAF, sarà indispensabile procedere ad una
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razionalizzazione dei diversi servizi preposti a questo scopo,
attraverso la loro organizzazione all'interno di una unica
struttura operante a livello centrale, all'interno della
Direzione generale dell'ERSTEAF medesimo.
In particolare, la Direzione generale dell'ERSTEAF sarà
articolata nelle tre direzioni di seguito elencate:
1) la direzione amministrativa centrale, che cura gli
aspetti amministrativi;
2) la direzione dei servizi specializzati, cui è
affidata la gestione di particolari aspetti dell'attività
dell'ERSTEAF (servizi informatici, divulgazione e sviluppo,
rapporti con le diverse istituzioni);
3) la direzione dipartimentale che riunisce i direttori
delle UTR ed i direttori dei dipartimenti e che rappresenta il
luogo di raccordo tra il Consiglio scientifico nazionale e le
UTR.
A capo della Direzione generale sarà posto un direttore
generale nominato a seguito di una selezione internazionale
tra personalità dotate di provata esperienza manageriale.
Grazie alla sua struttura, l'ERSTEAF potrà superare i
problemi di frammentazione che, fino ad oggi, hanno
caratterizzato la ricerca e la sperimentazione agraria, e
potrà svolgere una attività di ricerca finalmente rispondente
alle esigenze ed alle caratteristiche delle diverse realtà
agricole presenti nel Paese.
L'attività di ricerca dell'ERSTEAF sarà, infatti,
completamente decentrata e si concretizzerà attraverso
l'attuazione di programmi e di progetti a carattere
pluridisci- plinare. I programmi dovranno essere individuati
in sede di Consiglio scientifico nazionale e l'adesione ai
programmi avverrà attraverso l'elaborazione e l'attuazione di
progetti da parte delle UTR, le quali avranno, comunque, la
possibilità di aderire anche a programmi di ricerca promossi a
livello diverso da quello centrale (Unione europea; altre
istituzioni ed organismi internazionali; privati).
La pluridisciplinarietà delle attività di ricerca
dell'ERSTEAF dovrà essere garantita dall'attività della
direzione dipartimentale che definirà gli indirizzi
disciplinari da seguire nell'attuazione dei programmi adottati
dal Consiglio scientifico nazionale.
Per quanto riguarda il finanziamento dell'ERSTEAF si
dovranno distinguere due principali forme di contributi:
a) un contributo ordinario annualmente determinato
dalla legge finanziaria, in misura tale da garantire il
funzionamento ordinario dell'Ente;
b) un contributo a valere sul bilancio del
Ministero delle risorse agricole per lo svolgimento di
programmi di ricerca strettamente finalizzati al conseguimento
degli specifici obiettivi di ricerca applicata, determinati in
base alle esigenze della politica agricola alimentare e
forestale nazionale, nonché alle linee di politica agricola da
sostenere in sede comunitaria ed internazionale.
L'ERSTEAF potrà, inoltre, valersi di contributi derivanti
da altri organismi pubblici e privati, regionali, nazionali
comunitari ed internazionali.
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