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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


1914
DDL0116-0002
Progetto di legge Camera n. 116 - testo presentato - (DDL13-116)
(suddiviso in 27 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C116. TESTIPDL
...C116.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC116 ZZ13 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge che viene
  qui presentata ha come obiettivo la riorganizzazione in un
  unico ente degli istituti che svolgono attività di ricerca nel
  settore agricolo e che sono sottoposti alla vigilanza del
  Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali.
     L'attuale situazione della ricerca in agricoltura è
  caratterizzata dalla presenza di trenta istituti vigilati dal
  Ministero delle risorse agricole, con oltre cento sedi tra
  centrali e periferiche.  Ciò determina:
       a)  la sostanziale impossibilità di impostare una
  organica politica di ricerca su base nazionale;
       b)  un elevato grado di frammentazione delle
  attività di ricerca;
       c)  la duplicazione e la sovrapposizione delle
  attività di istituti diversi;
       d)  la dispersione di risorse finanziarie, già
  scarse;
       e)  la moltiplicazione ed il sovradimensionamento
  degli apparati burocratico-amministrativi.
     In considerazione di quanto previsto dalla legge 4
  dicembre 1993, n. 491, e dall'ordine del giorno con cui, in
  data 23 novembre 1993, il Parlamento ha impegnato il Governo
  sul tema del riordino della ricerca in agricoltura, si pone,
  dunque, l'esigenza di procedere alla riorganizzazione degli
  istituti di ricerca vigilati dal Ministero delle risorse
  agricole in un unico ente.
     La istituzione di un unico ente di ricerca agraria è
  condizione indispensabile per razionalizzare l'impiego delle
  risorse umane e finanziarie attualmente destinate alla ricerca
  in agricoltura e per consentire al nostro Paese di ridurre le
  distanze che,
 
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  in questo campo, ci separano da nostri
  importanti  partner  comunitari, come la Francia ed il
  Regno Unito che, già da tempo, dispongono di un unico ente
  responsabile della ricerca e della sperimentazione agraria.
     Si propone, pertanto, l'istituzione dell'Ente per la
  ricerca scientifica, tecnologica ed economica agroalimentare e
  forestale (ERSTEAF), in luogo dei trenta istituti di ricerca
  vigilati dal Ministero delle risorse agricole, attualmente
  presenti.
     L'ERSTEAF dovrà essere configurato come ente di notevole
  rilievo, dotato di autonomia scientifica, organizzativa,
  finanziaria e contabile e dovrà essere sottoposto alla
  vigilanza congiunta del Ministero delle risorse agricole e del
  Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
  tecnologica (MURST).  La vigilanza del Ministero
  dell'università è da considerare indispensabile, non solo per
  garantire circa il livello scientifico delle attività
  dell'ERSTEAF, ma anche per adeguare il nostro Paese alla
  situazione esistente negli altri Paesi europei, dove è fatto
  normale che le strutture di ricerca agraria siano sottoposte
  alla vigilanza, oltre che del Ministero di più diretta
  competenza, anche del Ministero competente per la ricerca.
     L'ERSTEAF dovrà operare avendo come obiettivo il
  miglioramento delle condizioni del settore agricolo e del
  mondo rurale, attraverso lo svolgimento di attività di ricerca
  e di sperimentazione, volte a favorire l'adeguamento dei
  processi produttivi e delle dinamiche socio-economiche,
  proprie del settore agricolo, agli obiettivi di politica
  agraria definiti in sede nazionale ed internazionale.
     L'ERSTEAF dovrà svolgere attività di ricerca e
  sperimentazione di tipo pluridisciplinare, operando per
  programmi di durata pluriennale e per progetti finalizzati in
  base alle diverse caratteristiche produttive e
  socio-economiche riscontrabili a livello territoriale.
     Poiché è indispensabile garantire una sempre più stretta
  rispondenza della ricerca e della sperimentazione agraria in
  rapporto alle specifiche esigenze e caratteristiche delle
  diverse realtà agricole presenti nel Paese, le strutture di
  ricerca dell'ERSTEAF dovranno essere dislocate su tutto il
  territorio nazionale, superando la distinzione tra sedi
  periferiche e centrali, in cui attualmente sono articolati gli
  istituti di ricerca vigilati dal Ministero delle risorse
  agricole.
     L'ERSTEAF dovrà, pertanto, svolgere la propria attività di
  ricerca, attraverso strutture decentrate, denominate unità
  territoriali di ricerca (UTR), operanti in determinate aree
  geografiche.  A livello centrale, saranno svolte le attività di
  coordinamento generale e di raccordo con gli organi di governo
  nazionale dell'agricoltura e della ricerca scientifica,
  attraverso una unità centrale di coordinamento che avrà sede
  in Roma e che ospiterà gli organi dell'ERSTEAF medesimo.
     Ciascuna UTR sarà diretta da un direttore eletto dai
  dipendenti ed opererà a stretto contatto con le realtà
  politiche, produttive e scientifiche presenti nell'area
  territoriale di sua competenza.
     Sotto il profilo disciplinare, l'ERSTEAF raggrupperà sei
  dipartimenti scientifici, così denominati: dipartimento
  produzioni vegetali; dipartimento produzioni animali;
  dipartimento trasformazioni industriali e alimentari;
  dipartimento scienza del suolo e tecnica della
  meccanizzazione; dipartimento difesa fitosanitaria, ambiente e
  foreste; dipartimento economia e politica agraria.
     A capo di ciascun dipartimento sarà posto un direttore
  nominato tra accademici di elevato profilo scientifico e di
  riconosciuta esperienza nel mondo della ricerca.
     L'ERSTEAF sarà gestito da un presidente, individuato
  attraverso una selezione internazionale tra personalità di
  elevata qualifica scientifica.
     L'attività scientifica dell'ERSTEAF sarà determinata da un
  Consiglio scientifico nazionale, cui sarà demandato il compito
  di definire i programmi pluriennali di ricerca di interesse
  nazionale e di approvare i progetti di ricerca presentati
  dalle UTR.
     Per quanto riguarda gli aspetti legati all'amministrazione
  dell'ERSTEAF, sarà indispensabile procedere ad una
 
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  razionalizzazione dei diversi servizi preposti a questo scopo,
  attraverso la loro organizzazione all'interno di una unica
  struttura operante a livello centrale, all'interno della
  Direzione generale dell'ERSTEAF medesimo.
     In particolare, la Direzione generale dell'ERSTEAF sarà
  articolata nelle tre direzioni di seguito elencate:
       1) la direzione amministrativa centrale, che cura gli
  aspetti amministrativi;
       2) la direzione dei servizi specializzati, cui è
  affidata la gestione di particolari aspetti dell'attività
  dell'ERSTEAF (servizi informatici, divulgazione e sviluppo,
  rapporti con le diverse istituzioni);
       3) la direzione dipartimentale che riunisce i direttori
  delle UTR ed i direttori dei dipartimenti e che rappresenta il
  luogo di raccordo tra il Consiglio scientifico nazionale e le
  UTR.
     A capo della Direzione generale sarà posto un direttore
  generale nominato a seguito di una selezione internazionale
  tra personalità dotate di provata esperienza manageriale.
     Grazie alla sua struttura, l'ERSTEAF potrà superare i
  problemi di frammentazione che, fino ad oggi, hanno
  caratterizzato la ricerca e la sperimentazione agraria, e
  potrà svolgere una attività di ricerca finalmente rispondente
  alle esigenze ed alle caratteristiche delle diverse realtà
  agricole presenti nel Paese.
     L'attività di ricerca dell'ERSTEAF sarà, infatti,
  completamente decentrata e si concretizzerà attraverso
  l'attuazione di programmi e di progetti a carattere
  pluridisci- plinare.  I programmi dovranno essere individuati
  in sede di Consiglio scientifico nazionale e l'adesione ai
  programmi avverrà attraverso l'elaborazione e l'attuazione di
  progetti da parte delle UTR, le quali avranno, comunque, la
  possibilità di aderire anche a programmi di ricerca promossi a
  livello diverso da quello centrale (Unione europea; altre
  istituzioni ed organismi internazionali; privati).
     La pluridisciplinarietà delle attività di ricerca
  dell'ERSTEAF dovrà essere garantita dall'attività della
  direzione dipartimentale che definirà gli indirizzi
  disciplinari da seguire nell'attuazione dei programmi adottati
  dal Consiglio scientifico nazionale.
     Per quanto riguarda il finanziamento dell'ERSTEAF si
  dovranno distinguere due principali forme di contributi:
       a)  un contributo ordinario annualmente determinato
  dalla legge finanziaria, in misura tale da garantire il
  funzionamento ordinario dell'Ente;
       b)  un contributo a valere sul bilancio del
  Ministero delle risorse agricole per lo svolgimento di
  programmi di ricerca strettamente finalizzati al conseguimento
  degli specifici obiettivi di ricerca applicata, determinati in
  base alle esigenze della politica agricola alimentare e
  forestale nazionale, nonché alle linee di politica agricola da
  sostenere in sede comunitaria ed internazionale.
     L'ERSTEAF potrà, inoltre, valersi di contributi derivanti
  da altri organismi pubblici e privati, regionali, nazionali
  comunitari ed internazionali.
 
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