| PAOLO RUBINO. I deputati del gruppo Democratici di
sinistra-l'Ulivo voteranno a favore del disegno di legge n.
6559 il cui iter parlamentare, è stato particolarmente lungo
in ragione sia della complessità delle problematiche proprie
della filiera agro-alimentare, sia dell'approvazione della
legge finanziaria 2001 dove hanno trovato risposta problemi di
grande rilevanza per le aziende agricole italiane, sia ancora
delle emergenze inedite che hanno investito l'agricoltura
europea, non ultima la BSE.
Il provvedimento che approviamo oggi precisa ed integra un
processo riformatore - attivato da questo Governo - che
investe l'intera filiera agro-alimentare italiana. Penso alla
legge di orientamento approvata da quest'Assemblea - la
settimana scorsa, una legge che inverte la vecchia logica
premiale per le imprese che non produceva lavoro, non favoriva
innovazioni nel settore e consentiva, per così dire, di vivere
di rendita. Tutto questo complesso di cose ci porta ad
esprimere un convinto voto favorevole al provvedimento in
esame.
Detto ciò non posso esimermi dal rilevare con grande
rammarico che con tale provvedimento si sarebbe potuto
risolvere una volta per tutte, l'annoso problema delle
passività contributive, questione che interessa migliaia di
aziende in Italia ed in particolare quelle ortofrutticole, che
fanno largo uso di manodopera: le cosiddette aziende a lavoro
intensivo. Da anni affrontiamo questo problema, anche se, per
la verità, esso ha, secondo noi, trovato soluzione nell'anno
finanziario 1998. Ma una interpretazione burocratica e
sbagliata dell'INPS ha impedito alle imprese interessate di
regolarizzare le loro passività con l'ente, con grave
pregiudizio per tutta l'agricoltura mediterranea.
La Commissione agricoltura discutendo l'atto camera 6559
all'unanimità aveva riaffermato la volontà di risolvere tale
problema, votando un emendamento che non condonava, bensì dava
la possibilità alle imprese di pagare il giusto, quello cioè
che oggi è previsto nei contratti di allineamento, per
rientrare così in una condizione di piena legalità. Un
emendamento che, mentre faceva giustizia per le imprese,
ponendoci in linea con la media contributiva europea,
contemporaneamente permetteva allo Stato di incassare entrate
certe. Ma una logica burocratica, falsamente realistica ed
istante dei problemi della nostra agricoltura ha portato la
Commissione bilancio a bocciare quell'emendamento, da me
presentato, impedendo così di risolvere l'annosa questione.
Considero la decisione della Commissione bilancio grave ed
ingiusta. Ed in ogni caso non smetteremo di impegnarci nella
ricerca di una soluzione equa e positiva per le passività
contributive, facendo valere la volontà espressa dal
Parlamento nell'approvazione della legge finanziaria 1998
dove, ripeto, tale vecchia questione aveva trovato una giusta
soluzione.
Nonostante la nostra valutazione fortemente negativa della
situazione che ho testé denunciato, i deputati del gruppo dei
Democratici di sinistra-l'Ulivo voteranno a favore del
provvedimento in esame.
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