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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


194663
STA0871-0879
Somm. e Sten. d'Aula n. 871 del 6 marzo 2001 (STA13-871)
(suddiviso in 882 Unità Documento)
Unità Documento n.879 (che inizia a pag.178 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.878)
SEGUITO DISCUSSIONE: C5381; C3439, C5463, C5480, C6018. LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C5381; C3439, C5463, C5480, C6018.
MARIA CELESTE NARDINI.
ZZSTA ZZRES ZZSTA060301 ZZSTA010306 ZZSTA000301 ZZSTA000001 ZZSTA871 ZZ13
    MARIA CELESTE NARDINI.  Siamo convinti che il movimento di
  popolazioni migranti per motivi politici o umanitari non è un
  fatto episodico: siamo in presenza di un nuovo assetto
  dell'ordine mondiale.  Al vecchio ordine del mondo diviso in
  due blocchi è succeduto un nuovo ordine ispirato ad un unico
  pensiero e da un unico signore: la NATO.
     Il crollo dei paesi dell'est per nulla aiutato da una
  politica e da una economia che avrebbe potuto ripensare a
  forme reali di ripresa, ha visto invece l'occidente pensare a
  come accelerare i processi di privatizzazione, di
  delocalizzazione e sfruttamento del territorio.  Se pensiamo al
  "corridoio 8", comprendiamo bene che esso è l'esplicazione più
  semplice di una tendenza che guarda sia ad est come a sud
  (Ruanda, Mozambico, Eritrea) cercando non una ridislocazione
  di risorse e di poteri ma una accelerazione di processi di
  vera e propria rivoluzione capitalistica.  Un mondo che produce
  per pochi, un
 
                              Pag. 179
 
  mondo che produce fumo però ha sempre portato e continuerà a
  portare i popoli allo sradicamento dai luoghi d'origine nella
  ricerca definitiva, o solo temporanea, di altri approdi.
     Per quanto è necessario che una legge organica sulla
  condizione giuridica dello straniero in Italia preveda una
  nuova disciplina dell'esercizio del diritto d'asilo che miri
  ad attuare con completezza il comma 3 dell'articolo 10, della
  Costituzione, considerato che il precetto costituzionale sul
  diritto d'asilo e la normativa sui rifugiati politici non
  coincidono dal punto di vista soggettivo, perché la categoria
  dei rifugiati è meno ampia di quella dei richiedente ed aventi
  diritto di asilo.
     Oggi una legge che risponda al dettato costituzionale non
  può non definire con esattezza i soggetti titolari del
  diritto, superando la tradizionale ristrettezza del termine
  "rifugiato" e includendo anche il recente e drammatico
  fenomeno delle persone in fuga dalle guerre, dalle violenze,
  dalle condizioni economiche, dagli stupri, da violenze di ogni
  genere.  Necessaria, indispensabile la legge perché le
  Convenzioni di Schengen e Dublino hanno obiettivi limitati,
  nel senso che non mirano all'instaurazione di un diritto
  comunitario di asilo, ma prevedono un'armonizzazione delle
  modalità di esame delle domande e dei criteri nazionali di
  riconoscimento della qualità di rifugiati.
     Chi è l'asilante, è questo che il legislatore deve
  domandarsi, chi è colui che lascia il suo paese, le sue cose,
  tante o poche che siano, chi è colei o colui che si avvia e
  prova sradicamento, lascia persone, amori, albe e tramonti che
  gli sono cari (forse se proviamo a pensare a Lucia, all'addio
  ai monti, non cercato, non voluto...).  Chi è il richiedente
  asilo se non chi fugge per un fondato timore di persecuzione o
  perché già perseguitato, violato, violentato nella sua
  libertà, nei suoi diritti?
     Ma a partire dagli anni '80, agli oltre cinque milioni di
  persone che hanno chiesto asilo in Europa occidentale, in Nord
  America, in Giappone, in Australia non è stata certo offerta
  un'accoglienza calorosa e i governi dei paesi più
  industrializzati hanno introdotto un arsenale di misure
  destinate ad impedire, o a dissuadere.  Certo il numero dei
  richiedenti asilo nelle regioni più prospere del globo è
  infatti diminuito ma il prezzo è stato il declino del livello
  di protezione, lo sviamento del flusso dei richiedenti asilo
  verso oltre parti del mondo, un notevole sviluppo del traffico
  di esseri umani.
     Le misure restrittive adottate dai paesi prosperi non
  hanno risolto il problema, semplicemente lo hanno spostato nel
  tempo e nello spazio.  Hanno reso perfino clandestine le
  migrazioni, ed il risultato complessivo di tali politiche
  dell'asilo e delle migrazioni è stato dunque l'espansione,
  nella società cosiddetta sviluppata, del sottoproletariato
  emarginato, escluso e criminalizzato
     Dalla caduta del muro di Berlino è caduta la polvere sulla
  speranza che iniziasse il tempo della pace.  Iraq, Bosnia,
  Gerusalemme, Africa, Africa e poi Africa, è questo il tempo
  delle guerre, che non per caso si rifonda su quell'idea di
  superiorità sull'altro, di superiorità di un governo
  sull'altro; è nell'idea che solo il capitale conta, è
  nell'idea che tutto è merce, il pensiero, i corpi, tutto può
  essere vendibile, quindi tutto può essere comprensibile e chi
  non può è in balia di se stesso, deve andare, deve cercare
  altri lidi.  Ma da quel triste e gelido gennaio del 1991 -
  questa sì una data memorabile - nulla sarà come prima, non lo
  sarà per quelli che furono contro quella guerra, né per quelli
  che quella guerra hanno voluto perché essa da quel giorno è
  diventata normale.  Per questo e rispetto al mercato che dei
  popoli viene fatto, non possiamo non pensare che la legge per
  l'asilo sia indispensabile, pur se in ritardo essa giunge, fin
  troppo in ritardo.
     Voteremo a favore di questa legge, consapevoli che è una
  buona legge e che certo poteva essere migliore.  Non possiamo,
  però, in questa occasione non ricordare che questo paese è
  segnato da una vicenda buia sulle questioni di asilo:
 
                              Pag. 180
 
  l'asilo negato ad Ocalan.  Una pagina triste della nostra
  storia che neppure questa legge cancellerà.
 
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