| La Camera,
premesso che:
la XIII Legislatura è oramai giunta a conclusione,
come dimostrano le numerose ed autorevoli notizie che, anche
in questi ultimi giorni, hanno riferito di un imminente
scioglimento delle Camere da parte del presidente della
Repubblica;
in questa fase di fine legislatura il Governo appare
particolarmente impegnato nell'esercitare deleghe - anche
attribuite da leggi di recentissima approvazione - e
nell'eseguire nomine di alti dirigenti pubblici;
per quanto riferito al punto precedente, l'operato
dell'attuale Governo appare unicamente improntato a giungere
alla messa a punto di un quadro legislativo e di un apparato
dirigenziale, le cui caratteristiche non sembrano, in alcun
caso, essere definite in funzione delle reali esigenze di
amministrazione della cosa pubblica, ma al fine dell'obiettivo
di recare impedimento all'azione del futuro Governo;
nelle ultime settimane, più di un Ministro ha
proceduto alla nomina di alti dirigenti pubblici, che sono
stati chiamati a ricoprire incarichi di primaria importanza
con contratti di durata settennale, mentre nuove ed
altrettanto numerose ed importanti nomine sono annunciate ed
attese per i pochi giorni che ancora ci separano dalla fine
della legislatura;
l'affannosa corsa a procedere a nuova nomine
dirigenziali sta creando veri e propri conflitti
istituzionali, come accaduto nel caso del ministero delle
politiche agricole e forestali, per il quale il dipartimento
per gli affari giuridici della Presidenza del Consiglio ha
richiesto (con lettera del 26 febbraio ultimo scorso, firmata
d'ordine dal Presidente del Consiglio) al ministero di grazia
e giustizia, di procedere alla pubblicazione, in Gazzetta
ufficiale, di un regolamento che consenta la
riorganizzazione degli uffici del dicastero agricolo e che è
in attesa di giudizio da parte della Corte Costituzionale, per
una questione di legittimità sollevata, lo scorso anno, dalla
Corte dei conti;
l'esercizio di deleghe, anche contenute in leggi di
recentissima approvazione, sta conducendo all'emanazione
frettolosa di norme che, anche quando riferite a questioni di
prioritaria importanza, risultano chiaramente insufficienti e
parziali sotto il profilo dei contenuti;
il forzato esercizio di deleghe da parte del Governo è
emblematicamente rappresentato dall'approvazione, avvenuta
nella seduta di martedì 27 febbraio 2001, della proposta di
legge contenuta nell'AC 7115-B, dove, tra le altre cose, è
contenuta la delega al Governo per procedere ad una
sostanziale "riscrittura" del complesso delle norme che
regolano lo svolgimento
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delle attività agricole e per esercitare la quale risulta che
il Ministro delle politiche agricole e forestali abbia
previsto la presentazione di ventisei schemi di decreti
legislativi, da emanare prima della fine della Legislatura:
impegna il Governo:
a non approvare schemi di decreti legislativi che, a
causa dell'imminente conclusione della legislatura, non
possano essere esaminati, nei tempi e nei modi dovuti, dalle
competenti Commissioni parlamentari;
a limitare l'attività di nomina di dirigenti pubblici e
di presidenti di enti, istituti ed agenzie ai soli casi in cui
dette nomine si riferiscano a mandati e/o a posizioni che non
siano di nuova istituzione e che siano in scadenza nel periodo
antecedente lo scioglimento delle Camere da parte del
Presidente della Repubblica.
(1-00514)
"Selva, Armaroli, Porcu, Berselli, Volontè, Benedetti
Valentini, Pisanu, Cola, Pace, Pagliarini, Follini, Lembo,
Mazzocchi, Malgieri".
(1^ marzo 2001).
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