| La V Commissione,
considerato che la crescente mobilità dei capitali e
l'accentuazione della competizione, in conseguenza
dell'ampliamento e della progressiva apertura dei mercati,
determinano un costante incremento dei flussi di investimento
a livello internazionale;
tenuto conto che l'ammontare degli investimenti esteri
in Italia risulta ancora inadeguato sia in valore assoluto che
in rapporto all'incidenza del sistema produttivo nazionale su
scala europea e mondiale;
considerato il contributo che l'attività di promozione
di investimenti dall'estero può offrire ai fini dell'avvio di
nuove iniziative produttive e, conseguentemente, della
crescita e dell'occupazione, anche con rilevanti effetti di
riequilibrio territoriale, come, tra l'altro, è emerso dai
risultati della indagine conoscitiva condotta dalla
Commissione sulla competitività del sistema economico
nazionale e, in particolare, sulle politiche di sviluppo del
Mezzogiorno;
rilevata, pertanto, l'esigenza di definire una politica
rivolta a rafforzare la capacità di attrazione degli
investimenti esteri da parte del nostro Paese, che implica
anche l'individuazione di strutture e modalità operative
idonee a realizzare un'efficace attività di promozione;
considerato, in particolare, che l'attività di
attrazione degli investimenti, per il rilievo che assume la
dimensione territoriale ai fini della localizzazione delle
iniziative imprenditoriali, può essere svolta in modo
ottimale, sul piano operativo, da strutture che operino su
base regionale;
rilevata, al tempo stesso, l'esigenza che i compiti di
coordinamento e di supporto, in particolare per quanto
riguarda le iniziative da effettuarsi all'estero, siano svolti
da una struttura di carattere nazionale;
preso atto dell'impossibilità di pervenire, già nel
corso dell'attuale legislatura, all'approvazione di un
provvedimento di legge in materia di attrazione degli
investimenti esteri, nonostante l'approfondito esame svolto al
riguardo da parte della Commissione;
impegna il Governo
a definire gli indirizzi strategici e le linee generali
di intervento, anche di carattere legislativo, sulla base
delle quali condurre una politica a favore dell'attrazione di
investimenti esteri;
a individuare le strutture e le modalità operative
idonee ad assicurare che l'attività di promozione degli
investimenti dall'estero sia svolta in modo da massimizzare
gli effetti positivi per le aree territoriali interessate,
evitando al tempo stesso ogni ipotesi di sovrapposizione;
a valutare l'opportunità di individuare una struttura di
carattere nazionale, chiamata a svolgere compiti di promozione
generale, di coordinamento e di supporto relativamente
all'attività di attrazione degli investimenti esteri, quali,
in particolare:
a) la cura delle iniziative di promozione da
effettuarsi all'estero, avvalendosi della collaborazione delle
sedi diplomatiche,
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degli uffici dell'Istituto nazionale per il commercio estero
e degli altri soggetti nazionali presenti all'estero;
b) l'effettuazione di analisi della domanda di
localizzazione di investimenti esteri in Italia;
c) coordinamento dei rapporti tra potenziali
investitori esteri e gli organismi regionali che provvederanno
a prestare i servizi necessari;
a favorire e incoraggiare, in particolare sotto il
profilo della semplificazione degli adempimenti, del
trattamento tributario e della collaborazione da parte delle
amministrazioni statali, l'efficace svolgimento, a livello
regionale, delle fasi operative dell'attività di promozione
degli investimenti esteri da parte di strutture che già sono
operanti o che potranno essere costituite, anche con la
partecipazione delle regioni e degli altri enti
territoriali.
(7-01057)
"Fantozzi, Niedda, Bono, Giancarlo Giorgetti, Di Rosa,
Possa, Testa, Scalia".
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