Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


194914
SMC0769-0112
Bollettino Giunte e Commissioni n. 769 del 7 marzo 2001 - edizione definitiva - (SMC13-769)
(suddiviso in 225 Unità Documento)
Unità Documento n.112 (che inizia a pag.106 dello stampato)
              ...IX COMMISSIONE PERMANENTE
            (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
 
 
...INDAGINE CONOSCITIVA
...INDAGINE CONOSCITIVA. LAVCOMM
...INDAGINE CONOSCITIVA.
PROPOSTA DI DOCUMENTO CONCLUSIVO APPROVATA DALLA COMMISSIONE
Mercoledì 7 marzo 2001. - Presidenza del Presidente Gianantonio MAZZOCCHIN. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione Giordano Angelini. Pag. 104
ZZSMC ZZRES ZZSMC070301 ZZSMC010307 ZZSMC000301 ZZSMC000001 ZZSMC769 ZZ13 ZZD ZZTX ZZC9 ZZNO ZZXX
     La IX Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni
  della Camera ha avviato, con deliberazione del 21 luglio 1999,
  un'indagine conoscitiva che, partendo dalle problematiche
  dello scalo di Malpensa, ha interessato tutti i principali
  temi del trasporto aereo.
     Obiettivo dell'indagine è l'individuazione di soluzioni
  per un equilibrato sviluppo del trasporto aereo e del sistema
  aeroportuale italiano, con particolare attenzione per le
  questioni connesse alla sicurezza, e la verifica dell'impatto
  degli interventi normativi di riforma decisi negli ultimi anni
  sulla concreta gestione del traffico aereo.
     L'ambito dell'indagine si è esteso ad una serie di
  tematiche che, per rilevanza sociale ed economica, apparivano
  meritevoli di specifico approfondimento.
     Il tema della sicurezza è necessariamente collegato con
  quello della riorganizzazione più complessiva del settore
  aereo, che ha visto la nascita delll'E.N.A.C., la
  trasformazione in S.p.A. dell'E.N.A.V. e, più in generale, la
  liberalizzazione, per effetto del recepimento della normativa
  comunitaria (regolamenti CEE 2407 - 2408 - 2409/92,
  Regolamento CEE 95/93 sull'assegnazione delle bande orarie,
  Direttiva CEE 96/67 sulla liberalizzazione dei servizi di
  assistenza a terra, Direttiva 94/56 sulle inchieste
  aeronautiche).
     L'indagine si è protratta lungo un arco temporale che va
  dal settembre 1999 al maggio 2000.
     Al momento della stesura del documento conclusivo sono
  sopravvenuti alcuni fatti nuovi dei quali è apparso opportuno
  tenere conto in sede di elaborazione del documento
  conclusivo.
     Nel corso dell'indagine sono stati ascoltati il Ministro
  dei Trasporti e della navigazione Treu, il Ministro
  dell'ambiente Ronchi, il Sottosegretario di Stato per il
  coordinamento della protezione civile Barberi, il Presidente
  dell'ENAV Mancini, il Presidente dell'ENAC Roma ed il
  direttore generale Di Palma, il Presidente dell'Agenzia
  nazionale per la sicurezza del volo Franchi, i rappresentanti
  dell'ANCI Bianco, Di Cagno Abbrescia e Goggi, il Presidente
  dell'IRI Gros- Pietro, il Presidente dell'Assaeroporti Ferro,
  l'Amministratore delegato della SEA Quattrin, i rappresentanti
  dell'Associazione dei vettori esteri - IBAR Miceli, Teresi e
  Magrone, l'Amministratore delegato della Lauda Air Molinari,
  il Direttore pianificazione e controllo della Meridiana
  Piccinato, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed
  il rappresentante dell'Eurocontrol Hendriks.
  La sicurezza del trasporto aereo.
     Nel corso dell'indagine è stato anzitutto affrontato il
  tema della sicurezza delle strutture aeroportuali e dei
  meccanismi di assistenza al volo e a terra, problematica sulla
  quale incide ovviamente l'attività di selezione, formazione ed
  abilitazione del personale e che deve essere garantita anche
  con riferimento alla manutenzione ed abilitazione delle
  macchine utilizzate dai vettori aerei e dai
 
                              Pag. 107
 
  sistemi a terra per il controllo del traffico aereo.
     Con l'affermarsi della concorrenza si impone infatti la
  necessità di un più stringente sistema di controlli sulle
  compagnie aeree, al fine di evitare che le condizioni di
  sicurezza vengano compromesse dalla riduzione dei costi di
  esercizio.
     Il tema, per la sua rilevanza e trasversalità, è stato
  dibattuto sostanzialmente in tutte le audizioni, ed ha
  costituito oggetto di particolare trattazione da parte dei
  presidenti dell'ENAV e dell'ENAC.
     E' stato posto in particolare l'accento sulla necessità di
  garantire una continua evoluzione tecnologica ed
  organizzativa, ed in questo contesto è stata segnalata la
  realizzazione dell' Apron  management control negli
  aeroporti di Fiumicino e Malpensa, che garantisce una maggiore
  sicurezza, nonché la definizione delle responsabilità con
  riguardo agli spostamenti degli aerei dalle piazzole di sosta
  alle piste di decollo ed atterraggio.
     A questo riguardo è stato segnalato che nell'aeroporto di
  Malpensa è stata inaugurata, il 30 ottobre 1999, la nuova
  torre di controllo, appunto dotata del radar di terra
  necessario per realizzare l'attività di  Apron
  service.
     Nel periodo di svolgimento dell'indagine il recente
  conflitto nei Balcani ha limitato la disponibilità delle
  aerovie nel settore nord-est del Paese ed ha sottoposto le
  strutture ed il personale dell'ENAV ad uno sforzo notevole che
  tuttavia è stato sopportato con encomiabile impegno e
  capacità.
     A questo riguardo, nel corso delle audizioni è stata in
  particolare evidenziata la necessità di ridisegnare gli spazi
  messi a disposizione del traffico aereo civile, riducendo
  quelli assegnati alle Forze Armate.
     Sempre nel contesto dei temi relativi alla sicurezza,
  l'insediamento (29 novembre 1999) dell'Agenzia nazionale per
  la sicurezza del volo non ha ancora apportato gli effetti
  auspicati, essendo emersa l'esigenza di una revisione della
  pianta organica di tale Ente prima di procedere all'assunzione
  del personale e degli ispettori.
     Il problema è stato inoltre approfondito con riferimento
  ai possibili effetti di un incidente aereo sulle aree esterne
  agli aeroporti.  In merito si è appurata l'esistenza di piani
  di sicurezza predisposti dai Vigili del fuoco e dalla
  Protezione civile per tutti i siti aeroportuali e le aree
  limitrofe.  Tuttavia, tali piani potrebbero essere
  insufficienti laddove l'incidente si verificasse in aree
  aeroportuali "sensibili".  Ad esempio, per l'aeroporto di
  Ancona Falconara è stata segnalata l'esigenza di delocalizzare
  gli impianti di stoccaggio degli oli combustibili che si
  trovano nelle immediate adiacenze dell'aeroporto.  Altre aree
  aeroportuali individuate come "sensibili" sono quelle di
  Genova e Venezia.  Rispetto a tali siti è quindi necessario
  procedere a misure straordinarie di pianificazione
  territoriale, anche in considerazione del continuo aumento del
  traffico aereo.
     Per quanto attiene alla sicurezza interna all'aeroporto
  (servizio antincendio), la stessa è attualmente affidata ai
  Vigili del fuoco, ma alcuni gestori hanno segnalato
  l'opportunità che anche questo servizio sia privatizzato, come
  è di recente avvenuto per il controllo dei bagagli.  A tale
  orientamento si contrappone, peraltro, quello di chi invece
  ritiene che i servizi antincendio debbano essere garantiti
  dall'Autorità statale.
     In materia di sicurezza aeroportuale, il regolamento
  ministeriale 29 gennaio 1999, n. 85, ha infine introdotto la
  disciplina dei controlli sui passeggeri e sui bagagli,
  consentendone la dismissione da parte del Ministero
  dell'interno e l'affidamento alle società di gestione o a
  imprese specializzate.
  L'Ente nazionale per l'aviazione
  civile(E.N.A.C.).
     I rappresentanti dell'ENAC hanno ripercorso i tratti
  salienti dell'attività svolta nella fase di avvio dell'Ente,
  che ha
 
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  richiesto anzitutto l'approvazione dello statuto, dei
  regolamenti di contabilità, tariffario, di organizzazione del
  personale, nonché del contratto di programma con il Ministero
  dei trasporti e della navigazione.
     Già nelle more dell'approvazione dei richiamati strumenti
  regolamentari, l'ENAC ha tuttavia provveduto a dare corso ai
  finanziamenti previsti per le opere di ampliamento e
  ammodernamento aeroportuale, sbloccando l'impiego dei fondi
  europei per gli aeroporti di Cagliari ed Olbia e di quelli
  stanziati dal Ministero dei trasporti e della navigazione con
  il decreto ministeriale 68T del 25 maggio 1999, mediante la
  stipulazione di apposite convenzioni di finanziamento con gli
  stessi gestori aeroportuali.
     E' stato inoltre evidenziato che il Consiglio di
  Amministrazione dell'Ente si è riunito numerose volte,
  adottando atti di indirizzo sempre all'unanimità, a riprova di
  una forte coesione e comunione di intenti dei componenti: ciò
  ha consentito alla struttura di avviare con tempestività la
  propria azione istituzionale per la realizzazione degli
  obiettivi definiti dal decreto legislativo n.250 del 1997.
  L'ENAC non ha tuttavia ancora risolto il problema logistico,
  non essendo stato a tutt'oggi individuato un ufficio che possa
  ospitare il personale di Civilavia, RAI ed ENGA assorbito
  dall'Ente.
     Si è inoltre evidenziato uno stato di conflittualità tra
  l'ENAC ed il Dipartimento dell'aviazione civile del Ministero
  dei trasporti, in quanto, a giudizio dei rappresentanti
  dell'Ente, se, da un lato, il Dipartimento sembra svolgere
  un'azione di interdizione puntuale sull'attività dell'ENAC,
  omette nel contempo di adottare quegli atti di indirizzo e di
  direttiva, da recepire in appositi provvedimenti ministeriali,
  che pure sarebbero utili per una migliore gestione del settore
  del trasporto aereo, caratterizzato, com'è noto, da una
  costante evoluzione.
     Occorre tuttavia rilevare che, a seguito dell'invito
  avanzato dalla competente Commissione parlamentare, detta
  problematica ha trovato soluzione con l'adozione da parte del
  Ministro dei trasporti Bersani di un atto d'indirizzo che ha
  delimitato con maggiore precisione i poteri d'intervento del
  Dipartimento.
     L'ENAC ha inoltre posto tra le proprie priorità il
  miglioramento della sicurezza del trasporto aereo, avviando
  nuove selezioni degli ispettori di volo per rafforzare i
  controlli sui piloti e sulle macchine, che fino ad oggi hanno
  portato a provvedimenti di sospensione o revoca del CIT
  (Certificato di idoneità tecnica) laddove non risultavano
  garantiti gli  standard  minimi di sicurezza.
     L'ENAC ha altresì garantito il coordinamento degli enti
  preposti al settore del trasporto aereo e delle attività degli
  operatori, consentendo in particolare nell'aeroporto di
  Malpensa la semplificazione ed accelerazione delle procedure,
  ai fini della realizzazione del programma di trasferimento dei
  voli da Linate.
     Alla fine del 1997 è stato adottato un importante
  regolamento in materia di costituzione di società per la
  gestione aeroportuale (decreto del Ministro dei trasporti del
  12 novembre 1997, n.521), la cui applicazione è stata affidata
  all'Ente.  Le nuove società di capitale hanno l'onere di
  presentare un programma di interventi ed un piano
  economico-finanziario che consentiranno di ottenere la
  concessione, da venti a quaranta anni, del sedime aeroportuale
  richiesto e di gestire in autofinanziamento la realizzazione e
  lo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali.
     In tale contesto l'ENAC è chiamato ad assumere un
  importante ruolo di regolamentazione e controllo, a garanzia
  della sicurezza e della qualità dei servizi, lasciando alle
  imprese le scelte gestionali.
     L'ENAC è stato inoltre incaricato di svolgere le attività
  istruttorie relative all'imposizione degli oneri di servizio
  pubblico e di provvedere all'erogazione delle compensazioni
  finanziarie a valere sui fondi stanziati dalla legge.  Sulla
  base dell'articolo 36 della legge 7 maggio 1999, n. 144, in
  conformità alle disposizioni di cui al regolamento CEE del 23
  luglio 1992, 2408/92/CEE, sono state avviate le procedure per
  la realizzazione della continuità
 
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  territoriale della Sardegna e delle isole minori della
  Sicilia dotate di scali aeroportuali.
     L'ENAC ha intensificato le visite sui vettori aerei,
  avendo come primario obiettivo la sicurezza del trasporto
  aereo, e dedica inoltre particolare attenzione al problema
  della conformità degli aerei provenienti dall'estero agli
  standard di sicurezza europei.
  L'Ente nazionale di assistenza al volo
  (E.N.A.V.).
     L'ENAV è stato interessato da un radicale processo di
  riforma, diretto alla trasformazione della sua natura
  giuridica da ente pubblico economico in S.p.A.
     Nell'audizione del Presidente dell'ENAV sono state
  evidenziate le ricadute negative sul trasporto aereo della
  guerra dei Balcani, pur rilevandosi come il personale
  dell'ENAV vi abbia posto rimedio con uno sforzo eccezionale
  che ha avuto riconoscimenti anche in sede comunitaria.
  Inoltre, si è rilevata la necessità di un aumento
  dell'organico per far fronte all'incremento del traffico
  aereo.
     Il Presidente dell'ENAV ha fatto presente che nel 1999 si
  è registrato un aumento del fatturato da 815 miliardi a 1030
  miliardi di lire.  Gli investimenti sono passati invece dai 50
  miliardi del 1997 ai 650 miliardi nel 1999.  E' stato inoltre
  definito il contratto di programma, il contratto di servizio
  ed il piano triennale, nonché il piano degli interventi
  straordinari per il Giubileo.
     In tale quadro complessivo sono stati effettuati degli
  investimenti negli aeroporti del meridione e nelle isole per
  l'ammontare di 265 miliardi.
     Specifico interesse ha suscitato il problema relativo
  all'appalto dei servizi di manutenzione degli apparati radar
  attualmente affidato alla società Vitrociset, a titolo di
  prolungamento di un contratto scaduto da lungo tempo.  Le
  difficoltà che al momento ostacolano l'avvio di una nuova
  procedura selettiva consisterebbero, ad avviso dei
  rappresentanti dell'ENAV, nella segretazione di buona parte
  dei servizi del contratto, che impedirebbe l'effettuazione di
  una gara europea, e nella mancanza di una adeguata definizione
  del capitolato tecnico.  A questo riguardo è stato, tra
  l'altro, segnalato un contrasto tra il Ministero del tesoro e
  l'ENAV circa l'ammontare delle somme dovute annualmente alla
  Vitrociset, pari per il primo anno a 42 miliardi e per il
  secondo a 150 miliardi di lire.
     Ha costituito oggetto di trattazione anche il problema
  delle assunzioni effettuate dall'ENAV sotto la presidenza
  Mancini, in relazione alle quali talune forze politiche
  avevano invocato il commissariamento dell'Ente.  Il presidente
  Mancini sul punto ha respinto ogni addebito, dichiarando la
  propria disponibilità ad ogni tipo di verifica; egli ha infine
  lamentato che i ritardi nell'avvio della riforma dell'ENAV
  devono essere in parte ascritti al Governo ed al Ministero dei
  trasporti e della navigazione, che non avrebbero messo a
  disposizione gli strumenti operativi necessari per la piena
  operatività.
     Nel mese di giugno del 2000, al termine del mandato del
  presidente Mancini, è stato nominato come Commissario
  straordinario dell'Ente l'ingegner Sandro Gualano, con
  l'obiettivo di completare il processo di trasformazione in
  S.p.A. dell'Ente.  Tra i primi atti compiuti dal Commissario vi
  è stata la predisposizione del Piano di impresa per la
  trasformazione in S.p.A. dell'ENAV, che è stato trasmesso alla
  Commissione Trasporti, ai fini del parere parlamentare sulle
  trasformazione dell'Ente, nel quale vengono rappresentati,
  coerentemente alle indicazioni del mandato, tutti gli
  obiettivi da raggiungere.
     Nell'ambito del Piano si evidenzia come il raggiungimento
  di una adeguata redditività dei servizi da svolgere e la
  ricerca di un equilibrato rapporto tra costi e ricavi, propri
  di una qualsiasi azienda con assetto organizzativo di tipo
  privatistico, non contrastino con lo svolgimento delle
  funzioni di servizio pubblico assegnate all'ENAV.
 
                              Pag. 110
 
     Particolare attenzione è inoltre riservata nel Piano ai
  temi della sicurezza: essa è infatti considerata come la più
  alta priorità dell'ENAV, sia come valore assoluto sia nello
  specifico.  L'obiettivo di mantenere e migliorare gli elevati
  standard  di sicurezza fino ad oggi raggiunti, non si
  basa solo sull'applicazione rigorosa delle normative
  internazionali, sullo studio ed aggiornamento di dette norme,
  ma anche sulla costante innovazione tecnologica e sulla
  partecipazione attiva ai programmi europei di ricerca per lo
  sviluppo dei sistemi di controllo satellitari.  A tale scopo
  sono stati avviati alcuni progetti di ammodernamento, volti
  a:
       dotare tutti gli Enti di controllo radar di " safety
  nets " quali STCA (Short Term Conflit Alert) e MTCD (Medium
  Term Conflict Detection) per la previsione delle collisioni in
  volo;
       installare l'MSAW  (Minimum Safe Altitude
  Warning);
       attivare sistemi di rilevazione del fenomeno "
  wind-shear " ;
       attivare sistemi radar per la meteorologia.
     Il quadro è completato dall'attenzione riservata al
  fattore umano, determinante per il raggiungimento dei massimi
  livelli di sicurezza, attraverso la formazione di base, e al
  costante aggiornamento sugli strumenti utilizzati, nonché alla
  prevenzione, realizzata sia mediante la sorveglianza continua
  degli indicatori dello stato di sistema, attraverso un metodo
  proattivo costituito da un monitoraggio in tempo reale di
  tutti gli elementi coinvolti nelle operazioni di volo, SMS
  (Safety Management System),  sia attraverso la
  realizzazione di una banca dati, che, unitamente alla
  affermazione di una cultura collaborativa del personale,
  consenta, con l'analisi dei dati, di cogliere quei segnali
  precursori utili ad evitare i possibili incidenti.  A tale
  scopo, anche per raggiungere i requisiti imposti da
  Eurocontrol nelle sue ESARR  (Eurocontrol Safety Regulatory
  Requirement),  l'ENAV ha predisposto il completamento di
  alcuni progetti volti a:
       a)  realizzare un sistema di gestione della
  sicurezza;
       b)  realizzare un sistema di qualità;
       c)  realizzare banca dati finalizzata;
       d)  consentire lo sviluppo, la simulazione e
  validazione dei sistemi STCA, MSAW e MTCD;
       e)  favorire lo studio dei parametri tecnici per
  affidabilità dei sistemi.
     Sono inoltre previsti investimenti per la installazione di
  nuovi radar, per l'ammodernamento dei centri radio
  terra/bordo/terra dei CRAV e delle centrali tecnologiche dei
  CRAV di Padova e Brindisi, per la costruzione e l'allestimento
  ATC del nuovo CRAV di Milano e del magazzino, nonché per
  l'ammodernamento e la standardizzazione delle strutture di
  tutti gli aeroporti, alcune delle quali, realizzate negli anni
  60/70, non rispondono alle attuali normative di sicurezza
  (decreto legislativo n. 626 del 1994).  L'ENAV partecipa dal
  1996 al programma europeo di navigazione satellitare
  denominato EGNOS: tale investimento ha consentito all'ENAV di
  ottenere in gestione sei delle più importanti infrastrutture
  del segmento terrestre ed ha permesso all'industria nazionale
  di ottenere commesse dall'ESA.  La partecipazione anche al
  progetto GALILEO, compresa la titolarità della gestione delle
  relative strutture terrestri, integrato ad EGNOS e GPS,
  permetterà la radionavigazione senza l'ausilio delle
  radioassistenze terrestri.  Sullo spinoso problema della
  gestione e manutenzione degli impianti c'è peraltro la
  consapevolezza che essa rappresenta un'attività molto
  significativa per l'ENAV, sia sotto l'aspetto economico,
  (oltre 170 miliardi annui di costi) sia sotto l'aspetto
  istituzionale e che pertanto, essa non è più delegabile a
  soggetti esterni.  Vi è inoltre la necessità di organizzare la
  transizione alla navigazione satellitare attraverso una
  struttura unica, capace di
 
                              Pag. 111
 
  organizzare la gestione e la manutenzione degli impianti
  tradizionali e la gestione delle infrastrutture del GNSS.
  Infine, per i servizi quali la meteorologia, le radiomisure,
  l'AIS, l' Apron Management,  si aprono nuove prospettive e
  nuove aree di sviluppo, per rispondere alla domanda del
  mercato interno e dei paesi terzi.  Naturalmente, per
  concretizzare tali obiettivi è necessario un processo di
  ristrutturazione aziendale profonda.  Verranno costituite
  divisioni, con separazione contabile/amministrativa, per
  ciascuna specifica area di attività individuata.  Le divisioni
  dovranno garantire il perseguimento dell'interesse pubblico,
  in coerenza ai principi di efficienza, mantenimento del
  rapporto costi/ricavi, tutela della sicurezza.
     L'ENAV SpA, che già garantisce alti livelli di sicurezza,
  ha intrapreso la costituzione di unità organizzative ed
  interventi professionali specialistici capaci di mantenere gli
  stessi coefficienti di  safety  a fronte dell'incrementato
  numero di aerei.
     Tre, in particolare, sono le iniziative che si segnalano
  in questo settore.
     L'introduzione di un sistema di gestione della sicurezza e
  della qualità volto all'ottenimento della certificazione
  internazionale nel più breve tempo possibile.
     La costituzione di un'Unità di logistica, non presente
  nella precedente struttura organizzativa, in grado di far
  passare il  focus  della manutenzione da una logica che
  prevede solo la disponibilità tecnica degli apparati e dei
  sistemi, a quella dell'affidabilità, ovvero della sicurezza
  dell'impiego operativo dei sistemi stessi.  L'Unità di
  logistica ha inoltre il compito di internalizzare gradualmente
  le attività strategiche che oggi vengono affidate a fornitori
  esterni.
     L'affermazione di un ruolo di  leadership  nello
  sviluppo dei programmi europei nel campo della navigazione
  satellitare, così da essere all'avanguardia nelle future
  modalità di erogazione dei servizi, alcuni dei quali non
  saranno più basati su strutture al suolo.
     Per quanto riguarda il primo punto, l'ENAV sta
  implementando un  safety management system,  essendo uno
  dei Paesi sperimentatori del software Eurocontrol denominato
  TOCAI  (Tool Kit for ATM Investigation),  per
  oggettivizzare l'analisi dei disservizi e le infrazioni alle
  regole del volo, in accordo agli  standard  dell'Unione
  europea.
     L'evoluzione delle tecnologie, il programma di
  investimenti, oltre alle esperienze internazionali, hanno
  determinato una profonda modificazione dei sistemi impiegati
  da ENAV per supportare i servizi della navigazione aerea.  Si è
  ridotto il divario tra i livelli tecnologici dei sistemi e
  degli apparati, consentendo la definizione di un nuovo
  obiettivo capace di garantire utilizzi più sicuri agli utenti
  dei sistemi e minori  budget  ai gestori.
     L'ENAV S.p.A. vede nella precoce affermazione dei sistemi
  di navigazione satellitare la soluzione ad un numero di
  problemi che sarebbero invece, con i tradizionali sistemi,
  destinati ad un progressivo aggravamento: standardizzazione
  dei servizi in tutti i Paesi del mondo, riduzione delle
  separazioni anche in quelle porzioni di spazi aerei che,
  essendo ubicate su acque internazionali o zone desertiche, non
  consentirebbero il posizionamento di tradizionali
  radio-assistenze terrestri.  Quest'ultimo aspetto investe in
  particolare il nostro Paese, vista la posizione dell'Italia
  nel bacino del Mediterraneo e a Nord delle distese desertiche
  dell'Africa Settentrionale.
  L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
     In attuazione della direttiva comunitaria 94/56/CEE del 21
  novembre 1994, che fissa i principi fondamentali in materia di
  inchieste sugli incidenti e sugli inconvenienti dell'aviazione
  civile, è stata costituita, con il decreto legislativo n. 66
  del 1999, l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
     Alla nuova Agenzia spettano, in estrema sintesi, tre
  compiti: condurre le inchieste tecniche relative a tutti gli
  incidenti ed inconvenienti gravi verificatisi nel territorio
  nazionale, predisponendo per
 
                              Pag. 112
 
  ogni inchiesta una specifica relazione; elaborare, a seguito
  delle risultanze delle inchieste, specifiche raccomandazioni
  di sicurezza, mirate alla prevenzione di eventi analoghi;
  svolgere attività di indagine, di studio e di ricerca nello
  specifico campo della prevenzione e della sicurezza del volo.
  L'Agenzia ha pertanto compiti di carattere precipuamente
  investigativo e di prevenzione, mentre l'ENAC continua ad
  avere compiti essenziali di regolazione in materia di
  prevenzione e sicurezza.
     A seguito dell'insediamento degli organi di vertice
  dell'Agenzia (dicembre 1999) sono state ad essa trasferite le
  funzioni inerenti le inchieste sui sinistri aeronautici già
  attribuite, in attesa dell'attuazione della direttiva
  comunitaria n.94/56/CE, al Dipartimento dell'aviazione civile
  del Ministero dei trasporti.
     Anche questo Ente di recente istituzione sta scontando
  notevoli ritardi nell'avvio della propria attività , sia per
  la mancanza di una sede idonea, sia per la necessità della
  ridefinizione della pianta organica.  Esiste inoltre un
  problema di finanziamento dell'Agenzia, in quanto i 7 miliardi
  di lire attualmente destinati all'Agenzia nazionale per la
  sicurezza del volo sarebbero appena sufficienti per coprire le
  spese del personale, al quale deve applicarsi il medesimo
  trattamento previsto dal contratto collettivo di lavoro
  dell'ENAC: a questo riguardo emerge dunque la necessità di un
  aumento della dotazione finanziaria.
     Alla data odierna, l'Agenzia ha in corso 30 inchieste, di
  cui 8 ereditate dal Dipartimento dell'aviazione civile e 22
  aperte  ex novo  dall'Agenzia medesima.
     Di queste 19 inchieste, 8 riguardano incidenti, mentre 11
  riguardano inconvenienti gravi.  In particolare, analizzando le
  suddette inchieste sotto il profilo soggettivo, emerge che 11
  di esse riguardano aeromobili dell'aviazione da turismo
  (settore che si conferma come quello dove più alto è il
  livello di incidentistica), 8 riguardano elicotteri (settore
  dove esistono delle criticità su cui l'Agenzia sta
  concentrando la massima attenzione, anche in vista delle
  raccomandazioni di sicurezza che si accinge ad emanare), 10
  riguardano aeromobili dell'aviazione commerciale e le
  aeroomobili dell'aviazione d'affari.
     Sotto il profilo delle nazionalità, 21 inchieste
  coinvolgono aeromobili di immatricolazione italiana, e 9
  aeromobili di immatricolazione straniera.  Delle suddette 30
  inchieste, 4 sono ormai in via di chiusura.
     L'Agenzia ha inoltre accreditato presso le competenti
  autorità straniere proprio rappresentanti per seguire due
  inchieste relativa ad incidenti occorsi all'estero, che hanno
  visto rispettivamente coinvolti macchine e personale di volo
  italiani.
     Alle citate 30 inchieste, si aggiungono inoltre 20 eventi,
  in relazione ai quali l'Agenzia sta acquisendo informazioni
  più precise al fine di circoscrivere meglio le segnalazioni
  pervenute.
     Nel periodo in esame l'Agenzia ha svolto una serie di
  audizioni con gli operatori del trasporto aereo al fine di
  individuare i maggiori problemi della sicurezza, dei quali è
  tuttavia mancata una specifica catalogazione.  Il ciclo di
  audizioni ha interessato 21 società di navigazione aerea
  italiane, 25 società di gestione aeroportuale e le 9 società
  di lavoro aereo maggiormente rappresentative a livello
  italiano.  A completamento di tale serie di audizioni l'Agenzia
  ha deciso di trasmettere a circa 70 società di lavoro aereo un
  questionario per acquisire informazioni sulle medesime,
  inerenti questioni specifiche in materia di sicurezza del
  volo.
     Gli elementi acquisiti nel corso delle inchieste e delle
  audizioni starebbero sostanzialmente confermando le
  indicazioni contenute nel Rapporto preliminare sullo stato
  della sicurezza del volo già elaborato dall'Agenzia.
     Per quanto riguarda i rapporti con le altre istituzioni
  aeronautiche, l'Agenzia si è posta come obiettivo di stabilire
  rapporti di collaborazione con tutte le altre istituzioni
  competenti in materia e con gli operatori del settore, nella
  convinzione che il perseguimento della sicurezza del volo non
  rappresenti il compito specifico di una sola istituzione, ma
  coinvolga, a vario titolo, tutti i soggetti operanti nel
 
                              Pag. 113
 
  comparto dell'aviazione civile.  In tale ottica, l'Agenzia ha
  cercato di stabilire proficui rapporti non solo con
  l'Aeronautica militare italiana, ma anche e soprattutto con
  l'ENAC, l'ENAV e l'Aeroclub d'Italia.
     In particolare, con l'ENAV e con l'Aeroclub d'Italia sono
  stati stabiliti positivi rapporti di collaborazione, come
  dimostra la conclusione in tempi rapidi di un protocollo
  d'intesa con tali enti, mirato, da un lato, a fissare i canali
  di segnalazione dei vari tipi di eventi rilevanti per la
  sicurezza del volo occorsi ad aeromobili dell'aviazione
  civile, e, dall'altro, a stabilire forme di collaborazione
  tecnica da attivare, in caso di necessità, in occasione delle
  inchieste avviate dall'Agenzia, sia pure nel rispetto dei
  rispettivi ruoli istituzionali.
     Per quanto riguarda i rapporti con l'ENAC, si segnalano
  alcune difficoltà nel circuito comunicativo relativo agli
  eventi inerenti la sicurezza del volo, in quanto, sebbene gli
  articoli 828 ed 829 del codice della navigazione impongano
  alle direzioni di aeroporto di segnalare all'Agenzia gli
  incidenti e gli inconvenienti gravi dei quali esse abbiano
  notizia, in molti casi tali direzioni segnalano tali eventi
  con grande ritardo.
     I rappresentanti dell'Agenzia hanno inoltre prospettato
  l'esigenza di una migliore definizione del ruolo investigativo
  nei rapporti con l'autorità giudiziaria.  A questo riguardo,
  pur permanendo alcune problematiche di natura normativa si
  registra, da parte degli organi dell'Autorità giudiziaria, un
  diffuso apprezzamento per il ruolo di terzietà svolto
  dall'Agenzia, che ha indotto numerose procure della Repubblica
  ad avvalersi, come previsto dal decreto legislativo n. 66 del
  1999 della sua collaborazione.  Al fine di risolvere le
  questioni ancora in piedi, l'Agenzia ha organizzato, in
  collaborazione con il Consiglio superiore della Magistratura,
  un incontro di studio con i magistrati italiani; contatti in
  tal senso sono inoltre in corso con il Ministero della
  giustizia che sta diramando alle procure una circolare
  relativa all'attività dell'Agenzia.
  La situazione dell'Alitalia.
     La situazione dell'Alitalia è stata rappresentata dal
  Presidente dell'IRI e dall'Amministratore delegato della
  compagnia aerea, i quali hanno evidenziato le problematiche
  più importanti per l'azienda.
     Il processo di privatizzazione non è ancora terminato.  Nel
  maggio del 1998 l'IRI ha collocato sul mercato il 18% del
  capitale azionario della compagnia, ricavando circa 800
  miliardi.  Il costo della ricapitalizzazione è stato coperto
  dall'IRI nella misura di 1200 miliardi di lire.  Nel giugno del
  1999 è stato effettuato un aumento di capitale aperto di 3000
  miliardi di lire, sottoscritto per 2.000 miliardi dall'IRI.
  Subito dopo c'è stato un ulteriore aumento di capitale
  riservato ai dipendenti del gruppo per il 20,25 %.  E' stata
  quindi costituita una società cooperativa di azionisti
  dipendenti Alitalia, una "s.c.a.r.l.", che ha ottenuto l'1,3%
  del capitale sociale.
     Per effetto della predetta ricapitalizzazione l'Alitalia
  ha estinto debiti per 3000 miliardi ed ha effettuato
  investimenti per 2.500 miliardi.
     L'Alitalia ha oggi un patrimonio netto di 3.400 miliardi
  contro i 500 del 1996 ed una capitalizzazione di borsa di
  6.400 miliardi contro i 600 del 1996.  E' stato acquisito il
  parere delle Competenti commissioni parlamentari in merito al
  piano industriale Alitalia 1998-2001.
     Sulla base della legge n.481 del 1995 occorrerà poi
  procedere, con decreto del Presidente del Consiglio dei
  ministri, a definire le modalità di alienazione della
  compagnia.
     I dati economici del 1999 sono risultati peggiori rispetto
  a quelli del 1998, per ragioni che hanno condizionato anche
  tutti gli altri maggiori vettori europei, i quali hanno
  registrato una flessione nei risultati economici compresa tra
  il 50 e l'80% rispetto al 1998.
     Tra i fattori che hanno influenzato negativamente
  l'andamento economico dell'Alitalia sono stati indicati
  l'aumento
 
                              Pag. 114
 
  del costo del carburante ed il cambio sfavorevole con il
  dollaro.  Il carburante pesa infatti per circa 1.200 miliardi
  sul conto economico dell'Alitalia, mentre l'aumento del prezzo
  del dollaro dal 1998 al 2000 ha inciso per 500 miliardi.
     Sull'attuazione del piano aziendale ha inoltre inciso
  negativamente il ritardo del trasferimento dei voli da Linate
  a Malpensa.
     L'Amministratore delegato dell'Alitalia ha altresì
  dichiarato che l'anzianità della flotta è in media di 7 anni,
  che nel periodo 1997-1999 la compagnia ha acquisito la
  disponibilità di 21 aeroplani nuovi e che è programmata fino
  al 2003 l'acquisizione di altri 31 aerei.
     Il problema della sicurezza è particolarmente avvertito e
  la manutenzione, effettuata anche per soggetti terzi,
  costituisce un settore in piena espansione ed un'area di
  sviluppo del  business.  In tale contesto è stato posto in
  luce come nel giro di 72 ore si fosse provveduto a
  ricontrollare i 90 MD80 e 82 in dotazione alla compagnia ed è
  stata evidenziata una particolare attenzione al rispetto delle
  JAR-OPS.
     Sono stati inoltre forniti chiarimenti sull'alleanza con
  la KLM, specificando che la stessa non prevedeva in partenza
  scambi azionari, ma solo strategie comuni ed economiche di
  scala nell'effettuazione dei servizi di trasporto passeggeri e
  cargo.  L'avvio dell'alleanza è stato comunque condizionato dal
  ritardo nel trasferimento dei voli a Malpensa.
     L'Amministratore delegato ha poi manifestato l'intenzione
  di provvedere, mediante costituzione di apposita società,
  all'effettuazione dell' handling  in autoproduzione ed
  anche in favore di terzi.
     E' stata infine confermata l'avvenuta assunzione di nuovi
  piloti.
  Le problematiche relative allo scalo di Malpensa.
     Il Piano generale dei trasporti del 1985 aveva previsto un
  finanziamento di circa 2.000 miliardi, comprensivo di
  investimenti pubblici e contributi da parte della SEA, per la
  realizzazione dell' hub  di Malpensa.  Tale progetto venne
  incluso nella categoria di quelli prioritari da Consiglio dei
  Ministri europei nel 1994; nel 1995 un accordo di programma
  Governo-SEA ha garantito ulteriori investimenti
  nell' hub.
     Con provvedimento del Ministro dei trasporti del luglio
  1996 è stata disposta la ripartizione dei voli tra gli
  aeroporti del sistema aeroportuale di Milano, prevedendo la
  concentrazione a Malpensa della quasi totalità dei voli
  nazionali ed internazionali.
     Nell'arco dei successivi quattro anni si è realizzato
  gradualmente il trasferimento dei voli all'aeroporto di
  Malpensa, anche al fine di ottemperare alle indicazioni
  fornite dalla Commissione europea, che aveva posto come
  condizione essenziale del trasferimento il completamento del
  collegamento stradale e ferroviario dell' hub.  Il 20
  aprile 2000 è stato completato il trasferimento dei voli e
  l'aeroporto di Linate è divenuto un  city-airport.
     Sull'utilizzo dell'aeroporto di Malpensa ha inciso
  negativamente la protesta delle popolazioni residenti nei
  comuni limitrofi ed il contenzioso giudiziario che ne è
  conseguito, che ha imposto una utilizzazione delle piste
  diversa rispetto a quella programmata per attenuare l'impatto
  acustico.
     Occorre in proposito ricordare che la progettazione di
  Malpensa non è stata proceduta da una valutazione di impatto
  ambientale, in quanto all'epoca tale verifica non risultava
  prevista dalla normativa allora vigente.  Peraltro, già nel
  1971 vi era stata un'indicazione ufficiale del Ministero dei
  trasporti e della SEA ai sindaci dei comuni limitrofi, diretta
  ad evitare una ulteriore edificazione della zona, vista la sua
  destinazione ad aeroporto.  Tale indicazione è stata tuttavia
  disattesa, con la conseguenza che sono state concessioni
  edilizie che hanno notevolmente aumentato il numero delle
  abitazioni situate intorno all' hub  e la popolazione ivi
  stanziata.
 
                              Pag. 115
 
     Il Governo ha cercato di rimediare a questa situazione con
  studi di impatto ambientale successivi alla realizzazione
  dell' hub,  all'esito dei quali è stato emanato il decreto
  del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 dicembre del
  1999, che ha imposto tutta una serie di prescrizioni per
  attenuare l'impatto ambientale dell'uso dell'aeroporto.
     A Malpensa, secondo le indicazioni fornite dall'Assessore
  ai trasporti del Comune di Milano, al momento dell'audizione
  risultavano 766 voli al giorno, al limite della capacità
  operativa dell'aeroporto, pari a 70 movimenti all'ora.
     Il  trend  di crescita nel 1999 rispetto al 1998 è
  stato del 17%.  Nello stesso anno la puntualità dei voli è
  stata pari al 55-56% del totale, mentre i tempi di riconsegna
  dei bagagli sono stati in media di 20 minuti nell'area
  Schengen e di 25 minuti nell'area extra - Schengen.
     Sull'utilizzo della scalo di Malpensa in rapporto a quello
  di Linate sono inoltre emerse incomprensibili disparità di
  vedute tra il Comune di Milano, che pure risulta azionista
  della SEA, ed il Governo.  Il Comune di Milano punterebbe
  infatti, in assoluta controtendenza rispetto alle sue
  precedenti determinazioni, a mantenere i voli internazionali
  sullo scalo di Linate, con il rischio, evidenziatosi nelle
  audizioni, che ciò possa provocare un deprezzamento del
  capitale sociale, proprio nell'imminenza della privatizzazione
  della SEA.
     Il tema della privatizzazione non è stata ancora
  affrontata dal Consiglio di amministrazione della SEA.  Sugli
  investimenti all'estero, in particolare per quanto riguarda
  quelli da realizzarsi in Argentina, non sono stati forniti
  dati, in quanto risultava in corso una valutazione della
  consistenza patrimoniale della società partecipate.
     La SEA ha in corso inoltre iniziative di collaborazione
  con gli aeroporti di Bucarest e Tirana.
  Le problematiche relative allo scalo di
  Fiumicino.
     La procedura per la privatizzazione della società
  Aeroporti di Roma ha subito ritardi sia per l'apertura
  dell' hub  di Malpensa, che ha determinato una sottrazione
  di consistenti quote di traffico, sia per il contenzioso
  giudiziario instaurato dalla SEA con riferimento alle modalità
  della privatizzazione definite dal Governo.
     La diminuzione del traffico dovuta alla realizzazione
  dell' hub  di Malpensa nel 1999, è stata pari, rispetto
  all'anno precedente, al 6%.  Tale dinamica negativa è stata
  peraltro parzialmente recuperata per effetto del Giubileo e
  potrà essere ulteriormente attenuata non appena il trattato
  Open Skies  avrà avuto piena attuazione.
     Gli investimenti nell'aeroporto di Fiumicino sono stati
  comunque ingenti ed hanno portato alla realizzazione del
  terminal C e dello  sky-bridge.  Il loro ammontare
  complessivo, comprendendovi quelli derivanti dalla legge n.449
  del 1985 e quelli effettuati dalla società Aeroporti di Roma
  (AdR) sono stati pari a circa 1.000 miliardi.
     Il valore della società quotata in borsa al momento
  dell'audizione era pari a 3.300 miliardi (615 miliardi nel
  1996); nell'ambito del capitale azionario il Ministero del
  tesoro risultava ancora in possesso, attraverso l'IRI, di una
  quota del 54,2%.
     L'AdR ha inoltre costituito una società di  handling
  che fornisce assistenza ai vettori in regime di
  concorrenza.
     Le ulteriori prospettive di sviluppo dell'aeroporto di
  Fiumicino sono quelle della realizzazione di un sistema
  integrato porto-ferrovia-aeroporto.
  Le gestioni aeroportuali.
     Nel corso dell'audizione dei rappresentanti dei gestori
  aeroportuali è stata espressa una forte attesa per la stipula
  delle convenzioni di gestione totale, in attuazione della
  riforma prevista dalla legge n.537 del 1993 e dal regolamento
  ministeriale n. 521 del 1997.
     La riforma interessa la maggior parte degli aeroporti
  italiani, tuttora gestiti, sia pure parzialmente, dallo Stato.
  Su tali scali la gestione "totale" delle infrastrutture e dei
  servizi verrà affidata ad apposite
 
                              Pag. 116
 
  società di capitale, che saranno tenute a provvedere allo
  sviluppo dell'aeroporto e a garantire la qualità dei servizi
  prestati.
     Il programma di affidamento delle gestioni aeroportuali si
  inquadra in un più ampio processo di evoluzione degli assetti
  istituzionali e di trasformazione del ruolo della pubblica
  amministrazione nel settore dei servizi di pubblica utilità:
  con il decreto legislativo n. 250 del 1997 è stato istituito
  l'ENAC, ed è stata ad esso attribuita la funzione di
  regolamentazione e controllo delle nuove realtà aeroportuali,
  a tutela della sicurezza e della qualità dei servizi offerti
  dai gestori degli scali.
     L'attuazione della riforma delle gestioni aeroportuali ha
  peraltro subito ritardi, dovuti al prolungarsi di alcuni
  adempimenti amministrativi previsti dalla normativa.
     Da parte degli attuali gestori aeroportuali è stata
  sollecitata la definizione degli affidamenti "totali", che
  consentiranno alle nuove società di dare corso ai propri
  programmi di intervento, nella certezza della durata della
  gestione e dei rapporti con l'amministrazione concedente.
  I servizi di assistenza a terra.
     Con il decreto legislativo n. 18 del 1999 è stata recepita
  la direttiva comunitaria n.96/67/CE in materia di servizi di
  assistenza a terra.  Il decreto prevede la progressiva
  liberalizzazione del " ground handling ", in un'ottica di
  abbattimento dei costi sostenuti dai vettori e di
  miglioramento della qualità dei servizi.
     Con tale normativa è stata riconosciuta la possibilità, da
  parte dei vettori, di praticare l'autoassistenza
  (self-handling)  e viene altresì garantita l'apertura del
  mercato, sia pure nel rispetto di alcuni limiti ben precisi,
  ai prestatori terzi di una o più categorie di servizi di
  assistenza a terra, eliminando così il monopolio dei gestori
  aeroportuali.
     Il passaggio dal monopolio al mercato pone tuttavia delle
  criticità, che si manifestano principalmente nel mercato del
  lavoro e nei rapporti tra gestore delle infrastrutture e
  produttori dei servizi di  handling.
     Di qui una costante azione di monitoraggio dell'impatto
  della liberalizzazione sul mercato e della definizione di un
  sistema di regole di cui si renda garante l'ENAC.
     Per la tutela sociale dei lavoratori addetti ai servizi di
  handling  è stata prevista, nel decreto legislativo n.18
  del 1999, una clausola di salvaguardia che assicura, nella
  prima fase di avvio della liberalizzazione, il mantenimento
  dei livelli occupazionali e la continuità dei rapporti
  contrattuali di lavoro.
     Come prospettato nel documento fornito alla Commissione
  dall'Associazione dei vettori esteri (IBAR), la
  liberalizzazione richiede ancora la soluzione di una serie di
  problematiche, quali la correttezza e trasparenza dei
  corrispettivi per l'uso delle infrastrutture centralizzate, i
  criteri da seguire nella separazione contabile delle attività
  e nella determinazione delle tariffe, i requisiti per potere
  svolgere in regime di autoproduzione i servizi di
  handling.
     Nel corso dell'audizione dei rappresentanti dei vettori
  esteri (IBAR) è stata anche trattata ampiamente la questione
  dei corrispettivi applicati dalle società di gestione
  aeroportuale per l'utilizzazione delle infrastrutture da parte
  delle compagnie aeree e per la fornitura dei servizi.
     E' emerso che i costi per l'uso degli aeroporti risultano
  notevolmente superiori a quelli degli altri scali europei e
  che tale situazione ha indotto negli ultimi anni molte
  compagnie aeree estere ad abbandonare la propria attività
  sugli scali italiani.
     Il sistema tariffario è articolato, oltre che sui diritti
  per l'uso degli aeroporti e sulle tariffe di  handling,
  su una serie di altre voci, quali le royalties sulle
  biglietterie e sulla fornitura di carburante, i canoni di
  subconcessione e i corrispettivi per l'uso delle
  infrastrutture centralizzate, la "tassa" sulla sicurezza.
     Per tali motivi è fortemente avvertita l'esigenza di una
  razionalizzazione del
 
                              Pag. 117
 
  sistema, con l'introduzione di criteri di trasparenza che
  consentano la corrispondenza dei corrispettivi al livello dei
  servizi offerti ed i costi effettivamente sostenuti.
  I temi dell'occupazione.
     Rispetto ai problemi occupazionali l'indagine ha
  evidenziato i vantaggi ed i pericoli che nel contempo derivano
  dalla liberalizzazione del settore del trasporto aereo.  Da un
  lato, infatti, aumentando l'offerta dei servizi, crescono i
  livelli occupazionali; d'altro canto, tuttavia, è richiesta
  una sempre maggiore flessibilità del mercato che comporta una
  certa instabilità dei rapporti di impiego: vengono infatti
  preferiti schemi contrattuali a titolo precario, stagionali e
  a tempo determinato.
     I sindacati hanno quindi richiamato l'attenzione sulla
  necessità di una maggiore garanzia della stabilità del posto
  di lavoro e della salvaguardia dei livelli occupazionali,
  anche attraverso un monitoraggio dei contratti che
  intercorrono tra i vettori aerei  (wet-lease,  affitto di
  ramo d'azienda, ecc.).
     Con riferimento alla questione Malpensa-Linate ed alle
  garanzie offerte alle compagnie comunitarie, da parte
  sindacale è stata evidenziata la necessità di evitare
  ripercussioni negative sulla forza lavoro impiegata dalle
  aziende nazionali.
  Conclusioni.
     Lo svolgimento dell'indagine conoscitiva ha consentito di
  fare il punto della situazione su tutti gli aspetti rilevanti
  del trasporto aereo, dal cui esame possono trarsi alcune
  conclusioni.
     Nel settore del trasporto aereo, come del resto in altri
  settori dei servizi pubblici essenziali, l'esigenza di una
  riforma delle istituzioni era avvertita e sollecitata da
  tempo, sotto l'impulso dei rapidi sviluppi del mercato, della
  evoluzione tecnologica e della sempre più incisiva politica di
  regolamentazione comunitaria.
     Sul piano normativo sono stati affrontati, negli ultimi
  anni, i temi della privatizzazione delle società esercenti
  servizi pubblici di trasporto aereo, della liberalizzazione
  dei mercati, dell'affidamento delle gestioni aeroportuali.  In
  sostanza, le responsabilità gestionali e finanziarie nei
  settori economici del trasporto aereo sono state
  progressivamente trasferite dalla sfera pubblica agli
  operatori privati.
     I nuovi equilibri impongono che lo Stato rinunci a gran
  parte dei poteri di intervento un tempo ad esso riservati, per
  assumere un importante ruolo di indirizzo, regolazione e
  controllo, rivolto al conseguimento degli  standard  di
  sicurezza ed alla continuità ed affidabilità dei servizi.
     E' con tale finalità che il decreto legislativo 25 luglio
  1997, n.250, ha realizzato la riforma dell'aviazione civile,
  mediante l'istituzione dell'ENAC e la definizione delle
  competenze che permangono alla sede ministeriale.
     L'ENAC, ente pubblico non economico, esercita la maggior
  parte delle attribuzioni in precedenza facenti capo alla
  Direzione generale dell'aviazione civile del Ministero dei
  trasporti e della navigazione, nonché quelle degli enti
  pubblici presistenti nel settore, il Registro aeronautico
  italiano e l'Ente nazionale della gente dell'aria.
     L'accorpamento delle funzioni in un unico ente,
  l'attribuzione ad esso di competenze specializzate per la
  regolazione tecnica e amministrativa del settore nonché di
  un'ampia sfera di autonomia finanziaria e organizzativa, sono
  gli aspetti fondamentali della riforma dell'aviazione civile,
  che trovano ora conferma della propria validità nei più
  recenti indirizzi normativi per il riordinamento e la
  razionalizzazione della pubblica amministrazione e degli enti
  pubblici nazionali.
     In armonia con gli orientamenti comunitari, il Parlamento
  ed il Governo hanno inoltre realizzato una compiuta politica
  di riforma strutturale del settore dell'aviazione civile, allo
  scopo di consentire, attraverso i meccanismi della concorrenza
  e del mercato, il miglioramento della
 
                              Pag. 118
 
  qualità dei servizi resi dagli operatori in favore
  dell'utenza ed il contenimento dei costi.
     La riforma ha favorito iniziative economiche di sviluppo
  da parte delle imprese, attribuendo alla pubblica
  amministrazione il ruolo di interlocutore autorevole, capace
  di garantire un equilibrato contemperamento di tutti gli
  interessi, pubblici e privati, coinvolti nell'attuazione del
  processo di privatizzazione e di liberalizzazione del
  settore.
     Con riferimento alle privatizzazioni, attraverso apposite
  norme inserite nella legge finanziaria per il 1997 si è
  provveduto ad abrogare le disposizioni che obbligavano l'IRI a
  detenere, direttamente o indirettamente, partecipazioni di
  maggioranza in società esercenti servizi di trasporto aereo,
  permettendo, in tal modo, l'alienazione della partecipazione
  detenuta nella società Aeroporti di Roma S.p.A. ed avviando il
  processo di privatizzazione dell'Alitalia.
     La procedura per la privatizzazione dell'Alitalia segna
  ancora il passo, e la ricerca di  partners  non ha dato
  per ora esito positivo.  La compagnia ha però subito ingenti
  perdite nel corso dell'anno 2000.  Nei primi mesi del 2001 è
  giunta la notizia delle dimissioni dell'Amministratore
  delegato Cempella e della sua sostituzione con il dott.
  Francesco Mengozzi, apprezzato  manager  cui spetta ora il
  compito di definire un nuovo piano di impresa per rilanciare
  la compagnia e nello stesso tempo di ricercare le necessarie
  alleanze internazionali, senza rinunciare alla possibile
  riapertura del dialogo con la KLM su un piano di parità.
     Anche il definitivo collocamento sul mercato di tutte le
  quote azionarie in mano pubblica della SEA sta scontando dei
  ritardi.  Si è invece conclusa, nel luglio 2000, la procedura
  di privatizzazione della società Aeroporti di Roma.
     Nel 1997 si è avviato, a seguito della legge 21 dicembre
  1996, n.665, il processo di trasformazione dell'ENAV, da ente
  pubblico economico a S.p.A., Esso si è concluso il 31 dicembre
  2000; dal primo gennaio 2001 l'ENAV è una società per azioni.
  Con tale struttura organizzativa la società può parametrare le
  proprie attività alle regole del mercato, facendo realmente
  corrispondere i costi dei servizi ai benefici offerti agli
  operatori del settore.  Peraltro, essendo ancora nella
  primissima fase di attuazione del Piano aziendale, un'analisi
  sul lavoro compiuto potrà essere svolta solo in un momento
  successivo.
     L'Amministratore delegato della nuova società ha subito
  avviato la riorganizzazione dell'azienda a livello centrale ed
  ha costituito il gruppo di lavoro che dovrà redigere il piano,
  con il quale verranno indicati tempi e modalità per procedere
  ad un programma di internalizzazione delle attività di
  manutenzione, attualmente svolte da soggetti esterni e
  propedeutico alla istituzione della Divisione tecnica per la
  gestione e manutenzione degli impianti, come espressamente
  indicato dalla Commissione Trasporti, in sede di espressione
  del parere sulla trasformazione in SpA dell'Ente.
     Le prospettive di un effettivo rilancio dell'ENAV appaiono
  dunque tangibili, non solo per il  core-business  (ATC) ma
  anche per tutti quei servizi che hanno possibilità di sviluppo
  nel mercato, quali:
       gestione e manutenzione degli impianti;
       attività di consulenza e formativa, con relativa
  certificazione, e rivolta a tutte le qualifiche professionali
  (cta, tecnico, meteorologo, etc.);
       servizi meteorologici;
       radiomisure;
       servizi di informazioni aeronautiche;
       gestione dei movimenti a terra  (Apron
  Management).
     E' strategicamente corretto per l'azienda aspirare ad
  assumere una posizione di  leadership  in campo
  internazionale.  In tal modo essa può aumentare il livello del
  proprio ruolo in Europa come fornitore di servizi,
  determinando un ritorno in termini di commesse per l'industria
  nazionale e di sviluppo nel campo
 
                              Pag. 119
 
  della ricerca applicata, con conseguenti riflessi positivi
  sui livelli occupazionali.
     I grandi investimenti pianificati, finalizzati anche
  all'introduzione di nuove tecnologie (i sistemi satellitari
  GNSS e GALILEO ne sono un esempio), ammontano a oltre 1.150
  miliardi.  Essi consentiranno di adeguare la capacità operativa
  del sistema all'incremento della domanda del traffico, nel
  rispetto dei massimi  standard  di sicurezza e di sviluppo
  occupazionale.
     Nel mutato quadro di rapporti tra amministrazione ed
  operatori del settore, è stata affidata ai diretti
  interessati, tramite la costituzione di Assoclearance,
  associazione tra i vettori e gestori (decreto ministeriale:
  44/T del 4 agosto 1997), la delicata problematica attinente
  l'assegnazione delle bande orarie  (slots)  negli
  aeroporti italiani designati come coordinati (Bologna e Pisa)
  o pienamente coordinati (Fiumicino, Ciampino, Malpensa,
  Linate, Catania, Bergamo, Firenze, Napoli, Palermo,
  Torino).
     In tal modo l'Italia ha adeguato il proprio ordinamento al
  regolamento comunitario n. 95/CE del 18 gennaio 1993, relativo
  alla definizione di norme comuni per l'assegnazione di bande
  orarie negli aeroporti della Comunità.
     Altri interventi normativi hanno riguardato la
  semplificazione di procedure burocratiche per la definizione
  dei diritti aeroportuali e dei canoni di concessione
  aeroportuale.
     La normativa relativa ai diritti (articolo 2, comma 189,
  della legge n. 662 del 1996), oltre a semplificare le
  procedure e ad introdurre un automatismo di incremento
  annuale, ha confermato l'impegno ad un progressivo
  allineamento a quanto praticato nel resto dell'Europa,
  definendo ulteriori criteri di determinazione che, in ragione
  di applicazioni differenziate per scali, può premiare le
  capacità imprenditoriali dei soggetti gestori che sappiano
  conseguire obiettivi di qualità dei servizi offerti e di
  efficienza delle prestazioni rese.
     La corretta applicazione di tale normativa è subordinata
  alla definizione della Carta dei servizi dei gestori
  aeroportuali, il cui schema è in fase di avanzata elaborazione
  da parte dell'ENAC.
     Con i recenti provvedimenti di rideterminazione dei
  diritti aeroportuali (decreto ministeriale 4 agosto 2000 e
  decreto ministeriale 14 novembre 2000) sono state recepite le
  indicazioni della Commissione europea, uniformando la misura
  dei diritti relativi ai voli nazionali e comunitari e sono
  stati previsti incrementi per un progressivo allineamento ai
  livelli medi europei.
     L'innovazione normativa relativa al pagamento dei canoni
  per la concessione dei sedimi aeroportuali introdotta dalla
  stessa legge n. 662 del 1996 (articolo 2, comma 188), permette
  un approccio più semplice agli operatori economici e
  finanziari interessati al settore, in quanto alla complessità
  delle preesistenti procedure dirette a quantificare il valore
  patrimoniale dei beni concessi si è sostituito un obiettivo
  indice che si riferisce al valore economico della gestione
  aeroportuale, con evidenti facilitazioni di programmazione
  degli investimenti a medio e lungo termine.
     Ciò ha consentito all'Amministrazione di attuare un
  sistema agile di determinazione dei canoni e di definizione
  delle pendenze pregresse, superando così le incertezze che in
  passato avevano ostacolato l'introito di rilevanti risorse
  finanziarie.
     A seguito dei nuovi provvedimenti, è iniziata la
  riscossione dei nuovi canoni di concessione aeroportuale,
  destinati a costituire la principale fonte di finanziamento
  dell'ENAC.
     L'analisi a consuntivo registra una sostanziale positività
  del sistema, non sussistendo più alcun contenzioso in essere
  per quanto riguarda l'imputazione dei canoni concessori, nel
  recente passato fonte di contestazioni anche di natura
  contabile nei confronti dei responsabili della competente
  amministrazione.
     In tale ottica, l'Agenzia del demanio del Ministero delle
  finanze e l'ENAC hanno sostanzialmente confermato, per il
  prossimo quadriennio, la validità del sistema
 
                              Pag. 120
 
  di determinazione dei canoni adottato per il precedente
  quadriennio, che prevede il versamento del 10% delle entrate
  derivanti dai diritti per l'uso degli aeroporti e delle tasse
  di imbarco e sbarco delle merci.  Il relativo provvedimento
  dovrà trovare tempestiva definizione, allo scopo di assicurare
  senza soluzione di continuità il flusso di entrate destinate
  al funzionamento dell'ENAC.
     Con il regolamento sulle gestioni totali è stato
  realizzato un notevole processo di riforma delle gestioni
  aeroportuali, consistente nella privatizzazione dei servizi e
  nel progressivo disimpegno finanziario dello Stato e degli
  altri soggetti pubblici.
     Le novità più importante è la nuova configurazione del
  gestore aeroportuale, che esce dal processo riformatore con un
  ruolo decisamente più incisivo a livello di scelte strategiche
  e gestionali.
     Nel dicembre 1999 è stata ripubblicata sulla Gazzetta
  Ufficiale la circolare ministeriale che consentirà all'ENAC di
  definire compiutamente l'assetto gestionale degli aeroporti,
  unificando così le differenti realtà esistenti.  Sulla base di
  tale documento e delle indicazioni contenute nella direttiva
  ministeriale del 30 novembre 1999, l'ENAC sta valutando le
  domande presentate per l'affidamento aeroportuale e dei
  relativi programmi di intervento.
     In attesa dell'assetto definitivo, l'articolo 17 della
  legge n. 135 del 1997 consente all'ENAC di autorizzare i
  soggetti gestori precari e parziali ad utilizzare, con forti
  ricadute occupazionali, le somme introitate quali diritti
  aeroportuali per interventi urgenti finalizzati della
  riqualificazione delle infrastrutture aeroportuali.
     Sul piano del potenziamento del sistema aeroportuale il
  Parlamento ha approvato, negli ultimi anni, alcune leggi di
  finanziamento (decreto-legge n. 67 del 1997, convertito dalla
  legge n. 135 del 1997, e legge n. 194 del 1998) per lo
  sviluppo e l'ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali
  esistenti, privilegiandone alcune situate nel Meridione,
  nonché quelle destinate a far fronte all'incremento di
  traffico previsto durante l'anno Giubilare (Bari, Cagliari,
  Catania, Salerno, Venezia, Siena, Ancona, Perugia, Foggia e
  Napoli).
     I finanziamenti sono stati destinati, oltre che agli
  aeroporti direttamente individuati dalla legge, agli scali di
  Albenga, Ancona, Bologna, Brindisi, Cuneo, Firenze, Foggia,
  Genova, Grosseto, Grottaglie, Napoli, Perugia, Pisa, Reggio
  Emilia, Roma Fiumicino, Siena, Torino, Trieste, Verona e
  Venezia.
     Gli interventi legislativi richiamati hanno disposto
  complessivamente finanziamenti per 1.063 miliardi di lire, di
  cui 14,5 miliardi in conto capitale e 1.048,5 miliardi per il
  rimborso di mutui per capitale ed interessi.
     Gli investimenti, dopo una stasi di oltre due anni, sono
  stati finalmente avviati con le modalità sopra indicate.
  L'ENAC ha svolto la propria attività di valutazione dei
  progetti mediante un ampio ricorso al sistema della conferenza
  di servizi, al fine di garantire la partecipazione di tutte le
  amministrazioni interessate secondo criteri di funzionalità e
  snellezza.
     Allo stato attuale sono state definite numerose
  convenzioni tra l'ENAC e le società di gestione per la
  concessione dei finanziamenti e la realizzazione dei
  lavori.
     Per gli interventi aeroportuali, inoltre, il CIPE ha reso
  disponibile una quota dei finanziamenti legislativamente
  stanziati per lo sviluppo sociale ed economico delle aree
  depresse.  Gli aeroporti individuati per l'assegnazione di tali
  risorse sono stati quelli di Venezia, Lamezia Terme, Alghero,
  Genova e Palermo.  Per i suddetti aeroporti sono state adottate
  le stesse procedure sopra indicate.
     Ulteriori importanti interventi sul sistema aeroportuale
  sono stati promossi a seguito dei finanziamenti comunitari del
  FESR, messi a disposizione per l'attuazione del programma
  operativo "Infrastrutture aeroportuali 94-99".  E' ora in corso
  di definizione il programma delle opere finanziabili con i
  fondi comunitari 2000-2006.
     Le procedure individuate per il finanziamento e la
  realizzazione delle opere vedono direttamente coinvolte le
  regioni
 
                              Pag. 121
 
  interessate e le società di gestione aeroportuale, ferma
  restando la competenza tecnica dell'ENAC circa l'approvazione
  dei progetti e la vigilanza sull'esecuzione dei lavori.  L'ENAC
  stesso, quale ente attuatore, ha garantito la realizzazione
  del programma operativo.
     In materia di liberalizzazione dei diritti di traffico,
  sono stati emanati atti d'indirizzo ministeriale in materia di
  negoziazione di accordi aerei bilaterali ed in materia di
  assegnazione dei diritti di traffico (rotte) verso paesi
  extraeuropei.  In applicazione delle direttive ministeriali, i
  più recenti accordi bilaterali hanno previsto il regime della
  pluridesignazione, ed è stata inoltre effettuata la prima
  assegnazione in concessione ai vettori che ne avevano fatto
  richiesta (Messico, Cuba, Barbados, Seychelles, Maldive, Sri
  Lanka, Tailandia, Tanzania, Australia, Giappone).
     La liberalizzazione dei diritti di traffico potrà
  consentire anche la promozione di nuovi servizi sullo scalo di
  Fiumicino, compensando la diminuzione di traffico
  determinatasi con lo spostamento della rete intercontinentale
  da Roma a Malpensa.
     Per quanto attiene alla liberalizzazione dei servizi a
  terra, l'ENAC, sulla base delle proprie circolari recanti le
  disposizioni attuative del decreto legislativo n. 18 del 1999,
  ha rilasciato numerose attestazioni di idoneità a favore di
  prestatori di servizi e di autoproduttori ed ha inoltre
  parzialmente consentito alle limitazioni all'accesso al
  mercato richieste dai gestori degli aeroporti di Fiumicino,
  Catania, Venezia e Malpensa, per le quali saranno avviate
  procedure di gara per la selezione degli operatori.  Per gli
  stessi scali si sono già concluse le procedure di
  individuazione dei vettori in autoproduzione.
     Per quanto concerne i controlli di sicurezza aeroportuali
  in attuazione del regolamento n.85/99 l'ENAC ha affidato i
  servizi di controllo dei passeggeri e del bagaglio a mano alle
  società di gestione di numerosi aeroporti italiani.
     Anche nel settore della sicurezza, si compie così un altro
  passo verso gli standard europei, essendo ormai generalizzata,
  nella quasi totalità dei Paesi comunitari, la privatizzazione
  dei servizi di controllo allo scopo di concentrare le attività
  delle forze di polizia sui compiti essenziali di tutela
  dell'ordine pubblico.
     Con riguardo all'inquinamento acustico, l'emanazione, da
  parte del Ministero dell'ambiente di concerto con il Ministro
  dei trasporti e della navigazione, dei criteri per il
  controllo e la riduzione del rumore (decreto ministeriale 3
  dicembre 1999), ha consentito di avviare i lavori per
  l'individuazione in ogni aeroporto di zone di rispetto
  urbanistico e di specifiche procedure di abbattimento delle
  emissioni acustiche.
     Un importante provvedimento in materia riguarda il divieto
  dei voli notturni (decreto del Presidente della Repubblica
  9/11/1999, n. 476), la cui applicazione è risultata tuttavia
  sospesa a seguito di alcuni ricorsi presentati in sede
  giurisdizionale.  Occorre peraltro che ogni intervento
  normativo in materia si ispiri al criterio di comporre
  adeguatamente le esigenze di tutela ambientale con quelle di
  assicurare la necessaria fluidità e continuità dei servizi
  aerei.
     Per quanto concerne le problematiche inerenti lo sviluppo
  delle infrastrutture aeroportuali, è significativo il caso di
  Malpensa 2000.  La realizzazione e la messa in esercizio di
  tale scalo ha definito l'assetto di una politica di settore
  che vuole incentrare su due  hubs,  uno con vocazione
  turistica e istituzionale, Fiumicino, e l'altro di traffico
  d'affari, Malpensa, la rete dei collegamenti nazionali ed
  internazionali, garantendo, contestualmente, agli operatori la
  possibilità di investimenti remunerativi ed agli utenti
  l'offerta di servizi efficienti e competitivi.
     Il 20 aprile 2000 si è realizzato il completamento del
  trasferimento di traffico da Linate a Malpensa, nel quadro di
  un complesso piano di misure ambientali per la riduzione
  dell'impatto acustico.
     Nell'attuazione del progetto è stata svolta una attenta e
  costante azione di coordinamento con gli uffici della
  Commissione
 
                              Pag. 122
 
  europea, al fine di garantire la piena funzionalità dei
  collegamenti, l'organizzazione dei servizi aeroportuali e la
  non discriminazione dei vettori comunitari.  Con tali obiettivi
  si è recentemente proceduto, con il decreto del Ministro dei
  trasporti e della navigazione del 5 gennaio 2001, alla
  revisione del provvedimento sulla ripartizione del traffico
  tra gli aeroporti di Malpensa e Linate, consentendo una più
  ampia possibilità di utilizzazione dello scalo di Linate.
     In attuazione dell'articolo 36 della legge n. 144 del
  1999, su delega del Ministro dei trasporti e della
  navigazione, il Presidente della Regione Sardegna ha indetto
  la conferenza dei servizi che ha determinato i contenuti
  dell'onere di servizio pubblico relativo ai collegamenti con
  gli aeroporti della Sardegna, in termini di tariffazione,
  frequenze, orari, capacità e di agevolazioni per determinate
  categorie di utenti.  Sarà pertanto avviata, a cura dell'ENAC,
  la gara per l'individuazione del vettore cui affidare in
  esclusiva i servizi, dietro compensazione finanziaria.
     Gli oneri di servizio pubblico sono divenuti un importante
  strumento per l'attuazione di una politica di sostegno del
  trasporto aereo e sono stati estesi alle rotte della Sicilia e
  degli aeroporti delSud Italia per effetto della legge
  finanziaria del 2001.
     Dall'applicazione del sistema degli oneri di servizio
  pubblico si attendono infatti positive ricadute sullo sviluppo
  del mercato aereo e dell'economia del territorio.
 
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