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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


194931
SMC0769-0129
Bollettino Giunte e Commissioni n. 769 del 7 marzo 2001 - edizione definitiva - (SMC13-769)
(suddiviso in 225 Unità Documento)
Unità Documento n.129 (che inizia a pag.150 dello stampato)
              ...XII COMMISSIONE PERMANENTE
                       (Affari sociali)
 
 
ATTI DEL GOVERNO
SCHEMA DI DECRETO. LAVCOMM
SCHEMA DI DECRETO.
Schema di decreto legislativo recante il riordino delle IPAB.
Elsa SIGNORINO. Maria BURANI PROCACCINI. Antonio SAIA. Dino SCANTAMBURLO. Francesco Paolo LUCCHESE. Alessandro CE. Piergiorgio MASSIDDA.
Mercoledì 7 marzo 2001. - Presidenza del Presidente Marida BOLOGNESI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la sanità Grazia Labate.
ZZSMC ZZRES ZZSMC070301 ZZSMC010307 ZZSMC000301 ZZSMC000001 ZZSMC769 ZZ13 ZZD ZZC12 ZZNO ZZXX
  (Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con
  condizioni).
     La Commissione prosegue l'esame rinviato il 6 marzo
  2001.
 
     Elsa SIGNORINO (DS-U),  relatore,  illustra la
  propria proposta di parere, favorevole con condizioni  (vedi
  allegato 1),  predisposto sulla base della discussione fin
  qui svolta e dei pareri espressi dai diversi organismi
  competenti.
     Tra le diverse condizioni, segnala in particolare
  all'attenzione della Commissione quella di cui al numero 5)
  della proposta, che chiede la modifica della disciplina
  fiscale al fine di ridurre gli oneri a carico delle IPAB, in
  considerazione del fatto che essi si riflettono immediatamente
 
                              Pag. 151
 
  sui cittadini.  Segnala che, mentre il parere delle regioni
  concorda con quanto da lei proposto, quello espresso dalla
  Commissione bilancio chiede esplicitamente di non modificare
  la disciplina fiscale attualmente prevista, e quello del
  Senato nulla prevede al proposito.  Data la delicatezza della
  questione, auspica che la Commissione si pronunci con grande
  chiarezza su di essa.  Il parere della Commissione rappresenta
  infatti l'ultima occasione per impegnare il Governo ad
  introdurre agevolazioni fiscali in favore delle IPAB.
     Si sofferma, quindi, sui suggerimenti che le sono stati
  informalmente trasmessi da alcuni deputati.  In particolare, in
  relazione alla questione delle IPAB scolastiche, ritiene
  opportuno fare proprie le indicazioni provenienti dalle
  regioni.  In tal senso, la condizione di cui al numero 2)
  prevede l'applicabilità a tali istituzioni delle norme in
  materia di "privatizzazione" delle IPAB emanate, in attuazione
  dei principi stabiliti dalle sentenze della Corte
  costituzionale, con il decreto del Presidente del consiglio
  dei ministri 16 febbraio 1990.
     La condizione di cui al numero 1), in recepimento di
  alcune delle osservazioni formulate dal deputato Saia, è
  invece volta a meglio precisare le norme in materia di IPAB
  "patrimoniali", ferma restando la necessità di un loro
  tendenziale superamento.
     Sottolinea, quindi, che le condizioni di cui ai numeri 9)
  e 10), richiedendo la soppressione delle lettere  a),
  b)  e  g)  dell'articolo 17, comma 1, nonché
  dell'articolo 19, sono volte ad evitare che la disciplina
  regionale intervenga in maniera eccessivamente invasiva in
  ambiti di competenza da lasciare all'autonomia delle IPAB
  privatizzate.
     Evidenzia, infine, che alcune delle proposte modificative
  avanzate dal deputato Saia devono ritenersi superflue alla
  luce della disciplina vigente ai sensi del decreto legislativo
  n. 112 del 1998, in materia di conferimento di funzioni alle
  regioni e agli enti locali.
 
     Maria BURANI PROCACCINI (FI) manifesta apprezzamento
  per il tentativo del relatore di venire incontro ad alcune
  delle richieste di modifica da lei avanzate.  In particolare,
  condivide le condizioni relative alle IPAB scolastiche e alla
  disciplina fiscale.  Tuttavia, lo schema di decreto proposto
  dal Governo dovrebbe essere sottoposto a una più radicale
  revisione, come previsto dalla sua proposta di parere  (vedi
  allegato 1).  Ad esempio, segnala la necessità di modificare
  l'articolo 2 dello schema per dare maggiore evidenza al ruolo
  che le regioni devono svolgere nella programmazione
  dell'attività delle IPAB.  L'articolo 5 potrebbe essere
  integrato per meglio individuare i principi cui dovrà rifarsi
  la disciplina regionale sulle aziende di servizi.
     Più in generale, peraltro, osserva che sarebbe stato
  necessario avere maggiore spazio per esaminare un
  provvedimento tanto importante, e denuncia il rischio che, in
  ogni caso, il parere delle Camere possa non essere tenuto in
  adeguata considerazione da parte del Governo.  In ogni caso,
  ritiene che la scelta di esercitare la delega a ridosso della
  fine della legislatura abbia comunque costituito una forzatura
  difficilmente accettabile.  Il provvedimento, pur con i
  limitati miglioramenti proposti dal relatore, non
  rappresenterà che un piccolo passo rispetto alle esigenze
  reali del settore.
 
     Antonio SAIA (comunista) chiede che il relatore
  modifichi la propria proposta di parere, innanzitutto
  inserendo nelle premesse un richiamo alla necessità di
  mantenere il carattere pubblico delle istituzioni.  Inoltre, la
  condizione di cui al numero 2) andrebbe integrata prevedendo
  che le regioni debbano intervenire d'intesa con i comuni in
  cui hanno sede le istituzioni.  Sarebbe opportuno inserire
  anche un'ulteriore condizione con cui chiedere di inserire,
  all'articolo 5, comma 5, dello schema, dopo le parole: "tavole
  di fondazione", le parole: "compatibilmente con eventuali
  vincoli imposti, a pena di decadenza, dagli atti di
  donazione".
 
     Elsa SIGNORINO (DS-U),  relatore,  ritiene che tale
  previsione sarebbe superflua, dovendosi in ogni caso
  rispettare i vincoli statutari.
 
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     Antonio SAIA (comunista) condivide la considerazione
  del relatore e non insiste per la proposta di modifica.
  Segnala peraltro la necessità di introdurre, all'articolo 9,
  in materia di direttore delle IPAB, una disciplina speciale
  per le istituzioni di piccole dimensioni e di sopprimere,
  all'articolo 11, la possibilità di ricorrere a forme
  contrattuali "flessibili".  Infine, chiede che, alla condizione
  numero 6), si preveda che la parola: "generali" sia aggiunta,
  invece che sostituita, alla parola: "uniformi", e che, alla
  condizione numero 9) sia soppressa la richiesta di sopprimere
  la lettera  g)  dell'articolo 17, comma 1, relativa
  all'individuazione di criteri di nomina degli amministratori
  tali da evitare conflitti di interesse con l'ente ed
  assicurarne l'indipendenza e la trasparenza delle
  decisioni.
 
     Dino SCANTAMBURLO (PD-U) chiede al relatore di
  modificare la propria proposta di parere, innanzitutto
  sopprimendo la condizione di cui al numero 2), relativa alle
  IPAB scolastiche, apparendo in definitiva preferibile la
  soluzione proposta dal Governo.  La condizione di cui al numero
  8) dovrebbe essere sostituita dalla previsione che le regioni
  esercitino il controllo e la vigilanza sulle IPAB privatizzate
  ai sensi degli articoli 25 e 27 del codice civile.  La
  formulazione proposta permetterebbe di superare le ambiguità
  del testo dello schema, chiarendo che l'articolo 25 si
  applicherà alle sole associazioni, mentre l'articolo 27 si
  applicherà sia alle associazioni sia alle fondazioni.  Quanto
  alla condizione di cui al numero 9), ritiene necessario
  sostituirla con la previsione che la trasformazione in persone
  giuridiche di diritto privato, nel rispetto delle tavole di
  fondazione e della volontà dei fondatori, avviene mediante
  deliberazione assunta dall'organo competente delle istituzioni
  interessate, che dovrà contenere anche il nuovo statuto.  Lo
  statuto dovrà contenere gli elementi richiesti dall'articolo
  16 del codice civile.
     Ritiene inoltre opportuno aggiungere al parere alcune
  ulteriori condizioni.  In primo luogo, l'articolo 5, comma 2,
  andrebbe integrato prevedendo che la trasformazione in azienda
  di servizi sia esclusa anche nel caso di istituzioni promosse
  da privati, ove il consiglio di amministrazione, con la
  maggioranza di tre quarti dei suoi componenti, deliberi la sua
  trasformazione in associazione o fondazione diritto privato.
  All'articolo 15, comma 2, laddove si disciplina la possibilità
  che le IPAB a carattere patrimoniale possano trasformarsi in
  fondazioni di diritto privato, andrebbe specificato che ciò
  può avvenire anche qualora le stesse intendano limitare la
  propria azione all'erogazione diretta di rendite o sussidi a
  persone in stato di difficoltà.  Si eviterebbe, in tal modo,
  ogni complicazione nell'attuazione della disciplina.
     Inoltre, ritiene che l'articolo 9 dello schema dovrebbe
  essere riscritto delegando le regioni a valutare la
  possibilità che le aziende di servizi di minori dimensioni
  possano incaricare della direzione degli uffici e dei servizi
  anche dipendenti o non dipendenti, non appartenenti alla
  qualifica dirigenziale, in analogia a quanto disposto
  dall'articolo 109, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del
  2000, ferma restando la necessità di definire in sede di
  Conferenza Stato-Regioni e di Conferenza unificata criteri
  uniformi per la determinazione dei compensi dei direttori e
  dei componenti degli organi di governo delle aziende.
     Concludendo, ribadisce l'esigenza di modificare il parere
  del relatore soprattutto quanto alla disciplina delle IPAB
  scolastiche.
 
     Francesco Paolo LUCCHESE (misto-CCD) ricorda di essere
  sempre stato contrario a trattare la complessa questione delle
  IPAB senza la possibilità di un adeguato approfondimento.  Per
  tale motivo, a suo tempo, aveva proposto lo stralcio della
  delega sulle IPAB dalla legge di riforma dell'assistenza, e
  ritiene ora poco opportuno il suo esercizio.
     Nel merito della proposta di parere del relatore,
  manifesta apprezzamento per le modifiche relative alla
  disciplina sulle
 
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  IPAB scolastiche e alle agevolazioni fiscali da riconoscere a
  tutte le IPAB riordinate.  Non ritiene opportuno richiedere di
  sopprimere la lettera  g)  dell'articolo 17, comma 1, né
  l'articolo 19, che richiamando la disciplina contabile
  relativa alle società per azioni sembra offrire maggiori
  garanzie di trasparenza.
 
     Alessandro CE' (LNP) annuncia, anche a nome del suo
  gruppo, che si asterrà sulla proposta di parere del relatore,
  considerando apprezzabile la soluzione proposta in relazione
  alla questione delle IPAB scolastiche, che ne esclude la
  completa assimilazione alle altre istituzioni.  Ritiene invece
  che il testo dell'articolo 15, comma 2, proposto dal Governo
  assicuri maggiore libertà alle IPAB patrimoniali rispetto alle
  previsione della condizione di cui al numero 1) della proposta
  di parere del relatore.  Inopportuna appare anche la
  soppressione delle lettere  b)  e g) dell'articolo 17,
  comma 1.
 
     Piergiorgio MASSIDDA (FI), nell'associarsi alle
  considerazioni dei deputati Burani Procaccini e Cè, annuncia
  l'astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del
  relatore.
 
     Elsa SIGNORINO (DS-U)  relatore,  dopo aver
  ribadito che occorre assicurare l'aderenza della nuova
  disciplina in materia di IPAB scolastiche ai criteri fissati
  dalle sentenze della corte costituzionale, si dichiara
  disponibile a modificare la propria proposta di parere
  recependo parte delle osservazioni avanzate dai deputati
  intervenuti.
     In primo luogo ritiene condivisibile la richiesta,
  formulata dai deputati Saia e Scantamburlo di introdurre una
  disciplina speciale per i direttori delle IPAB di piccole
  dimensioni.  In tal senso inserisce la condizione che
  all'articolo 9, dopo il comma 1, sia inserito il seguente:
  " 1-bis.  Nelle aziende di servizi di dimensioni limitate,
  previo parere della regione, può essere incaricato quale
  direttore anche un dipendente dell'azienda non appartenente
  alla qualifica dirigenziale, in analogia a quanto previsto
  dall'articolo 109, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto
  2000 n. 267".
     In accoglimento delle proposte dei deputati Saia e
  Scantamburlo, modifica la condizione di cui al numero 6) nel
  senso di prevedere che la parola: "generali" sia aggiunta e
  non sostituita alla parola: "uniformi", e sostituisce quella
  di cui al numero 8) con la seguente: "all'articolo 16, il
  comma 4 sia sostituito dal seguente: 4.  La regione esercita il
  controllo e la vigilanza ai sensi degli articoli 26 e 27 del
  codice civile.  Inoltre, aggiunge la condizione che
  all'articolo 15, comma 2, siano aggiunte, in fine, le parole
  "ovvero all'erogazione di rendite o sussidi a persone in stato
  di difficoltà".
 
     Dino SCANTAMBURLO (PD-U) dichiara che si asterrà sulla
  proposta di parere del relatore, come modificata.
     La Commissione approva la proposta di parere come
  riformulata dal relatore nel corso dell'esame  (vedi
  allegato 1).
 
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