| (Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con
condizioni).
La Commissione prosegue l'esame rinviato il 6 marzo
2001.
Elsa SIGNORINO (DS-U), relatore, illustra la
propria proposta di parere, favorevole con condizioni (vedi
allegato 1), predisposto sulla base della discussione fin
qui svolta e dei pareri espressi dai diversi organismi
competenti.
Tra le diverse condizioni, segnala in particolare
all'attenzione della Commissione quella di cui al numero 5)
della proposta, che chiede la modifica della disciplina
fiscale al fine di ridurre gli oneri a carico delle IPAB, in
considerazione del fatto che essi si riflettono immediatamente
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sui cittadini. Segnala che, mentre il parere delle regioni
concorda con quanto da lei proposto, quello espresso dalla
Commissione bilancio chiede esplicitamente di non modificare
la disciplina fiscale attualmente prevista, e quello del
Senato nulla prevede al proposito. Data la delicatezza della
questione, auspica che la Commissione si pronunci con grande
chiarezza su di essa. Il parere della Commissione rappresenta
infatti l'ultima occasione per impegnare il Governo ad
introdurre agevolazioni fiscali in favore delle IPAB.
Si sofferma, quindi, sui suggerimenti che le sono stati
informalmente trasmessi da alcuni deputati. In particolare, in
relazione alla questione delle IPAB scolastiche, ritiene
opportuno fare proprie le indicazioni provenienti dalle
regioni. In tal senso, la condizione di cui al numero 2)
prevede l'applicabilità a tali istituzioni delle norme in
materia di "privatizzazione" delle IPAB emanate, in attuazione
dei principi stabiliti dalle sentenze della Corte
costituzionale, con il decreto del Presidente del consiglio
dei ministri 16 febbraio 1990.
La condizione di cui al numero 1), in recepimento di
alcune delle osservazioni formulate dal deputato Saia, è
invece volta a meglio precisare le norme in materia di IPAB
"patrimoniali", ferma restando la necessità di un loro
tendenziale superamento.
Sottolinea, quindi, che le condizioni di cui ai numeri 9)
e 10), richiedendo la soppressione delle lettere a),
b) e g) dell'articolo 17, comma 1, nonché
dell'articolo 19, sono volte ad evitare che la disciplina
regionale intervenga in maniera eccessivamente invasiva in
ambiti di competenza da lasciare all'autonomia delle IPAB
privatizzate.
Evidenzia, infine, che alcune delle proposte modificative
avanzate dal deputato Saia devono ritenersi superflue alla
luce della disciplina vigente ai sensi del decreto legislativo
n. 112 del 1998, in materia di conferimento di funzioni alle
regioni e agli enti locali.
Maria BURANI PROCACCINI (FI) manifesta apprezzamento
per il tentativo del relatore di venire incontro ad alcune
delle richieste di modifica da lei avanzate. In particolare,
condivide le condizioni relative alle IPAB scolastiche e alla
disciplina fiscale. Tuttavia, lo schema di decreto proposto
dal Governo dovrebbe essere sottoposto a una più radicale
revisione, come previsto dalla sua proposta di parere (vedi
allegato 1). Ad esempio, segnala la necessità di modificare
l'articolo 2 dello schema per dare maggiore evidenza al ruolo
che le regioni devono svolgere nella programmazione
dell'attività delle IPAB. L'articolo 5 potrebbe essere
integrato per meglio individuare i principi cui dovrà rifarsi
la disciplina regionale sulle aziende di servizi.
Più in generale, peraltro, osserva che sarebbe stato
necessario avere maggiore spazio per esaminare un
provvedimento tanto importante, e denuncia il rischio che, in
ogni caso, il parere delle Camere possa non essere tenuto in
adeguata considerazione da parte del Governo. In ogni caso,
ritiene che la scelta di esercitare la delega a ridosso della
fine della legislatura abbia comunque costituito una forzatura
difficilmente accettabile. Il provvedimento, pur con i
limitati miglioramenti proposti dal relatore, non
rappresenterà che un piccolo passo rispetto alle esigenze
reali del settore.
Antonio SAIA (comunista) chiede che il relatore
modifichi la propria proposta di parere, innanzitutto
inserendo nelle premesse un richiamo alla necessità di
mantenere il carattere pubblico delle istituzioni. Inoltre, la
condizione di cui al numero 2) andrebbe integrata prevedendo
che le regioni debbano intervenire d'intesa con i comuni in
cui hanno sede le istituzioni. Sarebbe opportuno inserire
anche un'ulteriore condizione con cui chiedere di inserire,
all'articolo 5, comma 5, dello schema, dopo le parole: "tavole
di fondazione", le parole: "compatibilmente con eventuali
vincoli imposti, a pena di decadenza, dagli atti di
donazione".
Elsa SIGNORINO (DS-U), relatore, ritiene che tale
previsione sarebbe superflua, dovendosi in ogni caso
rispettare i vincoli statutari.
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Antonio SAIA (comunista) condivide la considerazione
del relatore e non insiste per la proposta di modifica.
Segnala peraltro la necessità di introdurre, all'articolo 9,
in materia di direttore delle IPAB, una disciplina speciale
per le istituzioni di piccole dimensioni e di sopprimere,
all'articolo 11, la possibilità di ricorrere a forme
contrattuali "flessibili". Infine, chiede che, alla condizione
numero 6), si preveda che la parola: "generali" sia aggiunta,
invece che sostituita, alla parola: "uniformi", e che, alla
condizione numero 9) sia soppressa la richiesta di sopprimere
la lettera g) dell'articolo 17, comma 1, relativa
all'individuazione di criteri di nomina degli amministratori
tali da evitare conflitti di interesse con l'ente ed
assicurarne l'indipendenza e la trasparenza delle
decisioni.
Dino SCANTAMBURLO (PD-U) chiede al relatore di
modificare la propria proposta di parere, innanzitutto
sopprimendo la condizione di cui al numero 2), relativa alle
IPAB scolastiche, apparendo in definitiva preferibile la
soluzione proposta dal Governo. La condizione di cui al numero
8) dovrebbe essere sostituita dalla previsione che le regioni
esercitino il controllo e la vigilanza sulle IPAB privatizzate
ai sensi degli articoli 25 e 27 del codice civile. La
formulazione proposta permetterebbe di superare le ambiguità
del testo dello schema, chiarendo che l'articolo 25 si
applicherà alle sole associazioni, mentre l'articolo 27 si
applicherà sia alle associazioni sia alle fondazioni. Quanto
alla condizione di cui al numero 9), ritiene necessario
sostituirla con la previsione che la trasformazione in persone
giuridiche di diritto privato, nel rispetto delle tavole di
fondazione e della volontà dei fondatori, avviene mediante
deliberazione assunta dall'organo competente delle istituzioni
interessate, che dovrà contenere anche il nuovo statuto. Lo
statuto dovrà contenere gli elementi richiesti dall'articolo
16 del codice civile.
Ritiene inoltre opportuno aggiungere al parere alcune
ulteriori condizioni. In primo luogo, l'articolo 5, comma 2,
andrebbe integrato prevedendo che la trasformazione in azienda
di servizi sia esclusa anche nel caso di istituzioni promosse
da privati, ove il consiglio di amministrazione, con la
maggioranza di tre quarti dei suoi componenti, deliberi la sua
trasformazione in associazione o fondazione diritto privato.
All'articolo 15, comma 2, laddove si disciplina la possibilità
che le IPAB a carattere patrimoniale possano trasformarsi in
fondazioni di diritto privato, andrebbe specificato che ciò
può avvenire anche qualora le stesse intendano limitare la
propria azione all'erogazione diretta di rendite o sussidi a
persone in stato di difficoltà. Si eviterebbe, in tal modo,
ogni complicazione nell'attuazione della disciplina.
Inoltre, ritiene che l'articolo 9 dello schema dovrebbe
essere riscritto delegando le regioni a valutare la
possibilità che le aziende di servizi di minori dimensioni
possano incaricare della direzione degli uffici e dei servizi
anche dipendenti o non dipendenti, non appartenenti alla
qualifica dirigenziale, in analogia a quanto disposto
dall'articolo 109, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del
2000, ferma restando la necessità di definire in sede di
Conferenza Stato-Regioni e di Conferenza unificata criteri
uniformi per la determinazione dei compensi dei direttori e
dei componenti degli organi di governo delle aziende.
Concludendo, ribadisce l'esigenza di modificare il parere
del relatore soprattutto quanto alla disciplina delle IPAB
scolastiche.
Francesco Paolo LUCCHESE (misto-CCD) ricorda di essere
sempre stato contrario a trattare la complessa questione delle
IPAB senza la possibilità di un adeguato approfondimento. Per
tale motivo, a suo tempo, aveva proposto lo stralcio della
delega sulle IPAB dalla legge di riforma dell'assistenza, e
ritiene ora poco opportuno il suo esercizio.
Nel merito della proposta di parere del relatore,
manifesta apprezzamento per le modifiche relative alla
disciplina sulle
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IPAB scolastiche e alle agevolazioni fiscali da riconoscere a
tutte le IPAB riordinate. Non ritiene opportuno richiedere di
sopprimere la lettera g) dell'articolo 17, comma 1, né
l'articolo 19, che richiamando la disciplina contabile
relativa alle società per azioni sembra offrire maggiori
garanzie di trasparenza.
Alessandro CE' (LNP) annuncia, anche a nome del suo
gruppo, che si asterrà sulla proposta di parere del relatore,
considerando apprezzabile la soluzione proposta in relazione
alla questione delle IPAB scolastiche, che ne esclude la
completa assimilazione alle altre istituzioni. Ritiene invece
che il testo dell'articolo 15, comma 2, proposto dal Governo
assicuri maggiore libertà alle IPAB patrimoniali rispetto alle
previsione della condizione di cui al numero 1) della proposta
di parere del relatore. Inopportuna appare anche la
soppressione delle lettere b) e g) dell'articolo 17,
comma 1.
Piergiorgio MASSIDDA (FI), nell'associarsi alle
considerazioni dei deputati Burani Procaccini e Cè, annuncia
l'astensione del suo gruppo sulla proposta di parere del
relatore.
Elsa SIGNORINO (DS-U) relatore, dopo aver
ribadito che occorre assicurare l'aderenza della nuova
disciplina in materia di IPAB scolastiche ai criteri fissati
dalle sentenze della corte costituzionale, si dichiara
disponibile a modificare la propria proposta di parere
recependo parte delle osservazioni avanzate dai deputati
intervenuti.
In primo luogo ritiene condivisibile la richiesta,
formulata dai deputati Saia e Scantamburlo di introdurre una
disciplina speciale per i direttori delle IPAB di piccole
dimensioni. In tal senso inserisce la condizione che
all'articolo 9, dopo il comma 1, sia inserito il seguente:
" 1-bis. Nelle aziende di servizi di dimensioni limitate,
previo parere della regione, può essere incaricato quale
direttore anche un dipendente dell'azienda non appartenente
alla qualifica dirigenziale, in analogia a quanto previsto
dall'articolo 109, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto
2000 n. 267".
In accoglimento delle proposte dei deputati Saia e
Scantamburlo, modifica la condizione di cui al numero 6) nel
senso di prevedere che la parola: "generali" sia aggiunta e
non sostituita alla parola: "uniformi", e sostituisce quella
di cui al numero 8) con la seguente: "all'articolo 16, il
comma 4 sia sostituito dal seguente: 4. La regione esercita il
controllo e la vigilanza ai sensi degli articoli 26 e 27 del
codice civile. Inoltre, aggiunge la condizione che
all'articolo 15, comma 2, siano aggiunte, in fine, le parole
"ovvero all'erogazione di rendite o sussidi a persone in stato
di difficoltà".
Dino SCANTAMBURLO (PD-U) dichiara che si asterrà sulla
proposta di parere del relatore, come modificata.
La Commissione approva la proposta di parere come
riformulata dal relatore nel corso dell'esame (vedi
allegato 1).
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