| La Commissione inizia l'esame.
Vincenzo CERULLI IRELLI (PD-U), relatore, riferisce
sul progetto di legge all'ordine del giorno, che disciplina
l'attività dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Il
testo si riferisce anche agli appartenenti alla carriera
diplomatica e non anche ai dirigenti della carriera
prefettizia. Ritiene incomprensibile tale esclusione; nel
prosieguo dell'iter sarà opportuna la presentazione di un
ordine del giorno di interpretazione. Nel testo si prevede la
collocazione dei dirigenti in aspettativa senza assegni per lo
svolgimento di incarichi presso amministrazioni diverse da
quelle di appartenenza. Si fa riferimento ai dirigenti
appartenenti al ruolo unico, che vengono collocati in
posizione di disponibilità. La disciplina investe anche i
segretari comunali e provinciali equiparati ai dirigenti. Tale
possibilità è riservata a quelli già in posizione di
disponibilità; la norma appare poco chiara. Si chiede, in
particolare, per quale ragione possano fruirne solo se già in
disponibilità, mentre gli altri dirigenti possono fruirne
comunque. La possibilità di aspettativa senza assegni è
prevista per i dirigenti del ruolo unico a disposizione.
Sottolinea l'eccezione prevista per talune categorie mentre
per altre non è prevista analoga possibilità. Vi sono poi
incompatibilità per i dirigenti che svolgono attività in
imprese private. Sono poi previste delle esclusioni tra cui,
fra l'altro, i dirigenti di polizia, del Corpo forestale dello
Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. E' prevista
la facoltà - previa apposita autorizzazione - di utilizzare
dirigenti in incarichi fuori dello Stato. Viene poi facilitato
l'ingresso nella pubblica amministrazione anche di funzionari
internazionali. E' inoltre possibile collocare dirigenti fuori
ruolo. Infine, richiama le norme dell'articolo 5, che
facilitano l'accesso di dipendenti di aziende private in
organismi internazionali. Si favorisce in tal modo la presenza
italiana in detti organismi, agevolando l'impiego di personale
con idonea esperienza in materia.
Auspica quindi che sia possibile trasferire l'esame del
provvedimento alla sede legislativa.
Il sottosegretario Gianclaudio BRESSA evidenzia il
significato politico del progetto di legge in esame, nel senso
di una decisa modernizzazione della dirigenza del paese, con
una forte valenza sotto il profilo internazionale. Tuttavia
non è possibile pervenire al rapido varo della disciplina in
quanto il gruppo di alleanza nazionale non ha dato il proprio
assenso al trasferimento alla sede legislativa. Rileva che il
testo, già approvato dal Senato, tiene già conto di talune
proposte delle opposizioni, come quelle relative all'entrata
in vigore. Fa presente che nel corso della giornata si sono
svolti intensi approfondimenti tra il Governo e i
rappresentanti delle opposizioni. Si è tenuto
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conto delle richieste di taluni gruppi, proprio su ulteriori
modifiche ai termini per l'entrata in vigore - che sarebbe
stata portata a 120 giorni - su cui il Governo aveva espresso
la propria disponibilità, in considerazione del rilievo del
provvedimento. Il Senato avrebbe potuto procedere all'esame
del provvedimento in sede deliberante nella seduta di domani e
vi era disponibilità al riguardo. L'atteggiamento del gruppo
di alleanza nazionale non consente di varare un'importante
legge per la modernizzazione della dirigenza. Il Governo se ne
rammarica e si rimette alla Commissione, valutando
favorevolmente eventuali modifiche di tale orientamento.
Domenico MASELLI (DS-U) auspica che si possa procedere
nell'esame del provvedimento. Si chiede se il gruppo di
alleanza nazionale non possa almeno consentire al
trasferimento dell'esame alla sede redigente, che potrebbe
concludersi con un rapido passaggio in Assemblea, essendo a
tal fine necessarie poche votazioni.
Karl ZELLER, presidente, rinvia il seguito
dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 21.
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