| MARIO ALBERTO TABORELLI. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il complesso degli emendamenti presentati da me,
come da altri parlamentari della Casa delle libertà, è ampio e
articolato, ma ha un denominatore comune: lo sforzo di evitare
che la legge serva a perpetuare un falso concetto di
cooperazione, come quello in essere oggi in Italia.
Non è un mistero che una fetta consistente del nostro
sistema di cooperazione in verità mascheri ben altro:
un'attività aziendale di tipo ordinario che, tuttavia, si
trova ad operare in condizioni
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di assoluto privilegio rispetto alle altre aziende
concorrenti nello stesso settore in virtù del diverso assetto
societario. Un insieme di norme nate per tutelare il valore
sociale oltre che economico della mutualità, sul quale si
basava in origine il sistema cooperativo, vengono oggi
applicate ad aziende che dell'impostazione originaria hanno
conservato solo l'aspetto formale. In queste condizioni siamo
all'evidentissima distorsione di ogni logica di mercato, siamo
cioè a vere e proprie forme di concorrenza sleale attuate con
il consenso della legge e l'avvallo politico del
centrosinistra. Proprio qui sta il problema, infatti. Perché
tanta fretta a due, tre giorni dall'annunciata fine della
legislatura, mentre ben altre questioni sarebbero sul tappeto?
Perché si vuole licenziare con tanta urgenza questo
provvedimento? E' forse uno degli aspetti essenziali del
programma del centrosinistra, che la maggioranza uscente vuole
includere nel suo bilancio finale e portare al giudizio degli
elettori? Sarà uno dei temi della campagna elettorale?
Ovviamente, nulla di tutto questo. La questione, pur
importante, non è certo fra quelle decisive per l'avvenire del
paese.
Il fatto è che il centrosinistra sa bene che questa è
probabilmente l'ultima occasione, per molti anni a venire,
nella quale avrà una maggioranza in Parlamento, mentre nel
paese non l'ha mai avuta, e allora cerca di portare a casa una
sorta di legislazione domestica in una materia che sta
particolarmente a cuore ai partiti di sinistra, certo non per
ragioni ideologiche o sentimentali. Credo che non sia un
mistero per nessuno il fatto che le imprese che beneficiano
dello status di cooperative, quindi dei benefici che ne
derivano, afferiscano in buona parte alla lega delle
cooperative. Credo che non sia un mistero neppure il fatto che
la lega delle cooperative abbia uno stretto rapporto di
fiancheggiamento con alcuni partiti della sinistra: l'aveva in
passato con l'allora partito comunista, lo mantiene ora con le
formazioni che dal partito comunista sono derivate. Ovviamente
non vorrei essere frainteso, parlo di rapporti politici ed
economici assolutamente leciti.
Il fatto è che il sistema cooperativo sta perdendo le
caratteristiche sue proprie, com'è dimostrato da questa legge;
lo testimonia, se non altro, il modo in cui è inquadrata la
figura del socio lavoratore che nei sistemi cooperativistici
non dovrebbe costituire l'eccezione - come oggi avviene - ma
al contrario la regola. La figura del dipendente non socio
oggi largamente prevalente, sarebbe dovuta servire solamente a
coprire esigenze particolari; in ogni caso il socio lavoratore
non dovrebbe essere, in un sistema cooperativo coerente con lo
spirito originario di questo istituto, un dipendente
mascherato, al contrario dovrebbe essere una figura di tipo
imprenditoriale, un imprenditore anomalo, ma con tutte le
caratteristiche proprie della figura stessa a cominciare dalla
diretta partecipazione agli utili o alle perdite dell'azienda.
Tutto questo sulla base della flessibilità, non delle rigidità
contrattuali, retributive, previdenziali ed anche in ordine
alla conservazione del posto di lavoro che la legge prevede a
tutela del dipendente.
Questa legge, come dimostra l'analisi dei singoli
emendamenti, va in una direzione esattamente opposta: da qui
la conferma che si tratta di una legge volta a conservare
l'esistente, quindi i privilegi, gli abusi, le distorsioni del
mercato e della concorrenza. Questo Parlamento non ha il
dovere di fare regali di fine legislatura alla maggioranza
uscente! Per questo voteremo una serie di emendamenti volti ad
attenuare, se non ad eliminare, queste caratteristiche
improprie della legge, fermo restando che riterremmo
preferibile che le Camere riprendano l'argomento nella
prossima legislatura, con maggiore serenità e con uno spirito
completamente diverso. Grazie.
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