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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


195051
STA0872-0024
Somm. e Sten. d'Aula n. 872 del 7 marzo 2001 (STA13-872)
(suddiviso in 800 Unità Documento)
Unità Documento n.24 (che inizia a pag.5 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.18)
SEGUITO DISCUSSIONE: C7570; C5240. ...(Esame dell'articolo 1 - A.C. 7570) LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C7570; C5240. ...(Esame dell'articolo 1 - A.C. 7570)
MARIO ALBERTO TABORELLI.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO VIOLANTE
ZZSTA ZZRES ZZSTA070301 ZZSTA010307 ZZSTA000301 ZZSTA000001 ZZSTA872 ZZ13 ZZDI ZZLL
    MARIO ALBERTO TABORELLI.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, il complesso degli emendamenti presentati da me,
  come da altri parlamentari della Casa delle libertà, è ampio e
  articolato, ma ha un denominatore comune: lo sforzo di evitare
  che la legge serva a perpetuare un falso concetto di
  cooperazione, come quello in essere oggi in Italia.
     Non è un mistero che una fetta consistente del nostro
  sistema di cooperazione in verità mascheri ben altro:
  un'attività aziendale di tipo ordinario che, tuttavia, si
  trova ad operare in condizioni
 
                               Pag. 6
 
  di assoluto privilegio rispetto alle altre aziende
  concorrenti nello stesso settore in virtù del diverso assetto
  societario.  Un insieme di norme nate per tutelare il valore
  sociale oltre che economico della mutualità, sul quale si
  basava in origine il sistema cooperativo, vengono oggi
  applicate ad aziende che dell'impostazione originaria hanno
  conservato solo l'aspetto formale.  In queste condizioni siamo
  all'evidentissima distorsione di ogni logica di mercato, siamo
  cioè a vere e proprie forme di concorrenza sleale attuate con
  il consenso della legge e l'avvallo politico del
  centrosinistra.  Proprio qui sta il problema, infatti.  Perché
  tanta fretta a due, tre giorni dall'annunciata fine della
  legislatura, mentre ben altre questioni sarebbero sul tappeto?
  Perché si vuole licenziare con tanta urgenza questo
  provvedimento?  E' forse uno degli aspetti essenziali del
  programma del centrosinistra, che la maggioranza uscente vuole
  includere nel suo bilancio finale e portare al giudizio degli
  elettori?  Sarà uno dei temi della campagna elettorale?
  Ovviamente, nulla di tutto questo.  La questione, pur
  importante, non è certo fra quelle decisive per l'avvenire del
  paese.
     Il fatto è che il centrosinistra sa bene che questa è
  probabilmente l'ultima occasione, per molti anni a venire,
  nella quale avrà una maggioranza in Parlamento, mentre nel
  paese non l'ha mai avuta, e allora cerca di portare a casa una
  sorta di legislazione domestica in una materia che sta
  particolarmente a cuore ai partiti di sinistra, certo non per
  ragioni ideologiche o sentimentali.  Credo che non sia un
  mistero per nessuno il fatto che le imprese che beneficiano
  dello  status  di cooperative, quindi dei benefici che ne
  derivano, afferiscano in buona parte alla lega delle
  cooperative.  Credo che non sia un mistero neppure il fatto che
  la lega delle cooperative abbia uno stretto rapporto di
  fiancheggiamento con alcuni partiti della sinistra: l'aveva in
  passato con l'allora partito comunista, lo mantiene ora con le
  formazioni che dal partito comunista sono derivate.  Ovviamente
  non vorrei essere frainteso, parlo di rapporti politici ed
  economici assolutamente leciti.
     Il fatto è che il sistema cooperativo sta perdendo le
  caratteristiche sue proprie, com'è dimostrato da questa legge;
  lo testimonia, se non altro, il modo in cui è inquadrata la
  figura del socio lavoratore che nei sistemi cooperativistici
  non dovrebbe costituire l'eccezione - come oggi avviene - ma
  al contrario la regola.  La figura del dipendente non socio
  oggi largamente prevalente, sarebbe dovuta servire solamente a
  coprire esigenze particolari; in ogni caso il socio lavoratore
  non dovrebbe essere, in un sistema cooperativo coerente con lo
  spirito originario di questo istituto, un dipendente
  mascherato, al contrario dovrebbe essere una figura di tipo
  imprenditoriale, un imprenditore anomalo, ma con tutte le
  caratteristiche proprie della figura stessa a cominciare dalla
  diretta partecipazione agli utili o alle perdite dell'azienda.
  Tutto questo sulla base della flessibilità, non delle rigidità
  contrattuali, retributive, previdenziali ed anche in ordine
  alla conservazione del posto di lavoro che la legge prevede a
  tutela del dipendente.
     Questa legge, come dimostra l'analisi dei singoli
  emendamenti, va in una direzione esattamente opposta: da qui
  la conferma che si tratta di una legge volta a conservare
  l'esistente, quindi i privilegi, gli abusi, le distorsioni del
  mercato e della concorrenza.  Questo Parlamento non ha il
  dovere di fare regali di fine legislatura alla maggioranza
  uscente!  Per questo voteremo una serie di emendamenti volti ad
  attenuare, se non ad eliminare, queste caratteristiche
  improprie della legge, fermo restando che riterremmo
  preferibile che le Camere riprendano l'argomento nella
  prossima legislatura, con maggiore serenità e con uno spirito
  completamente diverso.  Grazie.
 
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