| FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, nel provvedimento che ci apprestiamo a discutere e
ad approvare si riponevano grandi attese, in quanto doveva
procedere ad una revisione della legislazione
cooperativistica, trasformando la posizione del socio
lavoratore e rendendola molto più ampia, più moderna e più
articolata, mentre alla fine è venuto fuori un testo che è
stato definito molto rigido e che mortifica la figura del
socio lavoratore. Pertanto, noi manifestiamo la nostra grande
delusione di fronte al provvedimento, poiché il Governo e la
maggioranza, irretiti da un garantismo arcaico e condizionati
dal sindacato, hanno compiuto scelte che mortificano i
lavoratori soci di cooperative, rinunciando a valorizzare le
caratteristiche di autonomia e di responsabilità proprie del
socio di una cooperativa.
Devo anche dire che la figura del socio lavoratore da
questa proposta di legge viene schiacciata troppo rispetto a
quella del lavoratore dipendente, che svolge un ruolo diverso.
Questa norma non può essere applicata alla situazione di un
socio della cooperativa, perché quest'ultimo è
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anche un imprenditore, quindi non può essere trattato alla
stregua di un lavoratore dipendente.
Nonostante alcune soluzioni positive presenti nel
provvedimento, esso tarpa sicuramente le ali alla capacità
delle imprese cooperative di creare nuova occupazione. Il Polo
delle libertà ha presentato una serie di emendamenti su cui ci
confronteremo, ma che non crediamo possano modificare nella
sua struttura la legge, che è già compromessa in quanto non
garantisce al socio lavoratore la necessaria dignità ed
autonomia. Pertanto noi voteremo gli emendamenti e cercheremo,
per quanto possibile, di modificare almeno in parte l'impianto
del provvedimento, su cui manteniamo una posizione critica.
Ricordo a me stesso e ai colleghi che per quarant'anni mi sono
occupato di cooperative di credito e quindi so quale debba
essere la posizione del socio, sia lavoratore sia non
lavoratore, di una cooperativa, che è un imprenditore e che,
dunque, dovrebbe avere una dignità diversa rispetto agli altri
lavoratori e dovrebbe essere protagonista della propria
cooperativa e del proprio futuro.
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