| VITTORIO TARDITI. Noi siamo pienamente consapevoli del
ruolo sociale che la cooperazione ha svolto e che continua a
svolgere nel nostro paese. Il fatto che una parte politica,
che non è la nostra, si sia assunta da tempo il ruolo di
mentore del sistema cooperativistico non significa che da
parte nostra non vi sia interessamento e che esista una
opposizione a questa forma imprenditoriale basata sulla
mutualità. La nostra opposizione a questo provvedimento non
nasce pertanto da una forma di ostilità preconcetta, nasce
semmai da una ragione completamente opposta, cioè dalla
necessità di tutelare, di questa forma cooperativistica, le
caratteristiche specifiche e le peculiarità che rendono questo
fenomeno socialmente significativo.
C'è in atto da tempo da parte della sinistra - e questa
legge ne è l'ulteriore dimostrazione - la tendenza a un
approccio improprio alla logica della cooperazione. La prassi
che si va instaurando è, infatti, quella che le cooperative
altro non siano che imprese come tutte le altre e che si
debbano comportare nella stessa logica, trovandosi però,
rispetto alle altre aziende, a godere di un trattamento
privilegiato sotto mille punti di vista, a partire da quelli
fiscali. Ma non c'è nessuna ragione perché sia così, anzi
questa è una distorsione da sanare al più presto: se si tratta
di aziende come le altre, non si capisce perché si debbano
turbare i mercati e i corretti rapporti di concorrenza
favorendo così smaccatamente le cooperative. Se ci sono
alterazioni, se ci sono questioni che debbono essere esaminate
dalla magistratura al riguardo, noi auspichiamo che la
magistratura indaghi su queste forme velate o meno con la
stessa forza, con la stessa capacità e con la stessa virulenza
che ha dimostrato in altre circostanze (e tutti ci
capiamo).
Il fatto che esista una parte significativa del nostro
sistema cooperativistico strettamente legata alla sinistra non
giustifica che si diano privilegi sul mercato ad aziende che
si comportano come tali a tutti gli effetti. E' proprio quello
che, invece, si vorrebbe continuare a fare anche con questa
legge. A fronte di questi comportamenti, chi parla tanto e
spesso e con enfasi di conflitto di interessi farebbe bene a
fare una riflessione approfondita. Gli interessi intervengono
nei processi politici in modo più o meno mediato, più o meno
trasparente. Ciò che deve preoccupare non è l'esistenza degli
interessi, è il fatto che essi intervengano in modo non
trasparente, non dichiarato, e nei momenti e nei meccanismi
decisionali.
Il fatto che il sistema cooperativistico stia perdendo
caratteristiche sue proprie è dimostrato, fra l'altro, proprio
da questa legge. Intanto, è necessario premettere che il socio
lavoratore, nei sistemi cooperativistici, non dovrebbe essere
l'eccezione, come oggi avviene, ma, al contrario, la regola.
La figura del dipendente non socio, che doveva servire
soltanto a fronteggiare esigenze particolari, oggi è diventata
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la condizione largamente prevalente. Comunque il socio
lavoratore non è un dipendente mascherato, come viene
considerato in sostanza da questa legge, è esattamente il
contrario: la sua figura, pure in modo anomalo, è quella di un
imprenditore e, come tale, dovrebbe essere trattato, se la
legge fosse funzionale a ridare al sistema cooperativistico le
sue caratteristiche peculiari. Colleghi, essere imprenditori
significa stare lontani dalla rigidità e dai vincoli che
caratterizzano il rapporto tra azienda e lavoratore
dipendente, vincoli posti di solito a tutela di quest'ultimo,
della sua sicurezza, delle condizioni retributive, della sua
assicurazione e previdenza. Essere un imprenditore significa
essere compartecipe, con flessibilità, degli utili e delle
perdite dell'impresa. Nulla in questo provvedimento si basa su
tale logica! Tutto va nel senso contrario. Certo, questa
materia necessitava da tempo di essere regolata da una legge
nuova e diversa, ma avrebbe dovuto trattarsi di una legge che
andava nella direzione opposta rispetto a quella che ci
accingiamo a seguire.
Questa è una legge inutile, che non cambia le cose e che
non valorizza la cooperazione vera; è anche una legge che
introduce elementi di disomogeneità e di confusione
nell'ordinamento nel momento in cui introduce numerose novità
nell'assetto societario delle cooperative, mentre il
Parlamento stava discutendo della riforma societaria.
Cari colleghi, la maggioranza uscente ha la spiacevole
caratteristica di dimenticare spesso un principio fondamentale
della tecnica legislativa ovvero che le leggi devono essere
pensate erga omnes. Le legislazioni particolari, per
premiare o punire qualcuno, non fanno parte dello stato di
diritto ma dei totalitarismi antichi e moderni (Applausi
dei deputati del gruppo di Forza Italia). La scritta "La
legge è uguale per tutti" che campeggia nelle aule dei
tribunali alle spalle della corte non è un elemento
decorativo, posto lì per abbellire la discutibile estetica dei
nostri uffici giudiziari, ma un altissimo richiamo ad un
principi fondanti del nostro sistema giuridico-legislativo.
Il centrosinistra, invece, tende a fabbricare delle leggi
su misura di esigenze particolari per favorire forse qualche
cooperativa e al Senato - ben più clamorosamente - per
colpire, con il pretesto del conflitto di interessi, il leader
dell'attuale opposizione. Ed allora, a proposito di
quest'ultimo argomento, chi parla di conflitto di interessi
con tanta enfasi farebbe bene a fare una riflessione
approfondita su questa legge.
Come ho già avuto modo di dire, gli interessi intervengono
nei processi politici in modo più o meno mediato, ma è
necessario che intervengano in modo trasparente. Ora, in
queste condizioni, il nostro voto contrario che fin d'ora
annuncio è naturalmente scontato.
Colleghi, abbiamo presentato una serie di emendamenti che
daranno la possibilità di rendere certamente più equa questa
normativa e, in sostanza, più libero e più equo il mondo del
lavoro, al fine di tornare ad una vera cooperazione basata
sulla mutualità e sul localismo per combattere rendite di
posizione, che sul mercato non hanno alcuna giustificazione
(Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
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