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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XIII Legislatura

Documento


195064
STA0872-0037
Somm. e Sten. d'Aula n. 872 del 7 marzo 2001 (STA13-872)
(suddiviso in 800 Unità Documento)
Unità Documento n.37 (che inizia a pag.13 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.18)
SEGUITO DISCUSSIONE: C7570; C5240. ...(Esame dell'articolo 1 - A.C. 7570) LAVASS
...SEGUITO DISCUSSIONE: C7570; C5240. ...(Esame dell'articolo 1 - A.C. 7570)
VITTORIO TARDITI.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PIERLUIGI PETRINI
ZZSTA ZZRES ZZSTA070301 ZZSTA010307 ZZSTA000301 ZZSTA000001 ZZSTA872 ZZ13 ZZDI ZZLL
    VITTORIO TARDITI.  Noi siamo pienamente consapevoli del
  ruolo sociale che la cooperazione ha svolto e che continua a
  svolgere nel nostro paese.  Il fatto che una parte politica,
  che non è la nostra, si sia assunta da tempo il ruolo di
  mentore del sistema cooperativistico non significa che da
  parte nostra non vi sia interessamento e che esista una
  opposizione a questa forma imprenditoriale basata sulla
  mutualità.  La nostra opposizione a questo provvedimento non
  nasce pertanto da una forma di ostilità preconcetta, nasce
  semmai da una ragione completamente opposta, cioè dalla
  necessità di tutelare, di questa forma cooperativistica, le
  caratteristiche specifiche e le peculiarità che rendono questo
  fenomeno socialmente significativo.
     C'è in atto da tempo da parte della sinistra - e questa
  legge ne è l'ulteriore dimostrazione - la tendenza a un
  approccio improprio alla logica della cooperazione.  La prassi
  che si va instaurando è, infatti, quella che le cooperative
  altro non siano che imprese come tutte le altre e che si
  debbano comportare nella stessa logica, trovandosi però,
  rispetto alle altre aziende, a godere di un trattamento
  privilegiato sotto mille punti di vista, a partire da quelli
  fiscali.  Ma non c'è nessuna ragione perché sia così, anzi
  questa è una distorsione da sanare al più presto: se si tratta
  di aziende come le altre, non si capisce perché si debbano
  turbare i mercati e i corretti rapporti di concorrenza
  favorendo così smaccatamente le cooperative.  Se ci sono
  alterazioni, se ci sono questioni che debbono essere esaminate
  dalla magistratura al riguardo, noi auspichiamo che la
  magistratura indaghi su queste forme velate o meno con la
  stessa forza, con la stessa capacità e con la stessa virulenza
  che ha dimostrato in altre circostanze (e tutti ci
  capiamo).
     Il fatto che esista una parte significativa del nostro
  sistema cooperativistico strettamente legata alla sinistra non
  giustifica che si diano privilegi sul mercato ad aziende che
  si comportano come tali a tutti gli effetti.  E' proprio quello
  che, invece, si vorrebbe continuare a fare anche con questa
  legge.  A fronte di questi comportamenti, chi parla tanto e
  spesso e con enfasi di conflitto di interessi farebbe bene a
  fare una riflessione approfondita.  Gli interessi intervengono
  nei processi politici in modo più o meno mediato, più o meno
  trasparente.  Ciò che deve preoccupare non è l'esistenza degli
  interessi, è il fatto che essi intervengano in modo non
  trasparente, non dichiarato, e nei momenti e nei meccanismi
  decisionali.
     Il fatto che il sistema cooperativistico stia perdendo
  caratteristiche sue proprie è dimostrato, fra l'altro, proprio
  da questa legge.  Intanto, è necessario premettere che il socio
  lavoratore, nei sistemi cooperativistici, non dovrebbe essere
  l'eccezione, come oggi avviene, ma, al contrario, la regola.
  La figura del dipendente non socio, che doveva servire
  soltanto a fronteggiare esigenze particolari, oggi è diventata
  ormai
 
                              Pag. 14
 
  la condizione largamente prevalente.  Comunque il socio
  lavoratore non è un dipendente mascherato, come viene
  considerato in sostanza da questa legge, è esattamente il
  contrario: la sua figura, pure in modo anomalo, è quella di un
  imprenditore e, come tale, dovrebbe essere trattato, se la
  legge fosse funzionale a ridare al sistema cooperativistico le
  sue caratteristiche peculiari.  Colleghi, essere imprenditori
  significa stare lontani dalla rigidità e dai vincoli che
  caratterizzano il rapporto tra azienda e lavoratore
  dipendente, vincoli posti di solito a tutela di quest'ultimo,
  della sua sicurezza, delle condizioni retributive, della sua
  assicurazione e previdenza.  Essere un imprenditore significa
  essere compartecipe, con flessibilità, degli utili e delle
  perdite dell'impresa.  Nulla in questo provvedimento si basa su
  tale logica!  Tutto va nel senso contrario.  Certo, questa
  materia necessitava da tempo di essere regolata da una legge
  nuova e diversa, ma avrebbe dovuto trattarsi di una legge che
  andava nella direzione opposta rispetto a quella che ci
  accingiamo a seguire.
     Questa è una legge inutile, che non cambia le cose e che
  non valorizza la cooperazione vera; è anche una legge che
  introduce elementi di disomogeneità e di confusione
  nell'ordinamento nel momento in cui introduce numerose novità
  nell'assetto societario delle cooperative, mentre il
  Parlamento stava discutendo della riforma societaria.
     Cari colleghi, la maggioranza uscente ha la spiacevole
  caratteristica di dimenticare spesso un principio fondamentale
  della tecnica legislativa ovvero che le leggi devono essere
  pensate  erga omnes.  Le legislazioni particolari, per
  premiare o punire qualcuno, non fanno parte dello stato di
  diritto ma dei totalitarismi antichi e moderni  (Applausi
  dei deputati del gruppo di Forza Italia).  La scritta "La
  legge è uguale per tutti" che campeggia nelle aule dei
  tribunali alle spalle della corte non è un elemento
  decorativo, posto lì per abbellire la discutibile estetica dei
  nostri uffici giudiziari, ma un altissimo richiamo ad un
  principi fondanti del nostro sistema giuridico-legislativo.
     Il centrosinistra, invece, tende a fabbricare delle leggi
  su misura di esigenze particolari per favorire forse qualche
  cooperativa e al Senato - ben più clamorosamente - per
  colpire, con il pretesto del conflitto di interessi, il leader
  dell'attuale opposizione.  Ed allora, a proposito di
  quest'ultimo argomento, chi parla di conflitto di interessi
  con tanta enfasi farebbe bene a fare una riflessione
  approfondita su questa legge.
     Come ho già avuto modo di dire, gli interessi intervengono
  nei processi politici in modo più o meno mediato, ma è
  necessario che intervengano in modo trasparente.  Ora, in
  queste condizioni, il nostro voto contrario che fin d'ora
  annuncio è naturalmente scontato.
     Colleghi, abbiamo presentato una serie di emendamenti che
  daranno la possibilità di rendere certamente più equa questa
  normativa e, in sostanza, più libero e più equo il mondo del
  lavoro, al fine di tornare ad una vera cooperazione basata
  sulla mutualità e sul localismo per combattere rendite di
  posizione, che sul mercato non hanno alcuna giustificazione
  (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
 
DATA=010307 FASCID=STA13-872 TIPOSTA=STA LEGISL=13 NCOMM= SEDE= NSTA=0872 TOTPAG=0307 TOTDOC=0800 NDOC=0037 TIPDOC=O DOCTIT=0018 COMM= DI PAGINIZ=0037 RIGINIZ=023 PAGFIN=0038 RIGFIN=058 UPAG=NO PAGEIN=13 PAGEFIN=14 SORTRES=0103073 SORTDDL= FASCIDC=13STA 00872 SORTNAV=5³103072 00872 200000 ZZSTA872 NDOC0037 TIPDOCO DOCTIT0018 NDOC0018



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