| MAURO MICHIELON. Signor Presidente, mi corre l'obbligo di
fare una breve premessa. Ho sentito parlare di integralisti
della cooperazione: evidentemente, ci si riferiva alla
Confcooperative e al suo presidente Marino, che ha chiesto
espressamente a tutti i parlamentari di bocciare il testo in
esame, in quanto nega l'originalità del lavoro di cooperativa,
ignora il ruolo autoimprenditoriale del socio lavoratore,
limita drasticamente l'autonomia statutaria, non individua con
precisione gli strumenti per eliminare il fenomeno della falsa
cooperazione. Se questi sono gli integralisti e se
Confcooperative è integralista, la gente sappia che essa ha un
presidente integralista! Questo è quanto mi sento di dire
soprattutto al partito Popolare, che da sempre ha sostenuto
con forza la Confcooperative.
Per quanto riguarda l'emendamento in esame, si propone di
sostituire il comma 1, in quanto si fa riferimento solamente
ai soci lavoratori di cooperative e non si spiega cosa sia una
cooperativa; infatti, riteniamo che proprio all'articolo 1,
comma 1, si debba spiegare bene cosa sia una cooperativa e
precisare la distinzione tra socio lavoratore e
cooperativa.
Inoltre, vorrei dire al relatore che all'articolo 1, si fa
riferimento ad un regolamento, ma non si precisa a quale
articolo dello stesso. Il nostro emendamento va nella
direzione di una maggior comprensione del testo e di un
apporto costruttivo; a tal fine, abbiamo precisato il
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riferimento al regolamento di cui all'articolo 6. Signor
Presidente, i nostri emendamenti non sono ostruzionistici, ma
vogliono migliorare un testo normativo che non ci piace.
Infine, vorrei aggiungere che la Commissione lavoro della
Camera non è stata messa in grado di apportare una sola
modifica al disegno di legge; si tratta, infatti, di un
provvedimento blindato che ci è pervenuto il 29 gennaio 2001
dal Senato e che deve essere approvato così com'è anche se si
tratta di un testo pessimo che nega le motivazioni per le
quali sarebbe dovuto nascere.
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